Privato, Commerciale, Procedura Civile: si salvi chi può!

3 sono le discipline che vantano il primato delle vittime durante il percorso di studi a Giurisprudenza. 2 è il numero di volte che la maggior parte degli studenti ne ripete almeno una delle tre. 1 sola regola per restare a galla: studiare, studiare, studiare. 
Al primo anno è Istituzioni di Diritto Privato a fare più paura. Se termini come matrimonio, proprietà, successione od usucapione risuonano di uso comune, siamo già sulla buona strada. “Diritto Privato è stato l’esame che mi ha fatto rimpiangere l’iscrizione a Giurisprudenza – dice Andrea Moneta, studente al III anno – Sono arrivate le notti insonni, le insoddisfazioni, la paura di non saper andare avanti. Questa disciplina è la prima vera iniezione di diritto, fino ad allora si è trattato solo di riscaldamento”. “Un esame non impossibile ma difficilissimo – dichiara Samuele Lettieri, al II anno – Ci sono termini tecnici, norme da imparare e Istituti da fare propri. Insomma, 1.000 pagine che appaiono il doppio”. La bocciatura è frequentissima. “Ho ripetuto l’esame due volte – racconta Cinzia Nardini – La prima da matricola, la seconda al terzo anno, quando mi sono sentita di nuovo sicura. Ho perso circa 18 mesi dietro Privato. Purtroppo se non si supera quest’esame si rischia di restare imballati per le propedeuticità”. Eppure un modo per uscirne indenni ci sarà… “Occorre solo studiare e seguire le lezioni – afferma Daniele Pomante – Sostenere l’esame subito dopo il corso è la scelta giusta”. 
Al II anno, la complessità ha il nome di Diritto Commerciale. ‘Cose da bancari’, verrebbe da dire se si desse una sbirciatina al programma. La disciplina studia le società, le fideiussioni, i contratti bancari, la procedura dell’assegno e tante altre piccole minuziosità. “Commerciale è da impazzire – commenta Lisa Fanelli – non solo per la complessità degli argomenti, ma per le pagine da studiare. L’esame più difficile in assoluto”. “Lo studio della materia mette a dura prova anche gli animi più temprati – fa notare Paolo Vecchione – Quest’esame è sostenuto quasi sempre un po’ prima della laurea, proprio perché, se vuoi arrivare al traguardo, devi per forza passarci. Ma non è facile, non è discorsivo e le cattedre pretendono molto. Suggerirei di dare un’occhiata ad un manuale di Commerciale prima di iscriversi al Corso di Laurea. È la miglior prova per capire se ne vale la pena”. La materia, seppur formativa, non è molto amata. “La prima volta che ho sfogliato il manuale – racconta Filomena Caringella – ho pensato che non avrei mai potuto sostenere uno stress simile. Solo con il tempo ho imparato a familiarizzare con la disciplina, ma ci vogliono mesi, almeno 4, per essere sicuri di quello che si dice. A lungo andare, con perseveranza, lo studio vince. Ho superato l’esame al primo tentativo con 23”. 
Le sofferenze degli studenti si allungano al III anno. Mettersi alla prova con Procedura Civile destabilizza anche i più bravi e volenterosi. “Quando sei pronto per sostenere Procedura – spiega Fabrizio Schiavone – sei anche abbastanza vecchio per lasciare il Corso di studi. Questa materia viene studiata per lo più da laureandi, nessuno perde tempo prima, si cerca di concludere il percorso dedicandosi ad altro”. “Purtroppo la bocciatura è sempre dietro l’angolo – commenta Cristina Forte – Ci si trova per la prima volta a studiare cosa accade durante un processo civile, senza avere alcun appiglio pratico. È dura, talmente tanto, che si preferisce rimandare la laurea, se non si è pronti psicologicamente”. “Una volta affrontato però – ribatte Rosaria Gargano – sarà come essere laureati e il senso di libertà sarà immenso. Procedura di sicuro è l’ostacolo più grande, Privato apparirà alle matricole una barzelletta in confronto”. 
Susy Lubrano
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