Solo tre Corsi in Italia

Il Corso di Laurea in Ingegneria Navale della Federico II è l’unico in tutta l’Italia meridionale ed uno dei tre attivati in tutta Italia; gli altri sono all’Università di Genova e di Trieste. E’ nato nel 1908; ogni anno accoglie tra le cinquanta e le sessanta matricole. Si laureano quaranta ingegneri navali ogni dodici mesi. Il tasso di abbandono è pari al 30% circa degli immatricolati. Chi lascia, come del resto in tutta la facoltà, lo fa soprattutto al biennio, scoraggiato dall’impatto duro con le materie di base. Ci si laurea in Ingegneria Navale mediamente in sette anni. Il post lauream si caratterizza per un rapido inserimento nel mondo del lavoro. “I nostri laureati non restano mai disoccupati per più di sei mesi -riferisce il Presidente del Corso di Laurea Giulio Russo Krauss-. Trovano lavoro presso i Registri Navali, alla Fincantieri, sia a Castellamare di Stabia, sia a Monfalcone, oppure anche presso alcuni cantieri dell’Adriatico e del medio Tirreno che producono pescherecci, imbarcazioni da diporto e piccole navi da carico. Anche la Marina Militare bandisce talvolta concorsi aperti agli ingegneri non militari. Partecipano sia i navali, che vengono “militarizzati”, sia i meccanici e gli elettrotecnici, che vengono anche “navalizzati”. Devo comunque dire che capita anche che questi concorsi vadano deserti, perché le occasioni sono in genere migliori nei settori ai quali facevo precedentemente riferimento”. 
La tesi in coppia rappresenta una peculiarità di questo bel Corso di Laurea. “Consiste nella redazione del progetto di massima di una nave -spiega Russo Krauss-. Bisogna disegnare molto. Si fanno in coppia per abituarsi al lavoro in équipe e per ammortizzare i costi della carta da disegno, delle fotocopie e della rilegatura, che incidono notevolmente. Qualche volta sono sperimentali; in questo caso prevedono la prova in vasca e la costruzione di un modello. Sono lunghe e richiedono una programmazione articolata”. La vasca alla quale fa riferimento il professor Russo Krauss è lunga 147 metri, larga nove e profonda quattro e mezzo. Gli studenti la utilizzano per le esercitazioni previste da alcuni corsi, per esempio Architettura navale e Tenuta al mare. Serve anche per la ricerca in conto terzi che svolge il Corso di Laurea e che ha portato per esempio, di recente, alla progettazione di un battello a propulsione elettrica che sarà utilizzato nella laguna veneta. “E’ la vasca universitaria più grande in Italia -spiega il docente-. La più grande nel mondo è quella dell’Istituto di Ricerche di S. Pietroburgo”. 
Gli indirizzi del Corso di Laurea in Ingegneria Navale sono quattro: Architettura (si approfondiscono le questioni relative alla forma, alla stabilità ed alla tenuta in mare della nave); Strutturale (ha in comune col primo i carichi); Impiantistico (dà spazio particolare ai motori ed agli impianti di bordo); Militare (consente ai militari della Marina il conseguimento della specializzazione in strutture ed impianti). Architettura è il più frequentato; Militare il meno affollato. In totale, comunque, gli indirizzi non differiscono tra loro per più di quattro esami. Analisi Matematica, Fisica Generale I, Chimica, Geometria, Fondamenti di Informatica sono le materie del primo anno, in pratica i mattoni sui quali poi va a costruirsi, dal terzo anno in poi, la specifica figura dell’Ingegnere Navale.
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