Sulla rotta della “Via della Seta”

Partirà il 6 marzo, per concludersi il 22 maggio, il secondo ciclo di conferenze “Archeologia delle Vie della Seta: Percorsi, Immagini e Cultura Materiale”, promosso dai professori Bruno Genito, docente di Archeologia e Storia dell’Arte Iranica, e Lucia Caterina, cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte Cinese, in collaborazione con le Scuole Dottorali di Studi Orientali e Africani e di Studi Interculturali e con il CISA (Centro Interdipartimentale di Servizi per l’Archeologia), il tutto organizzato dalla dott.ssa Fabiana Raiano, dottoranda in Archeologia e Storia dell’Arte Iranica. Si continua, dunque, a seguire il fascino e la disillusione della “Via della seta”. Il tema proposto è stato pensato essenzialmente in ragione di una rilettura critica del concetto di “Via della Seta” espresso per la prima volta dal barone Ferdinand Von Richthofen che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’aveva proposto all’attenzione degli studiosi. “Sulla scia del lavoro iniziato già lo scorso anno, continua il tentativo di riformulazione dell’espressione stessa di ‘Via della Seta’, declinata al plurale. I promotori pongono, infatti, l’accento sulla pluralità dei percorsi e dei prodotti che avevano attraversato quell’ampio territorio che dalla Cina raggiungeva il Mediterraneo, e di cui la seta fu probabilmente un prodotto, forse certamente il più pregiato, in un periodo determinato a cavallo degli anni di vita di Cristo”. L’obiettivo è, dunque, continua il docente, “quello di allontanare il concetto tradizionale di ‘Via della Seta’ dai forti condizionamenti storiografici, storico-artistici e storico-religiosi che l’hanno caratterizzato e reso famoso, sottolineandone, attraverso una prospettiva archeologica, quei caratteri storici, economici, culturali e geografico-regionali, parzialmente trascurati nel corso dell’ultimo secolo di studio”. 
L’iniziativa – ricorda la prof.ssa Caterina – è destinata in primo luogo agli studenti e dottorandi e rientra nelle “Altre Attività” (gli interessati possono prenotarsi fino al 15 febbraio p.v. inviando una e-mail all’indirizzo: f.raiano@gmail.com). La frequenza al completo ciclo di undici conferenze (che si svolgeranno presso la Cappella Pappacoda in largo San Giovanni Maggiore e in altre sedi che verranno stabilite di volta in volta) dà diritto a due crediti. Ciascuna delle conferenze affronterà alcune delle problematiche archeologiche connesse al concetto storiografico di “Via della Seta” con l’intenzione di riformularlo alla luce delle nuove scoperte e delle nuove forme di collaborazione internazionale con i Paesi dell’Asia Centrale e della Cina e degli approcci metodologici, provando a combinare, in un tutt’uno, le caratteristiche commerciali, diplomatiche e culturali diverse, che hanno connotato le vie di comunicazione tra la Cina, l’Asia Centrale, l’India, la Penisola Arabica e il mondo Islamico dalla tarda preistoria fino al Medioevo.
Previsti gli interventi, oltre che degli organizzatori, dei professori Roberta Giunta, Adriano Rossi, Gian Pietro Basello, Romolo Loreto (tutti de L’Orientale), di Simone Mantellini (Università degli Studi di Roma, La Sapienza), di Nicoletta Celli (Università degli Studi di Bologna, Alma Mater), di Pia Brancaccio (DrexelUniversity, Philadelphia) e di Giovanni Verardi (docente fino a qualche anno fa de L’Orientale) Sono previste inoltre le presenze di Franz Grenet (Collège de France) e di Qi DongFang (Peking University).
(Al. Av.)
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