Tre giorni di lezioni a settimana per le matricole

Corsi concentrati in tre giorni alla settimana per gli studenti del primo anno delle Lauree Magistrali di Farmacia. Tra gli iscritti a Chimica e Tecnologia Farmaceutiche c’è chi, come Luigi, ha apprezzato questa organizzazione didattica e chi, come Paola, invece avrebbe preferito una frequenza quotidiana ma meno intensiva. “Potermi concentrare due giorni sullo studio è un bene soprattutto per chi come me abita lontano”, afferma lo studente. “Seguiamo dalle 9 alle 15. Arriviamo a casa stremati!”, ribatte la collega. Meno pesante il carico di lavoro per gli iscritti a Farmacia che devono seguire 12 ore alla settimana. “CTF è come se fossero due Corsi di Laurea in uno! – esclama Patrizia – Noi, per esempio, abbiamo l’esame di Matematica, mentre a Farmacia alcuni argomenti di Matematica sono integrati in quello di Fisica”.
L’aulario al piano terra della Facoltà è ben organizzato ma gli spazi sono limitati rispetto alla grande affluenza delle matricole durante i primi mesi di lezione. “Le aule 1 e 2 sono sovraffollate. Nonostante la fila di sedie aggiunte, c’è sempre chi resta in piedi. Invece l’Aula Magna è capiente”, afferma Margherita. 
Dato l’alto numero di iscritti a Farmacia, entrambi i corsi del primo semestre  – Biologia animale e vegetale e Fisica – sono sdoppiati ma procedono di pari passo, prevedono lo stesso programma e le commissioni d’esame saranno unificate. Inoltre non è richiesta la firma di presenza. Perciò molti studenti utilizzano le lezioni iniziali per decidere quale sia il docente con cui preferiscono seguire il corso. “Le lezioni delle matricole pari e dispari sono uguali, praticamente sovrapponibili – spiega la prof.ssa Vittoria Di Martino – Ho consigliato agli studenti di badare alla comodità dell’orario. Se sono dormiglioni, è più comodo venire alle 11”. La docente è molto attenta a non dare per scontate le nozioni iniziali di Biologia: “Sono molto cauta, procedo lentamente, li porto per mano. Chi ha fatto il classico può avere delle difficoltà. Chiedo in continuazione: ‘Mi seguite?’, ‘Volete che lo rispieghi?’. Mi sforzo di imboccarli piano piano”. 
Tra i due docenti di Fisica, i professori Vittorio Cataudella e Luigi Rosa, c’è un’ottima sinergia. Ma dopo appena due lezioni, tra i ragazzi c’è già chi è rimasto affascinato dalle lezioni dell’uno o dell’altro, indipendentemente dal proprio numero di matricola. “Io sono dispari ma ho iniziato il corso assieme ai pari e mi trovo bene con il prof. Rosa”, afferma Maurizio. “Il prof. Cataudella è il più richiesto, lo dimostra il fatto che la sua aula è più popolata”, ribatte Alfonso. ‘Quale è il segreto per suscitare l’entusiasmo dei ragazzi?’, chiediamo al prof. Cataudella. “Sono molto paziente – risponde – Cerco di riprendere le conoscenze del liceo. Spesso non hanno proprio idea di che tipo di richieste verranno fatte loro all’esame. Per questo sono state inserite due prove intercorso. Chi le supera brillantemente accede direttamente all’orale”. Di solito con l’esame di Fisica gli studenti non incontrano particolari difficoltà: “Tra gennaio e febbraio, negli anni buoni lo supera il 60% di studenti, in quelli meno buoni il 50%”. Il docente non si sbilancia sul livello medio di preparazione delle matricole di quest’anno: “La riduzione del numero programmato dovrebbe aver comportato una maggiore selezione. Staremo a vedere”.
 Manuela Pitterà
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