Si rinnova alla Vanvitelli l’appuntamento con il PhDay, alla sua seconda edizione. Si terrà giovedì 31 gennaio presso l’Aula Bottazzi nel complesso didattico di Sant’Andrea delle Dame. L’evento, dedicato agli allievi della Scuola di Dottorato in Scienze della Vita diretta dal prof. Dario Giugliano, si arricchisce, quest’anno, grazie ad una novità: il premio My Research in Five Minutes che verrà assegnato, per acclamazione del pubblico in aula, alle otto migliori presentazioni dei lavori di ricerca tra le diciotto che verranno proposte.
“Il PhDay nasce con l’obiettivo di mostrare la sinergia, l’unità e lo scopo dei nostri dottorati di ricerca – dice la prof.ssa Lucia Altucci, delegata del Rettore alla Ricerca – e quest’anno avrà un valore aggiunto grazie a My Research in Five Minutes, un premio che è anche una competizione basata su un modello americano, molto utilizzato anche in altri paesi”. I dottorandi che, entro il 20 ottobre, hanno avanzato la loro candidatura per prendere parte alla competizione, requisito imprescindibile essere al termine del percorso, avranno a disposizione cinque minuti per presentare il risultato finale delle loro ricerche alla giuria tecnica e ad un pubblico misto di studenti, colleghi dottorandi, docenti e rappresentanti di aziende. Spiega la prof.ssa Altucci: “Sono un membro della giuria tecnica insieme ai professori Dario Giugliano e Luigi Zeni. Il professor Zeni, in qualità di ingegnere, valuterà le proposte in base al trasferimento tecnologico e alla loro possibilità di applicazione in campo industriale. Io valuterò le idee di ricerca mentre il prof. Giugliano l’insieme e l’integrazione delle due cose. Comunicheremo quale sarà, secondo noi, la proposta migliore, ma, per la premiazione, lasceremo spazio al pubblico. Anche gli altri dottorandi potranno partecipare alla premiazione e valutare, in questo modo, il lavoro dei colleghi. Otto coloro che riceveranno un premio che verrà svelato al momento”. L’iniziativa costituirà per i dottorandi un momento di gioia, ma anche un importante riconoscimento da inserire nel curriculum. E poi strizza un occhio al futuro, al momento del colloquio di lavoro quando il candidato avrà a disposizione pochi minuti per convincere un potenziale datore di lavoro: “Il discorso concentrato in pochi minuti è chiamato Elevator Pitch, da elevator che in inglese vuol dire ascensore e fa riferimento ad una situazione tipo: in ascensore si hanno solo pochi minuti per dire al datore di lavoro chi sei e perché dovrebbe scegliere proprio te. Abbiamo voluto scherzare con i nostri dottorandi con l’idea di un premio assegnato da coetanei e colleghi e non da docenti. Questo è un momento divulgativo, ma anche di formazione che si concentra sull’importanza del potere della comunicazione scientifica”.
Altre novità sono in cantiere per i prossimi PhDay. Racconta ancora la prof.ssa Altucci: “Quest’anno abbiamo pensato di coinvolgere anche le altre Scuole di dottorato dell’Ateneo nell’ipotesi di poter organizzare per il prossimo anno una più ampia giornata di confronto tra dottorandi in un contesto sempre più globale. Il 31 gennaio saranno presenti e interverranno i professori Domenico Amirante e Oronzio Manca, Direttori, rispettivamente, delle Scuole di Dottorato in Scienze Umane e Sociali e in Politecnica e delle Scienze di Base”.
La seconda parte del PhDay, più incentrata sul mondo del lavoro, vedrà gli interventi di docenti e rappresentanti di aziende che operano nel campo delle Scienze della Vita e che potranno rappresentare per i dottorandi presenti un ponte tra ricerca e mondo del lavoro.
Carol Simeoli
“Il PhDay nasce con l’obiettivo di mostrare la sinergia, l’unità e lo scopo dei nostri dottorati di ricerca – dice la prof.ssa Lucia Altucci, delegata del Rettore alla Ricerca – e quest’anno avrà un valore aggiunto grazie a My Research in Five Minutes, un premio che è anche una competizione basata su un modello americano, molto utilizzato anche in altri paesi”. I dottorandi che, entro il 20 ottobre, hanno avanzato la loro candidatura per prendere parte alla competizione, requisito imprescindibile essere al termine del percorso, avranno a disposizione cinque minuti per presentare il risultato finale delle loro ricerche alla giuria tecnica e ad un pubblico misto di studenti, colleghi dottorandi, docenti e rappresentanti di aziende. Spiega la prof.ssa Altucci: “Sono un membro della giuria tecnica insieme ai professori Dario Giugliano e Luigi Zeni. Il professor Zeni, in qualità di ingegnere, valuterà le proposte in base al trasferimento tecnologico e alla loro possibilità di applicazione in campo industriale. Io valuterò le idee di ricerca mentre il prof. Giugliano l’insieme e l’integrazione delle due cose. Comunicheremo quale sarà, secondo noi, la proposta migliore, ma, per la premiazione, lasceremo spazio al pubblico. Anche gli altri dottorandi potranno partecipare alla premiazione e valutare, in questo modo, il lavoro dei colleghi. Otto coloro che riceveranno un premio che verrà svelato al momento”. L’iniziativa costituirà per i dottorandi un momento di gioia, ma anche un importante riconoscimento da inserire nel curriculum. E poi strizza un occhio al futuro, al momento del colloquio di lavoro quando il candidato avrà a disposizione pochi minuti per convincere un potenziale datore di lavoro: “Il discorso concentrato in pochi minuti è chiamato Elevator Pitch, da elevator che in inglese vuol dire ascensore e fa riferimento ad una situazione tipo: in ascensore si hanno solo pochi minuti per dire al datore di lavoro chi sei e perché dovrebbe scegliere proprio te. Abbiamo voluto scherzare con i nostri dottorandi con l’idea di un premio assegnato da coetanei e colleghi e non da docenti. Questo è un momento divulgativo, ma anche di formazione che si concentra sull’importanza del potere della comunicazione scientifica”.
Altre novità sono in cantiere per i prossimi PhDay. Racconta ancora la prof.ssa Altucci: “Quest’anno abbiamo pensato di coinvolgere anche le altre Scuole di dottorato dell’Ateneo nell’ipotesi di poter organizzare per il prossimo anno una più ampia giornata di confronto tra dottorandi in un contesto sempre più globale. Il 31 gennaio saranno presenti e interverranno i professori Domenico Amirante e Oronzio Manca, Direttori, rispettivamente, delle Scuole di Dottorato in Scienze Umane e Sociali e in Politecnica e delle Scienze di Base”.
La seconda parte del PhDay, più incentrata sul mondo del lavoro, vedrà gli interventi di docenti e rappresentanti di aziende che operano nel campo delle Scienze della Vita e che potranno rappresentare per i dottorandi presenti un ponte tra ricerca e mondo del lavoro.
Carol Simeoli








