Matricole e studenti lavoratori ai corsi di recupero

In svolgimento (si concluderanno il 19 giugno) i corsi di recupero in Matematica I, Matematica II e Chimica Generale e Inorganica, rivolti agli studenti della Triennale in Biologia Generale e Applicata. “Le lezioni non sostituiscono i corsi ordinari. Rappresentano un’occasione per svolgere delle esercitazioni ulteriori e un’opportunità per fare chiarezza su alcuni aspetti del programma. Speriamo, in questo modo, di limitare il numero di studenti fuori corso, anche se ci rendiamo conto che questi corsi sono stati organizzati in un periodo difficile, quando cominciano gli esami del secondo semestre – spiega la prof.ssa Giovanna Liverini, coordinatrice didattica del Corso di Studi in Biologia Generale e Applicata e promotrice dell’iniziativa insieme alla prof.ssa Valeria Spagnuolo, la quale sottolinea la più grande difficoltà dei ragazzi – Le basi scolastiche. L’80% circa dei ragazzi non ha la preparazione necessaria per seguire i docenti”.
Il calendario delle attività è intensivo, con lezioni svolte da dottorandi e giovani ricercatori tre volte la settimana, dalle 16.00 alle 19.00.
Abbiamo incontrato i ragazzi il primo giorno, per raccogliere le storie di matricole e studenti fuori corso che, talvolta da anni, non riescono a dare una svolta al proprio percorso universitario. Fra loro ci sono sia coloro che hanno risentito dell’impatto universitario, sia studenti che, nel mezzo del cammino verso la laurea, si sono visti costretti a cercare un lavoro per aiutare la famiglia. Come Teresa Botta, iscritta da sei anni, impegnata presso un call-center: “spero che la mia sia un’occupazione passeggera. Mi auguro di riuscire, in futuro, a trovare un lavoro come biologa. Intanto invio curricula in giro ma ricevo solo proposte da altri call-center”. Teresa vuole iscriversi al corso di recupero in Chimica: “sebbene per tre anni abbia frequentato assiduamente tutte le lezioni, non sono riuscita ad evitare di trascinarmelo dietro. Alla fine, ho preferito dare spazio ad altre materie, poi sono dovuta andare a lavorare e il ritardo è aumentato. Per fortuna, non manca molto alla fine”. 
Sulla carriera accademica di Flora Buonanno, anche lei studentessa di Biologia da sei anni, gravano sia l’esame di Chimica che quello di Matematica I. Per problemi familiari è stata ferma più di un anno, ma è riuscita a trovare lavoro presso un laboratorio di analisi e ora all’agognato traguardo mancano appena, si fa per dire, otto esami: “nell’ambito di questa iniziativa di tutorato, le lezioni delle due materie si svolgono nello stesso momento, perciò ho dovuto scegliere. Farò Matematica perché non ho mai seguito il corso”.
Entrambe le ragazze, e come loro diversi altri colleghi, ritengono quella del Dipartimento un’ottima l’iniziativa, da ripetere con maggiore frequenza, cercando di evitare l’accavallamento delle lezioni di discipline differenti e, se possibile, l’orario infelice.
Simona De Crescenzo, anche lei fuori corso, non è riuscita a colmare le lacune in Matematica che si porta dietro dal liceo. Finalmente si è sbloccata con l’esame di Fisica e ora, acquisita maggiore fiducia, è contenta di avere la possibilità di superare l’ultimo scoglio, assistita da ragazzi giovani: “hanno menti più fresche e sanno come incoraggiarti ed invogliarti ad andare avanti, anche meglio dei docenti con più esperienza”. Stessi problemi per Angela Liguori: “non avevo mai visto la Chimica prima d’ora, ho aperto il libro e ho fatto l’esame con una docente bravissima, ma con la Matematica non c’è stato niente da fare. Forse perché vengo da una scuola professionale, o forse perché il professore è stato spesso assente a lezione ed abbiamo svolto poche esercitazioni”.
Non è l’unica ‘tirata d’orecchi’ all’istituzione. Alcuni ragazzi segnalano una circolazione delle informazioni un po’ asfittica, rivolta essenzialmente ai corsisti del primo anno e, solo marginalmente, ai fuori corso non frequentanti. “Ci sono venuti ad informare dell’iniziativa in aula”, conferma Marialuisa Donnarumma, matricola al primo anno. “Ho scoperto che c’erano questi corsi per caso, perché me l’ha riferito un’amica”, dice Gaetano Verde che lavora in un’attività di famiglia. Bloccato da anni sull’esame di Chimica Inorganica, afferma: “All’istituto tecnico informatico non l’ho mai studiata e, quando sono arrivato all’università, ho incontrato docenti che davano troppe cose per scontate. Non mi sono ancora iscritto. Abito ad Aversa, arrivare qui mi costa più di un’ora di viaggio, voglio verificare se ne vale la pena”.
E la cattiva preparazione scolastica in ambito chimico mina le aspettative universitarie di tanti ragazzi. “Non c’è niente da dire, la nostra professoressa di Chimica era veramente brava, ma io a scuola non l’ho mai studiata. Ho superato tutti gli altri esami del primo semestre e ora approfitterò di questo corso per ripetere il programma e dare l’esame al meglio”, dichiara un po’ agguerrita Caterina Farina, studentessa al primo anno. “Provengo da una scuola ad indirizzo chimico-biologico, nella quale ho svolto tantissima attività di laboratorio e questa preparazione mi è stata utile per superare lo scritto di Chimica, ma all’orale sono caduta perché all’università ricominci tutto da zero. Nuovi metodi, nuovi linguaggi e devi imparare”, dice la matricola Palma Amoruso. “È vero, qualunque materia sia stata affrontata al liceo, era più semplice. L’università è un’altra cosa”, conferma la collega Adriana Varchetta.
Simona Pasquale
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