Molti percorsi, minimo comune denominatore: le scienze della vita

“Chi voglia diventare studente di questo Dipartimento deve essere fortemente motivato, oltre che immensamente appassionato per le scienze della vita, minimo comune denominatore di Corsi di Laurea che sono comunque molto variegati”, spiega il prof. Paolo Vincenzo Pedone, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche (DISTABIF). Consigli per un percorso brillante? “Non fatevi distrarre dall’apparente libertà che incontrate all’università rispetto al liceo. Stiamo progressivamente rendendo obbligatoria la frequenza per alcuni corsi, soprattutto al primo anno, proprio per evitare distrazioni. Se vi laureate in tempo, la vostra laurea assumerà maggiore valore”. L’offerta formativa resta invariata, “se non per qualche piccolo cambiamento interno ai corsi. La scelta è molto varia. Si va dal farmaco all’ambiente, alla scienza della nutrizione, alla Biologia”.
Confermati, quindi, tre Corsi di Laurea Triennale, le cui lezioni partiranno il 6 ottobre. Scienze Ambientali è l’unico ad accesso libero. Gli studenti potranno accedervi dopo aver sostenuto una prova di valutazione delle competenze iniziali di Matematica di base e Logica. Gli studenti che avranno ottenuto un risultato insufficiente, prima di sostenere altri esami di profitto, dovranno superare il test di verifica del corso integrativo di Matematica di base oppure, in caso di punteggio insufficiente anche in questo secondo caso, dovranno superare per primo l’esame del corso di Matematica (1° anno). Il percorso di studi concede ampio spazio alle discipline di base (matematica, fisica, chimica e biologia), essenzialmente concentrate al primo anno di corso, mentre nei successivi due anni saranno introdotte le discipline specialistiche nei settori delle Scienze della Terra, Ecologia, Biologia, Scienza del Suolo, Impiantistica ambientale e Diritto. Diverso il discorso per i Corsi Triennali, ad accesso programmato, in Scienze Biologiche e Biotecnologie. Entrambi mostrano al primo anno un congruo numero di crediti in discipline matematiche e chimiche “per cui è necessario che si nutra grande interesse e passione per queste materie sin dal proprio percorso di studi precedente”, spiega Pedone. Per gli aspiranti biologi, si passerà quindi dal secondo anno alle scienze biologiche vere e proprie, che comprendono lo studio dei microrganismi e degli organismi animali e vegetali. Un discreto numero di crediti, 20, saranno acquisiti solo mediante attività di laboratorio. Gli studenti di Biotecnologie si soffermeranno invece maggiormente sullo studio dei fenomeni biologici a livello molecolare e cellulare con un occhio alle applicazioni nel campo industriale, medico, farmaceutico, ambientale e alimentare. Chi vorrà poi proseguire con la Magistrale potrà iscriversi a Scienze e Tecnologie per l’ambiente e il territorio; Biotecnologie per la salute; Biologia; Biotecnologie industriali ed alimentari e la recente Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana. 
L’unico Corso di Laurea Magistrale quinquennale è quello in Farmacia, a numero programmato. Le discipline con cui gli studenti dovranno misurarsi dal primo anno sono Chimica Generale, Biologia e Fisica, per poi approdare negli anni successivi alla farmacologia, farmacoterapia e tossicologia. 
IL TEST D’ACCESSO. Qualche piccolissima novità potrebbe riguardare il test d’ammissione, che, ricordiamo, è unico per tutti i Corsi ad accesso limitato e basato su un sistema di preferenze espresso dagli studenti. Per quest’anno saranno previsti 100 posti per Farmacia, 175 per Scienze Biologiche e 75 per Biotecnologie. I quesiti riguarderanno biologia, matematica, chimica e fisica, logica e cultura generale: “probabilmente riusciremo ad anticipare leggermente le date, anche per effetto dello spostamento dei test di Medicina ad aprile”. Per arrivare più preparati, suggerisce la professoressa Marina Isidori, delegato all’orientamento del Dipartimento, “i ragazzi potranno esercitarsi con le prove degli anni precedenti pubblicate sul sito del DISTABIF all’indirizzo http://www.distabif.unina2.it”.
Il post laurea
Qualunque sia la scelta, si riveleranno molto ampie le possibilità del post laurea: “nonostante il difficile momento economico, le discipline che si studiano qui sono trainanti nel mercato ed hanno un ampio campo di applicazione. I nostri laureati hanno ottenuto grandi soddisfazioni, anche oltre i confini nazionali”, spiega il prof. Pedone. Biologi, biotecnologi e farmacisti sono figure professionali che potranno trovare spazio in aree differenti del mondo lavorativo e non solo in quelle tradizionalmente associate ad esse. È la prof.ssa Isidori a fornire qualche dettaglio: “I biologi, oltre alla possibilità di dedicarsi alla ricerca o all’insegnamento, potranno trovare spazio in una gamma di attività professionali che spaziano dal controllo di qualità degli alimenti e delle merci, alle analisi sierologiche, istologiche, metaboliche e genetiche, nonché alle analisi e controlli delle acque o allo studio delle specie viventi con finalità di classificazione”. I biotecnologi, invece, saranno “molto gettonati nei settori ambientale, medico, agroalimentare e farmaceutico, nonché nel controllo qualitativo dei processi di produzione che utilizzano organismi viventi e biomolecole”. Discorso diverso per i farmacisti: “che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi definiti dal Servizio Sanitario Nazionale in imprese di produzione o di distribuzione, in aziende sanitarie territoriali, ospedaliere, ed enti”. 
Le lezioni si svolgeranno presso il Polo Scientifico sito in via Vivaldi a Caserta, a pochi passi dalla stazione centrale.
Anna Verrillo
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