Lezioni con i lavori in corso in via Claudio

Come afferma Pasquale, sgattaiolando in aula ad inizio lezione, “non è il periodo migliore per eseguire dei lavori!”. Ad accogliere alla porta, ad inizio anno universitario, gli studenti di Ingegneria, le cui lezioni hanno luogo nella sede in via Claudio, infatti, non materie nuove e docenti diversi, ma rumori e disagi provocati da alcuni lavori in corso. Questi ultimi rientrano nel programma edilizio triennale 2012- 2014 che, in riferimento al Complesso di via Claudio, prevede ‘l’adeguamento architettonico ed impiantisco dei locali ubicati al piano terra della palazzina 1 per la realizzazione della biblioteca interdipartimentale’. 
“Considerando che hanno posticipato l’inizio dei corsi al 6 ottobre proprio per i lavori – considera Vincenzo, studente al II anno di Ingegneria Aerospaziale – si sarebbe dovuto evitare. A pagare le conseguenze di questa decisione siamo, come sempre, noi studenti: se i corsi iniziano più tardi, slitta automaticamente la prima sessione esami e, quindi, l’inizio dei corsi del II semestre. Risultato finale? Non meravigliamoci se avremo una sessione estiva molto più breve!”. Poi, continua: “Le mie lezioni in aula I7 sono accompagnate da rumori di sottofondo non particolarmente intensi, ma comunque fastidiosi. Speriamo che tutto questo finisca il prima possibile!”.
Rumori che sono da sommare a problematiche già esistenti all’interno della struttura. Emanuela, al II anno di Ingegneria Gestionale della Logistica e della Produzione, ne fornisce un esempio: “Seguo nell’aula T2. Qui il proiettore non funziona, per cui fare lezione con il supporto di slides è praticamente impossibile, come a volte è impossibile concentrarsi con un trapano nelle orecchie”.
“Trapano e martello sono nulla – afferma Marco Libraro, iscritto al I anno fuoricorso di Ingegneria Meccanica – se paragonati ai problemi che assillano questa struttura da sempre. Nell’aula T1, dove seguo, non vi è un’adeguata illuminazione delle lavagne. Già le materie sono complicate, poi ci si deve anche applicare per comprendere cosa scrivono i docenti!”.
C’è anche chi, come Luca Diana, studente di Ingegneria Gestionale della Logistica e della Produzione, si rassegna: “Con l’abitudine non faccio più caso alle condizioni in cui siamo costretti a studiare. Il primo giorno di lezione, però, non nego che, entrando in un’aula (la T2) priva di controsoffittatura e in uno stato pietoso, sono rimasto davvero allibito”.
A dire degli studenti, i lavori non sono solo fonte di inquinamento acustico, che, anzi, risulta essere il disagio minore. “La situazione era già drammatica prima che cominciassero i lavori – denuncia innervosita Chiara, Ingegneria Aerospaziale – ma ora è quasi impossibile trovare un posto per studiare! Per non parlare dei bagni: non ne esiste uno in cui non ci sia un odore nauseante”.
Mancanza di luoghi dove studiare e di bagni adeguati sono i danni maggiori. Lo conferma anche Luca Galeotalanza, Ingegneria Aerospaziale: “Sono iscritto al III anno, ma, su 5 corsi, ne seguo tre del primo semestre del II anno. A mio parere la conseguenza più grande provocata dai lavori è l’assenza di una biblioteca e di aule vuote da poter sfruttare per lo studio durante le ore di pausa. Per trovare un po’ di pace e leggere sono costretto a cambiare edificio”.
Alessia Marsei, studentessa del II anno di Ingegneria Meccanica, sottolinea la questione bagni: “I lavori creano notevoli disagi. Nell’edificio c’è un solo bagno per le ragazze e spesso non si può neanche usare”. Poi, continua: “Ho trovato molte zone chiuse, alcune addirittura murate”.
“Seguo nell’aula I1 e devo ammettere che durante le lezioni non mi è mai capitato di essere disturbata dai rumori. Sarebbe meglio soffermarsi sulla scarsa quantità di bagni, dovuta ai lavori. Nella sede del biennio, infatti, ci sono solo due bagni e, di conseguenza, si creano file interminabili. Per sopperire a questa mancanza è stato esposto un cartello che informa della presenza di bagni anche nell’edificio accanto. Chi segue ed ha una pausa di soli 5 minuti, però, trova davvero grandi difficoltà a dover spostarsi”, spiega Giulia, III anno Ingegneria Aerospaziale. 
Le lezioni di Antonio Esposito, anche lui di Ingegneria Aerospaziale, ma II anno, a causa dei lavori vengono interrotte in continuazione: “Seguo nell’aula I7. A parte il degrado dell’aula, i danni provocati dai lavori riguardano soprattutto la struttura elettrica. Molto spesso, infatti, siamo costretti ad interrompere la lezione perché, per mancanza di corrente, il proiettore smette di funzionare”.
Mattia Intignano, infine, pone l’attenzione sulle aule: “Per 3 corsi su 4 siamo ‘strizzati’ in aule troppo piccole per il numero di ragazzi totale. In due casi, poi, le lezioni consecutive sono in due aule diverse, abbastanza distanti tra loro. Bisogna, quindi, fare una corsa, perdendo, così, qualsiasi idea di pausa, anche se solo di 5 minuti. Credo che tutto ciò sia dovuto proprio ai lavori e alla riduzione dei luoghi aperti agli studenti”. Mattia, però, vuole prenderla con ottimismo: “Ci si aspetta che questi lavori, e con loro tutti i sacrifici fatti da noi studenti per adeguarci ai disagi, conducano ad un netto miglioramento della struttura e dei servizi”.
Fabiana Carcatella
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