Tra studio e sport: vita da campioni alla Vanvitelli

Sono sempre di più i giovani, soprattutto donne, che si avvicinano allo sport agonistico a livello universitario e per il Cus Caserta non sono mancate le soddisfazioni durante i Campionati Nazionali de L’Aquila del 18-26 maggio.
Un medagliere ricco di 2 argenti e 5 bronzi per la lotta, il taekwondo e il pugilato: frutto di tanti sacrifici e tanta passione per chi, come questi ragazzi, ha dovuto conciliare lo sport con lo studio. “Davvero non è facile – ammette Pietro D’Angelo, podio per il taekwondo, passione nata tre anni fa e sbocciata grazie al Maestro Renda che Pietro vuole ricordare – Io studio Infermieristica e seguo ogni giorno fino alle 15.30, poi dalle 18.30 fino alle 20.30 sono in palestra. Lo spazio per studiare lo ritaglio in quelle tre ore di pausa, mentre l’allenamento diventa anche un momento di socializzazione e di svago perché questa disciplina rappresenta per me una grande passione”. Sabato e domenica sono di festa e il giovane atleta non rinuncia né agli amici né alla fidanzata, “anche se non ho mai saltato un allenamento. Ho dato la stessa priorità allo studio e allo sport. Questo bronzo per me è stata una conferma, perché lo scorso anno a Campobasso ho vinto l’oro e salire di nuovo sul podio è un risultato importante”.
La doppia sfida di 
Nadia
Al terzo Campionato Nadia Piccegna, 28 anni, studentessa di Giurisprudenza. “L’anno prossimo non potrò più gareggiare perché sto per laurearmi – racconta la vincitrice di due bronzi per il taekwondo (forme e combattimento) – Mi sono avvicinata a questo sport perché amo mettermi in discussione. Per me, infatti, si tratta di una doppia sfida. Sono diabetica e non è facile seguire la dieta sportiva tenendo d’occhio la glicemia. Devo ringraziare per il sostegno la mia famiglia e il Maestro che mi ha sempre ripetuto che ce la potevo fare anche quando mi sembrava impossibile”. Nadia ha praticato tanti sport “ma il taekwondo mi ha appassionato per il suo spirito d’aggregazione e per il rispetto che si ha per gli avversari”. Ai campionati universitari, sottolinea, “si crea una collaborazione che non si trova in altre gare. L’impegno però sicuramente è tanto e le mie giornate sono di 48 non di 24 ore! Non ho rinunciato a nulla, ho trovato il tempo per tutto perché l’importante è non perdere di vista gli obiettivi. Io vado sempre a mille e credo di essere stata la supporter della mia squadra! Infatti, anche se non potrò gareggiare, mi sono già proposta come sostenitrice per il prossimo anno!”. 
Per Alessandra Facciuto, studentessa di Psicologia dei processi cognitivi, invece, quella per il taekwondo è una passione che nasce da bambina: “Pratico questa disciplina da 17 anni e ho iniziato a partecipare ai Campionati Universitari già dal secondo anno di corso. Avevo già vinto dei bronzi, però devo dire che la vittoria di quest’anno l’ho vissuta con maggiore intensità perché ci ho messo più impegno e ci ho creduto fino alla fine. Ottenere questi risultati dopo l’impegno profuso durante l’anno è sicuramente una grande soddisfazione: io frequento tutti i giorni le lezioni e, oltre i normali allenamenti, due pomeriggi a settimana aiuto il Maestro con i bambini. Di solito studio sul treno o la sera! Ma non lascerei mai il taekwondo!”.
Per molti di questi atleti lo sport è anche un aiuto per gestire lo stress da esame, come spiega Damiano Iannaccone, bronzo con la lotta libera e studente di Giurisprudenza: “Questo sport mi ha dato molto sia dal punto di vista fisico che mentale: lo scontro con l’avversario è fisico, diretto, e la pressione è tanta. Imparare a gestire questo stress, però, mi ha aiutato anche in fase di esame: le ansie e le paure sono le stesse!”. Damiano pratica questo sport da 4 anni e dal quinto anno delle superiori sono iniziate le difficoltà nel conciliare impegno nello studio con allenamenti: “Con l’inizio dell’università poi è stato ancora peggio perché mi sono dovuto abituare ad un nuovo metodo di studio. Non nascondo che ho avuto anche delle discussioni con il mio Maestro perché sotto esame ho dovuto saltare delle sedute di allenamento: noi ci alleniamo in coppia e quindi se manca uno l’altro resta dispari. Nonostante le difficoltà e l’impegno quotidiano, la passione per questa disciplina mi spinge comunque a continuare”.
Gli sforzi di Carmela e 
Antonia per salire
sul ring 
Grande amore per il pugilato è anche il motore che spinge Carmela Mirra a percorrere diversi chilometri ogni giorno per raggiungere università e palestra: “Seguo Scienze Infermieristiche ad Avellino e la sede è a 40 minuti da casa in macchina. Rientro alle 19 a casa e dopo un’ora sono di nuovo in auto per arrivare, dopo altri 20 minuti, in palestra. Per questo devo ringraziare la mia famiglia e il Maestro che mi sostengono”. A spingerla “la passione” per uno sport, il pugilato, al quale si è avvicinata anni fa. “Sono stata ferma alcuni anni, e adesso altri 4 mesi per un infortunio”. Si dice “contenta di aver ripreso gli incontri” e anche del sostegno ricevuto dal Cus Caserta che “è stato straordinario”. Adesso ha allentato un po’ l’impegno in palestra “per dedicarmi agli esami, ma spero di potermi allenare di nuovo con più intensità il prossimo anno”.
“Ho scelto questo sport, consigliata da mio padre, perché aumenta la mia autostima – racconta Antonia Pepe, iscritta a Scienze e Tecniche Psicologiche e pugilessa da un anno – A luglio ho sostenuto il mio primo incontro, mentre a novembre ho partecipato ai campionati a Pompei dove ho vinto un argento. Devo dire, però, che il secondo argento con il Cus ha un altro sapore: la prestazione è stata a livelli più elevati e la mia sfidante era una campionessa europea già con molti match alle spalle. Quindi, anche se al secondo posto, sono scesa dal ring con il sorriso. È stato un bel risultato anche perché l’impegno è stato notevole: mi alleno tutti i giorni e seguo le lezioni, studio soprattutto di sera, ma non voglio lasciare questa disciplina bellissima e già mi sto preparando per i prossimi incontri!”.
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