A partire da quest’anno accademico, i corsi del primo anno di Sociologia non si svolgono nella sede propria della Facoltà, in vico Monte di Pietà. Le matricole si spostano tra diverse sedi, fortunatamente tutte in via Mezzocannone: al civico 2 per le aule ex Fisica ed ex Chimica, al civico 16 per le aule CO1 e CO2 e all’ex Cinema Astra.
Alle 10:30 di martedì 13 ottobre, l’atrio antistante il cinema Astra brulica di matricole che attendono l’inizio della lezione di Sociologia, tenuta dalla prof.ssa Antonella Spanò. “L’orario è troppo serrato – si lamentano Alessia e Agnese, diciannovenni di Napoli – Stamattina, abbiamo cominciato alle 9:00 con la lezione di Etica e Bioetica. Poi subito dopo c’è Sociologia. Non c’è neanche un intervallo per spostarsi da una sede all’altra. Inoltre, la lezione di Etica va seguita fino alla fine perché la prof.ssa D’Antuono fa l’appello”. “Prende le presenze – spiega Agnese – perché per partecipare alla prova intercorso, al massimo si può essere assenti due o tre volte. Oggi, abbiamo finito prima perché non funzionavano i microfoni”. “Ci siamo iscritte a Sociologia – raccontano entrambe – perché non abbiamo superato i test d’ingresso a Psicologia. Quindi abbiamo pensato che qui si studiano materie affini. L’anno prossimo, ritenteremo i test… magari ci convalidano anche qualche esame sostenuto a Sociologia”. “Le aule sono sempre affollate – dice Valentina, originaria di Pompei – io sto venendo giusto per capire come funziona, quali sono i testi da studiare e altre notizie. Poi sicuramente non seguirò tutti i corsi, magari selezionerò le lezioni che più mi interessano. Penso che, per gli esami orali, sia inutile seguire le lezioni, soprattutto per chi, come me, è pendolare”. Di opinione diversa, Alessandro, di Torre del Greco, ex studente di Giurisprudenza al Federico II che sogna di diventare criminologo. “Sociologia è, a mio avviso, un percorso di studi flessibile che ti permette di avere vari sbocchi lavorativi – afferma – Cambiare sede per seguire le lezioni non mi pesa affatto, sono tutte vicine. Ricordo che al primo anno di Giurisprudenza, per trovare posto, dovevo arrivare due ore prima dell’inizio dei corsi!”. Quando gli chiediamo qual è stata la motivazione che l’ha indotto a cambiare percorso di studi, ci risponde: “Giurisprudenza è una Facoltà che non ti mette a tuo agio. C’è un gran numero di iscritti e quindi i docenti sono molto selettivi. E’ lì che ho perso un po’ la motivazione”. Secondo Chiara, studentessa di Culture digitali appassionata di Informatica, e Anna, di Sociologia, “i corsi sono interessanti, anche se c’è qualche problema organizzativo. Per esempio, il giovedì, si accavallano le lezioni di Inglese e Teorie e Metodi della Psicologia sociale, che sono entrambe dalle 9:00 alle 11:00”. La lezione di Sociologia della prof.ssa Antonella Spanò è molto partecipativa. La docente organizza una scaletta in cui indica, attraverso una terminologia chiave, quali saranno gli argomenti che tratterà. Spiega passo passo, pone quesiti alla platea spalmata sulle poltrone dell’Astra, dà spazio alle domande. “Questi studenti – ci dice – hanno bisogno di enorme attenzione, devono avere la sensazione di essere guidati per mano in quanto ognuno ha una percezione diversa della propria inadeguatezza…”. Dunque, cosa andrebbe fatto per aiutare le matricole e consentire che comincino col piede giusto? “Prima di tutto, le lezioni andrebbero svolte in aule con al massimo cinquanta persone, anche perché i ragazzi escono dalle superiori in condizioni diverse sia sotto l’aspetto delle competenze acquisite sia riguardo la metodologia di studio adottata. Personalmente, penso che il primo anno dovrebbe essere più leggero, ci si dovrebbe concentrare di più su attività di recupero e metodo di studi. Insomma, un’organizzazione che non carichi troppo lo studente al primo anno, ma nei rimanenti due anni della triennale”.
Alle 10:30 di martedì 13 ottobre, l’atrio antistante il cinema Astra brulica di matricole che attendono l’inizio della lezione di Sociologia, tenuta dalla prof.ssa Antonella Spanò. “L’orario è troppo serrato – si lamentano Alessia e Agnese, diciannovenni di Napoli – Stamattina, abbiamo cominciato alle 9:00 con la lezione di Etica e Bioetica. Poi subito dopo c’è Sociologia. Non c’è neanche un intervallo per spostarsi da una sede all’altra. Inoltre, la lezione di Etica va seguita fino alla fine perché la prof.ssa D’Antuono fa l’appello”. “Prende le presenze – spiega Agnese – perché per partecipare alla prova intercorso, al massimo si può essere assenti due o tre volte. Oggi, abbiamo finito prima perché non funzionavano i microfoni”. “Ci siamo iscritte a Sociologia – raccontano entrambe – perché non abbiamo superato i test d’ingresso a Psicologia. Quindi abbiamo pensato che qui si studiano materie affini. L’anno prossimo, ritenteremo i test… magari ci convalidano anche qualche esame sostenuto a Sociologia”. “Le aule sono sempre affollate – dice Valentina, originaria di Pompei – io sto venendo giusto per capire come funziona, quali sono i testi da studiare e altre notizie. Poi sicuramente non seguirò tutti i corsi, magari selezionerò le lezioni che più mi interessano. Penso che, per gli esami orali, sia inutile seguire le lezioni, soprattutto per chi, come me, è pendolare”. Di opinione diversa, Alessandro, di Torre del Greco, ex studente di Giurisprudenza al Federico II che sogna di diventare criminologo. “Sociologia è, a mio avviso, un percorso di studi flessibile che ti permette di avere vari sbocchi lavorativi – afferma – Cambiare sede per seguire le lezioni non mi pesa affatto, sono tutte vicine. Ricordo che al primo anno di Giurisprudenza, per trovare posto, dovevo arrivare due ore prima dell’inizio dei corsi!”. Quando gli chiediamo qual è stata la motivazione che l’ha indotto a cambiare percorso di studi, ci risponde: “Giurisprudenza è una Facoltà che non ti mette a tuo agio. C’è un gran numero di iscritti e quindi i docenti sono molto selettivi. E’ lì che ho perso un po’ la motivazione”. Secondo Chiara, studentessa di Culture digitali appassionata di Informatica, e Anna, di Sociologia, “i corsi sono interessanti, anche se c’è qualche problema organizzativo. Per esempio, il giovedì, si accavallano le lezioni di Inglese e Teorie e Metodi della Psicologia sociale, che sono entrambe dalle 9:00 alle 11:00”. La lezione di Sociologia della prof.ssa Antonella Spanò è molto partecipativa. La docente organizza una scaletta in cui indica, attraverso una terminologia chiave, quali saranno gli argomenti che tratterà. Spiega passo passo, pone quesiti alla platea spalmata sulle poltrone dell’Astra, dà spazio alle domande. “Questi studenti – ci dice – hanno bisogno di enorme attenzione, devono avere la sensazione di essere guidati per mano in quanto ognuno ha una percezione diversa della propria inadeguatezza…”. Dunque, cosa andrebbe fatto per aiutare le matricole e consentire che comincino col piede giusto? “Prima di tutto, le lezioni andrebbero svolte in aule con al massimo cinquanta persone, anche perché i ragazzi escono dalle superiori in condizioni diverse sia sotto l’aspetto delle competenze acquisite sia riguardo la metodologia di studio adottata. Personalmente, penso che il primo anno dovrebbe essere più leggero, ci si dovrebbe concentrare di più su attività di recupero e metodo di studi. Insomma, un’organizzazione che non carichi troppo lo studente al primo anno, ma nei rimanenti due anni della triennale”.
Ragone: “conviene
laurearsi bene”
laurearsi bene”
Se all’Astra riescono ad accomodarsi tutti gli studenti (seguono coloro il cui cognome rientra nell’intervallo M-Z), diversa è la situazione per coloro (con cognome dalla A alla L) che seguono il corso di Sociologia con il prof. Gerardo Ragone, nell’aula CO1 di via Mezzocannone, dalle 13 alle 15. “Un orario così scomodo per un esame fondamentale…”, dicono Marco e Giuseppina, entrambi di Portici, che hanno acquistato snack vari e bibite dai distributori all’interno della Facoltà, sostitutivi del pasto. Alle 12:30, l’aula è già piena. “Ma a che ora dobbiamo venire per trovare posto? Alle 12.00?”, si lamenta Pamela, alla sua prima lezione di Sociologia. Un gruppo di ragazzi, armati di sedie, dicono scherzando “ce le siamo portate da casa”. In realtà, le prendono da un’aula accanto. Qualcuno è venuto solo per informarsi sui libri di testo da studiare, poi “si può studiare anche a casa”, affermano. Sembra, però, che il prof. Ragone la pensi in tutt’altra maniera. “Gli esami fondamentali non a caso si chiamano così, – afferma Ragone – servono a dare allo studente una formazione di base, è necessario quindi seguirli con attenzione. E poi, attraverso le lezioni, è facile capire quelli che saranno gli argomenti di studio dei prossimi anni”. Un consiglio spassionato ai ragazzi: “Conviene laurearsi bene! Oggi l’Università o si fa bene o è inutile, al contrario di prima. Mi spiego: ciò che serve non è la laurea intesa in senso stretto, quanto le competenze acquisite in un determinato settore. La laurea con votazione modesta serve solo a chi già lavora, e questo vale ancor più nelle facoltà umanistiche: un sociologo mediocre avrà scarsa probabilità di inserirsi nel mercato del lavoro, al contrario, per esempio, di un medico medio, il quale magari non farà carriera ma comunque troverà lavoro”. Dopo le due ore di Sociologia, arriva, sempre per le matricole A-L, la lezione di Metodologia della ricerca sociale. Molti studenti, stanchi, consumano un pasto frugale nell’atrio, in piedi. “I primi giorni sono molto stancanti – affermano Emanuela e Carlo, che hanno deciso, per ora, di seguire tutti i corsi – veniamo tutti i giorni per capire un po’ come funziona, dalle prossime settimane, però, cominceremo a selezionare i corsi da seguire, anche perché non si trova posto, l’aula è affollata, si muore di caldo”. E sull’evidente affollamento delle aule, è d’accordo anche la prof.ssa Dora Gambardella, docente di Metodologia della ricerca sociale. “Gli spazi di cui dispone la Facoltà sono inadatti a contenere il numero di iscritti a Sociologia, faccio lezione scrivendo su una lavagna che non si vede da venti metri di distanza… quando, poi, i ragazzi dovrebbero sviluppare una modalità di allenamento allo studio che non andrebbe persa nel corso dei tre anni”. Un incoraggiamento agli studenti di primo anno da chi matricola è già stato. “Sociologia è una Facoltà dove si trattano argomenti attuali, i corsi sono davvero belli – dicono Mirko e Dario, i quali hanno scelto Sociologia perché vogliono diventare giornalisti- Vale la pena seguire anche perché, in questo modo, si riescono ad affrontare meglio gli esami e poi si ha modo di socializzare con tante persone…”.
Maddalena Esposito
Maddalena Esposito








