Tagliati 7 milioni di crediti dei Dipartimenti

omplici i tagli dei trasferimenti sul fondo ordinario da parte del governo – meno 25 milioni, su un bilancio complessivo che si aggira sui 600 milioni – l’Università Federico II quest’anno ha congelato il pagamento di una parte dei crediti che i Dipartimenti vantano verso l’Ateneo. Crediti derivanti della spese che i Dipartimenti hanno effettuato, impegnando risorse proprie oppure reperite all’esterno, in attesa del rimborso dell’Ateneo, tra il 2001 e il 2008. Nel complesso, sono stati tagliati circa 7 dei 15 milioni di credito vantati dagli oltre 90 Dipartimenti. Solo grazie a questa misura la Federico II è riuscita ad approvare, con 4 mesi circa di ritardo, il bilancio di previsione 2010. Il provvedimento, però, ha inevitabilmente scaricato sulle strutture periferiche una parte delle difficoltà finanziarie dell’Ateneo. Luciano Mayol, Presidente del Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la Vita, al quale afferiscono Agraria, Farmacia, Veterinaria Medicina, Biotecnologie, prova tuttavia a rassicurare i suoi colleghi e a garantire che i sacrifici saranno temporanei. Mayol, 60 anni, è ordinario di Chimica organica ed è stato uno dei fondatori della Facoltà di Biotecnologie, essendo stato tra i membri del Comitato Tecnico ordinatore. 
Professore, perché penalizzare proprio i Dipartimenti?
“Non si poteva fare altrimenti e non sono stati gli unici a subire le conseguenze dei tagli. Tutt’altro. Del resto, se non avessimo approvato il bilancio, l’Ateneo avrebbe avuto vincoli di spesa tali che avrebbero pregiudicato seriamente la stessa attività dei Dipartimenti, la ricerca in particolare. Capisco il disappunto. Garantisco che, nei prossimi anni, si cercherà di porre rimedio. I Dipartimenti, insomma, avranno quel che spetta loro”. 
Quando?
“Entro un paio di anni. Peraltro, già dal 2010, da adesso, come parziale contrappeso al congelamento dei crediti, è stato istituito un fondo di rotazione di un milione di euro al quale i Dipartimenti potranno attingere per esigenze improrogabili di cassa. Della stessa entità è pure il fondo di riserva”.
Le risponderanno che la coperta è corta.
“Lo so bene. Tuttavia l’Università è un unico organismo e i Dipartimenti sono parte di essa. Ripeto, senza sacrifici non saremmo riusciti ad approvare il bilancio. Sarebbe stata una iattura carica di conseguenze”.  
Veniamo al Polo di cui lei è Presidente. A quanto ammontano i tagli?
“Per la ricerca, come lo scorso anno, abbiamo ricevuto un milione e mezzo di euro. Circa tre milioni di euro per le spese di funzionamento. Per quest’ultima voce il taglio è stato del 10%, circa 300.000 euro”. 
Cosa s’intende per spese di funzionamento?
“Manutenzione, pulizia, guardiania, i costi della carta, le bollette delle utenze”.
Professore, alle Università che si lamentano per i tagli c’è chi oppone la considerazione che gli Atenei hanno sprecato molto negli ultimi anni. 
“Sono affermazioni generiche e gratuite. Io partecipo alla redazione del bilancio da anni, da quando sono Presidente, e posso garantire che non ci sono sprechi. Peraltro, siamo fortemente impegnati a razionalizzare ulteriormente le spese”. 
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