Scienze Biotecnologiche incontra il mondo del lavoro

L’Aula Magna della nuova sede di Scienze Biotecnologiche il 3 maggio ha ospitato per la prima volta studenti, docenti ed esponenti del mondo industriale in occasione dell’incontro “Università-impresa”. La giornata di studi, organizzata in collaborazione con il Ceinge e con il supporto di Assobiotec, della Federazione Italiana Biotecnologi (F.I.Bio) e l’Associazione studentesca ARS Biotech, ha voluto essere un momento di riflessione sugli sbocchi occupazionali dei laureati e sul ruolo che le biotecnologie hanno sullo sviluppo del Paese.
“La Campania è una delle regioni più avanzate per quanto riguarda la ricerca biotecnologica – afferma il Preside Gennaro Piccialli – Ciò che manca nel tessuto produttivo è il trasferimento del tesoro di idee innovative e di conoscenze. Per questo motivo abbiamo deciso di riunire intorno ad un tavolo le Associazioni di categoria, la Regione, l’Università e le imprese del biotech”. Il Rettore Massimo Marrelli, introducendo i lavori, puntualizza: “Un grosso problema è saldare il rapporto tra l’attività di ricerca, che deve essere libera ed autonoma, e il mondo della produzione. La Federico II dovrà lavorare per attivare laboratori in-house, reperendo spazi e trovando il modo di farli funzionare”. Il Presidente del Polo delle Scienze della Vita Luciano Mayol è ottimista: “Nei momenti di grande cambiamento, come quello attuale, le imprese innovative hanno terreno fertile per svilupparsi perché riescono ad intercettare meglio i nuovi bisogni e reggere la concorrenza”. Le Università campane preparano giovani di altissimo livello che non riescono ad essere assorbiti dalle aziende. Per far fronte a questa realtà, secondo il prof. Mayol, i laureati hanno tre possibilità: “emigrare, accettare una posizione sottodimensionata o creare una nuova impresa che nasca dai frutti della propria ricerca”. “Scienze Biotecnologiche dovrebbe essere una fucina di start-up”, sottolinea il Presidente del Ceinge Franco Salvatore ricordando che la Facoltà è nata 15 anni fa proprio con lo spirito di “concentrare le risorse della biologia avanzata verso le imprese. L’idea era di far convergere i vari saperi con scopi applicativi”.
Il settore delle biotecnologie è uno di quelli in cui si investe di più nel mondo. In Italia, invece, il trasferimento tecnologico va a rilento e il numero dei brevetti è ridotto rispetto alle potenzialità della ricerca. “Il problema è che nella Penisola è difficile trovare capitali che finanzino i giovani – afferma il Preside – Inoltre, c’è bisogno di una regolamentazione che disciplini ciò che può fare il laureato. Finalmente questa lacuna si va colmando”.
“E’ un piacere vedere questa Aula affollata di studenti. Peccato che manchi la presenza dell’interlocutore politico”, commenta il Professore Emerito Gennaro Marino. Il Preside conclude: “Dato il successo dell’iniziativa, cercheremo di ripetere con cadenza annuale questo incontro tra Università e impresa”.
Manuela Pitterà
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