Quando la fisica si apprende con gioia…

Impossibile non appassionarsi alla fisica osservando dei ragazzi presentare con orgoglio e rigore da scienziati, degli esperimenti che essi stessi hanno costruito, per verificare delle leggi fisiche, con tanto di diapositive, formule e grafici in tempo reale. È quello che è successo venerdì 19 ottobre, al seminario conclusivo della sezione dedicata alla Fisica del progetto Lauree Scientifiche, che si è svolto presso l’Aula Azzurra di Monte Sant’Angelo. Un’iniziativa del Ministero dell’Università volta a promuovere il sapere scientifico tra i ragazzi delle scuole, attraverso attività dedicate alla Fisica, alla Matematica e alla Chimica. Per i ragazzi, una festa della scienza, un’occasione per avvicinarsi in maniera nuova, divertente e coinvolgente a questo campo del sapere, svolgendo delle lezioni direttamente all’università, fuori dall’orario scolastico. “Le scienze, specialmente quelle dure, sono uno strumento di pace che accomuna le culture, perché sono oggettive” dice il Rettore della Federico II Guido Trombetti dando inizio al seminario. 
“Abbiamo costruito un esperimento per verificare la conservazione della quantità di moto” spiega Giulia Tarantino, del liceo Galilei, mostrando l’installazione che ha realizzato insieme ai suoi compagni. Due modellini d’auto, posti su un binario con due sensori alle estremità. Si studiano tre tipi di scontro: con uno degli oggetti fermo, con entrambi i corpi in movimento, che si scambiano energia e velocità dopo l’urto e, infine, la collisione tra le auto che porta alla loro unione. I ragazzi del liceo Vittorio Emanuele hanno costruito un ondoscopio, per giocare con la luce, le onde e l’acqua e mostrare i fenomeni legati alla rifrazione della luce. “Abbiamo immerso una moneta in un sottile strato d’acqua in un contenitore con il fondo trasparente. Sotto, uno specchio riflette l’immagine su uno schermo. Misuriamo il diametro della moneta e quello dell’immagine e ricaviamo l’indice di rifrazione” illustrano Piera Esposito, Anna Notaro, Elena Micillo e Rosa Bruni. “Non è stato difficile realizzare questo esperimento. Abbiamo avuto solo due incontri. Gli altri ci sono serviti per capire la teoria” afferma Darioush Forooghi. “È più interessante studiare così piuttosto che solo dai libri” commentano Federica Festa e Maria De Fenza. Mirko Luongo, dell’ITI Ferraris, si è interessato allo studio dell’elettrone: “ho misurato il rapporto tra carica e massa della particella applicando una corrente di tensione. È stato bello perché è una materia appassionante e io ho una grande passione sperimentale. Penso di approfondire questo studio in campo elettronico”. Il suo compagno Armando Chiantese si è interessato agli aspetti storici della conoscenza della materia e dell’universo attraverso l’analisi delle quattro interazioni o forze fondamentali: forte, debole, elettromagnetica e gravitazionale. “Abbiamo studiato la struttura sub-nucleare. Ho una grande passione per la fisica. Penso di continuare a studiarla ma questa è una decisione presa già da tempo”. Gli studenti del liceo Alberti, hanno unito teoria e pratica per realizzare una relazione sul pendolo semplice ed un esperimento che mostrasse la legge galileiana sulle piccole oscillazioni, più piccolo è l’angolo di apertura del pendolo, più le oscillazioni saranno isocrone, cioè della stessa durata. “Abbiamo verificato la validità della legge e studiato l’accelerazione di gravità. È stato interessante”  dice Nicola Mazzucchiello. Umberto Lo Passo, Mariarita Amitrano e Alessandro Brancaccio hanno realizzato un’installazione per la determinazione della costante elastica di una molla, quando erano all’ultimo anno di liceo, presso il Lucrezio Caro. Ora sono all’università, iscritti a Medicina e Biotecnologie. “Abbiamo capito di avere delle affinità scientifiche e abbiamo cercato di capire quali fossero le nostre reali vocazioni”, dicono. “Ho fatto un po’ la storia del modello atomico standard. Cominciando con Empedocle ed Eraclito, fino ad arrivare ai vari modelli che si sono via via affermati dall’800 ad oggi” illustra Marco De Martino del Lucrezio Caro che si è divertito a improvvisare la spiegazione, paragonando i quark a degli elefanti e le interazioni tra particelle, alle azioni del calcio. “Abbiamo misurato l’indice di viscosità della glicerina, con un cilindro di vetro pieno di liquido e delle biglie di acciaio di diametro variabile, compreso tra 1 e 5 mm. Si considerano tutti i fattori, la spinta di Archimede, la forza di gravità e il diametro delle sfere e si sostituiscono tutti i valori noti nelle equazioni” dicono Alessio Silvestro, Antonio Manzo, Roberto Amodeo, Giuliano Migliozzi, Alessandro Lucarelli della quinta ‘M come i migliori ’ dell’ITI Ferraris.
I commenti dei ragazzi sono positivi. “Mi è piaciuto partecipare a questo progetto perché la fisica all’università è completamente diversa” dice Francesco Massa (Galilei). “È interessante ma anche impegnativo” sottolinea il suo compagno Vittorio Di Paola. “All’inizio è stato noioso. Poi i professori ti fanno appassionare. Ora forse sono più propenso verso degli studi in una facoltà scientifica” commenta Claudio Marcone (Alberti). “La fisica vista sul campo è molto bella” aggiunge Denise De Falco. 
Molto soddisfatto è il prof. Giovanni Chiefari, uno dei principali promotori di questa iniziativa. “Le presentazioni che abbiamo visto oggi sono molto originali. È la dimostrazione del bel lavoro svolto dai ragazzi e dai loro insegnanti. Indipendentemente dalla loro iscrizione o meno a corsi di laurea scientifici, questi ragazzi hanno sperimentato dal vivo il metodo scientifico. Non abbiamo avuto chissà quanti iscritti in più  da quando c’è questa iniziativa, ma le persone che si iscrivono sono più consapevoli”. Tra le ragioni del buon umore diffuso un po’ tra tutti i docenti che da anni lavorano nelle scuole per diffondere la passione per la scienza, c’è anche la bella notizia che il progetto Lauree Scientifiche continuerà. “Fino a poco tempo fa erano solo parole. Ora sembra che il rettore abbia qualcosa di più concreto. Non sappiamo ancora quando riprenderà, ma siamo più fiduciosi”.
Simona Pasquale
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