Tasse, dal prossimo anno cambia la fasciazione

Le nuove sedi, l’offerta didattica, il recente viaggio in Cina finalizzato alla realizzazione di una sinergia scientifico-culturale con le realtà universitarie cinesi. Il Rettore della Parthenope, prof. Gennaro Ferrara, fa il punto della situazione sullo sviluppo delle strutture di ateneo e illustra le novità che attendono gli studenti per il prossimo futuro. 
Partiamo dalle sedi. Quella del Centro Direzionale, destinata a ospitare Ingegneria e Scienze e Tecnologie, è praticamente pronta. Quando sarà fruibile? “Sicuramente dall’anno accademico 2007/08. Col nuovo anno accademico gli studenti potranno servirsene pienamente. L’inaugurazione ci sarà a luglio o a settembre, perché si stanno ancora completando i due piani sotterranei”. A che punto è, invece, l’edificio di via Generale Orsini, che dovrebbe dare nuovi spazi alla Facoltà di Economia? “Ci vorranno circa due anni perché sia pronto. Lì i lavori sono partiti da un anno, ormai, ma sono piuttosto complessi, occorre tempo per completarli”. Passiamo a Scienze Motorie. E’ una facoltà per la quale la mancanza di una sede adeguata si fa sentire, eccome. “Stiamo cercando di pervenire a una soluzione e siamo a buon punto. Ci stiamo attivando per la costruzione di una sede a Bagnoli-Fuorigrotta, in un paio d’anni dovremmo farcela”. Una sede da costruire ex novo? “Magari trovassimo un edificio già esistente su cui lavorare! Il fatto è che Scienze Motorie è una facoltà complicata, con delle esigenze particolari: dobbiamo necessariamente costruire una struttura nuova”. C’erano stati problemi con l’amministrazione comunale e la società Bagnoli Futura, che prima avevano firmato un protocollo d’intesa per la cessione di suoli da destinare a Scienze Motorie, poi, a un certo punto, l’anno scorso, hanno dato l’impressione di voler tornare sui propri passi. Tutto risolto? “Sì. Il nostro edificio non sorgerà nell’area da bonificare, è fuori dal territorio STU (Società di Trasformazione Urbana, Bagnoli Futura, ndr)”. 
Parliamo di tasse. Novità? “L’anno prossimo ci sarà una rettifica degli importi da pagare. Ci sarà qualche cambiamento nelle fasciazioni, ma complessivamente le entrate non saranno maggiori di quelle dell’anno scorso. Avremo un riassestamento interno ai percettori delle famiglie, e chi oggi appartiene alle fasce più basse pagherà ancora meno, mentre chi fa parte delle fasce più alte pagherà qualcosa in più”. E questo non determinerà maggiori entrate? “No. Se oggi lei paga 100 e io 70, domani, io pagherò 60 ma lei 110. Non si incamera neppure un euro in più. Se ci dovesse essere qualche piccolo sforamento, le maggiori entità saranno gestite dal Consiglio degli Studenti per la realizzazione di attività e servizi studenteschi”. 
Nuovi docenti e 
numero programmato
più largo
Novità per quanto riguarda l’offerta didattica? “Lavoriamo per adeguarci alla nuova normativa, voluta dal Ministro Mussi. Di sicuro, già dal prossimo anno ci saranno nuovi docenti e, soprattutto, ricercatori. Questo ci permetterà di allargare le maglie dell’accesso ad alcuni corsi di laurea, come quelli delle Facoltà di Giurisprudenza e in Scienze Motorie, che sarà aperto a ben 230 matricole in più”. 
Lei è tornato da pochi giorni dalla Cina. Perché questa missione? “La Cina è il Paese che sta registrando il PIL più alto al mondo e non siamo accorti se non istituiamo con esso rapporti culturali e scientifici. Siamo arrivati in ritardo già per quanto riguarda le attività produttive, cerchiamo di fare in tempo per l’aspetto culturale. L’Italia ha 900 studenti universitari cinesi, contro i 40mila della Francia e i 50mila dell’Inghilterra”. Qual è stato il risultato portato a casa? “Abbiamo sottoscritto una convenzione con alcune università cinesi per lo scambio scientifico e la mobilità di docenti e studenti. E’ stato un viaggio faticoso ma molto istruttivo. Lì in 4 anni viene costruita un’università come la nostra, con 18mila studenti e, in più, organizzata come un campus, con tutte le strutture necessarie alla vita dello studente. Costruita e non semplicemente istituita sulla carta, magari senza fondi. Qui per fare la stessa cosa ci vorrebbero 30 anni! Quello della Cina è un esempio estremamente significativo”. 
Sara Pepe
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