Test TECO per tutti prima della laurea

Dal prossimo anno accademico una grande novità arriverà nell’università italiana e interesserà i laureandi di tutti i Corsi di studio triennali e specialistici. Si tratta di TECO. Questo il nome di un test di valutazione delle competenze generaliste che l’ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha sperimentato nell’a.a. 2013-2014 su un campione di 6000 laureandi appartenenti a 12 Atenei italiani (tra cui l’Università di Napoli Federico II). La sperimentazione è stata effettuata allo scopo di individuare eventuali criticità e implementare le procedure di somministrazione del test quando questo andrà a regime e riguarderà tutti gli Atenei. 
Le prove TECO sono concepite per valutare le capacità degli studenti in materia di ragionamento analitico, soluzione di problemi e comunicazione scritta, indipendentemente dai loro cursus accademici. Per rispondere bene non sono necessarie conoscenze specifiche in alcun ramo particolare, anzi, nel TECO è necessario tenere conto solo delle informazioni contenute nei fascicoli documentali forniti in sede di verifica e non di altre provenienti da fonti esterne.
Attraverso questo nuovo strumento di valutazione si vuole allineare ancora di più l’università italiana ai trend internazionali. Infatti, recependo orientamenti diffusamente condivisi a livello mondiale, l’ANVUR individua come obiettivo strategico della formazione universitaria quello di promuovere l’acquisizione di competenze generaliste e trasversali largamente spendibili nei contesti di vita e di lavoro, prima ancora che l’acquisizione di saperi, ad alto rischio di obsolescenza, o di abilità tecnico-professionali, che richiedono costante aggiornamento.
Ci riferiamo a competenze come la capacità di leggere e comprendere qualsiasi tipo di testo, di comunicare efficacemente le proprie idee in forma orale e scritta, di pensare criticamente, risolvere problemi e prendere decisioni usando procedimenti induttivi e deduttivi tipici del ragionamento scientifico.
Queste indicazioni sono già state accolte dagli Atenei di diversi paesi e hanno ispirato le politiche di valutazione della qualità dell’offerta formativa, attraverso l’introduzione di strumenti che non vanno a valutare i prerequisiti ma i prodotti, determinando un importante cambiamento di prospettiva: infatti, l’attenzione è spostata sugli studenti ma non in termini di carriere accademiche, quanto piuttosto in termini di performance.
I dati raccolti nella sperimentazione TECO nell’a.a. 2013-14 hanno consentito di effettuare sia la validazione dello strumento, sia una comparazione in termini di performance tra gli studenti italiani e quelli di altri paesi del mondo, ma anche tra gli studenti afferenti a diverse realtà culturali, sociali e territoriali a livello nazionale e tra i diversi corsi di laurea. 
I risultati sono stati presentati e discussi l’11 marzo scorso con il coinvolgimento di stakeholders rappresentativi del mondo dell’università e della ricerca ma anche degli scenari economici, politici, occupazionali (Banca di Italia, Ministero del Tesoro, Confindustria) e sono disponibili sul sito dell’ANVUR.
La somministrazione del TECO come dispositivo di valutazione dell’efficacia formativa dei corsi di studio e di certificazione delle competenze dei laureati in uscita andrà a regime nel prossimo anno accademico. È da rilevare come i risultati del TECO, in quanto indice della qualità dei corsi di studi di un Ateneo, andranno a costituire uno dei criteri – insieme con la VQR – con i quali si identificherà la ‘virtuosità’ degli Atenei e, quindi, si andranno a distribuire le risorse. 
D’altro canto è da sottolineare come la certificazione rilasciata agli studenti dall’ANVUR abbia un importante valore in termini di riconoscimento sia ai fini della carriera accademica post laurea sia ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro. 
Il fatto che per rispondere ai TECO non siano necessarie conoscenze specifiche non deve trarre in inganno né studenti né docenti: l’esperienza realizzata con la sperimentazione a livello nazionale ha evidenziato la necessità di orientare e di preparare in modo specifico i candidati a sostenere il test, in modo da garantire loro la possibilità di avere una performance ottimale. Le competenze generaliste testate da TECO sono infatti a-specifiche e trasversali e richiedono di essere coltivate e sviluppate con attività adeguate e pertinenti e una competente supervisione psico-pedagogica. 
Per questo motivo, il Centro SInAPSi, attraverso la Sezione di Pedagogia e i Servizi per il Successo Formativo, mette a disposizione dell’Ateneo Federico II le competenze e le risorse necessarie per preparare gli studenti al test TECO, attraverso sessioni di simulazione guidate, che saranno erogate su prenotazione da parte del coordinamento dei Corsi di laurea di provenienza degli studenti, che dovranno sostenere le prove al termine del loro percorso, prima della discussione dell’elaborato finale. Nelle prossime settimane sul sito del Centro SInAPSi saranno disponibili maggiori informazioni sull’iniziativa.
Prof.ssa Maura Striano
Responsabile della Sezione Pedagogia 
del Centro SInAPSi
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