“La cattedra di Storia e Critica del Cinema è un patrimonio culturale dell’Orientale; il professor Mino Argentieri l’ha istituita con una straordinaria intuizione ormai molti anni fa e l’ha difesa con estrema caparbietà in tutti questi anni, insieme all’ateneo tutto. Ha laureato ragazzi che poi sono diventati registri, hanno fatto il Centro Sperimentale, hanno scritto sulle riviste. Quell’attuale è una fase in cui è importante da un lato garantire la continuità; dall’altro aprirsi ulteriormente alla città tramite una pluralità d’iniziative”. Parole di Valerio Caprara – noto critico cinematografico, giornalista e ricercatore universitario – il quale, insieme a Silvana Valerio, insegna Storia e Critica del Cinema nel primo anno accademico senza Mino Argentieri, pensionato per limiti d’età. “Siamo fortunati perché in questa contingenza possiamo contare sull’appoggio del Rettore Mario Agrimi, del professor Michele Fatica, Direttore del Dipartimento di Filosofia e Politica, e del professor Riccardo Maisano, Preside della facoltà di Lettere e Filosofia, alla quale afferisce la cattedra di Storia e Critica del Cinema. Si tratta di aggiornare e potenziare un patrimonio che l’Orientale – ripeto – ha difeso per anni. Al quale dobbiamo dare maggiore visibilità. Per i noti problemi di spazio che affliggono l’ateneo abbiamo un po’ perso una solida identità”. Il laboratorio linguistico del Centro Interdipartimentale di Servizi Linguistici ed Audiovisivi (CILA) va, infatti, un po’ stretto; pesa, inoltre, l’assenza di uno spazio adiacente al laboratorio. “Lo abbiamo in Dipartimento, naturalmente- spiega Valerio Caprara- Tuttavia il cinema va spiegato là dove abbiamo i film e le cassette”. Che costituiscono, per inciso, una ricchezza culturale di enorme importanza. “La videoteca che fa capo a Storia e Critica del Cinema consta di oltre 9.500 cassette. Ha iniziato ad accumulare questa ricchezza il professor Argentieri; noi abbiamo continuato. Sono film di tutti i tipi; gli studenti possono incrociare al computer per generi, titoli, attori, registi, argomenti”. L’idea di mettere questo patrimonio a disposizione dei cinefili, anche di coloro i quali non studiano all’Orientale, è parte integrante di quella strategia attraverso la quale Caprara intende valorizzare le competenze ed i saperi della cattedra di Storia e Critica del Cinema. “Lavorare, lavorare e lavorare per aprirci all’esterno attraverso iniziative che coinvolgano la città. E’ questa la sfida”. Per affrontarla, insieme alla collega Silvana Valerio, può fare affidamento su un patrimonio di esperienza che si è accumulato negli anni. “Sono già state organizzate belle iniziative. Penso, per esempio, alla rassegna sul cinema hollywoodiano muto ed a quella dedicata a Tornatore. Sto preparando – nell’ambito delle ricerche sul cinema italiano –una riflessione sulla personalità di Peppino De Filippo, a torto considerato solo un attore minore oppure un protagonista di filmacci commerciali. A giugno, prima della pausa estiva, oppure alla ripresa autunnale ho intenzione di organizzare una manifestazione sul cinema americano, in collaborazione con il professor Antonio Monda, giornalista e professore della New York University. Il prossimo anno accademico prepareremo una riflessione critica sui temi dell’eros al cinema, dal sesso all’erotismo, fino alla pornografia. I grandi temi, in sostanza, dello schermo proibito. Sono tutte iniziative che partiranno dall’Orientale e si allargheranno alla città. Il cinema si giova di simili aperture”.
Agli studenti, infine, Caprara anticipa alcune novità per quanto concerne la didattica. “Negli ultimi anni abbiamo sfrondato dai troppi che sostenevano Storia e Critica del Cinema solo perché sembrava loro la materia più seducente e scapestrata. Abbiamo reso i programmi più duri ed abbiamo introdotto requisiti più severi per sostenere gli esami, a cominciare dall’obbligatoria visione di un certo numero di film. Il risultato è che abbiamo avuto meno studenti, ma più motivati che in passato. Ora, con Argentieri in pensione e la visibilità che un po’ sfuma potrebbe essere necessario un cambiamento di rotta. I criteri ai quali lo studente deve ottemperare per essere ammesso agli esami possono anche essere resi un po’ più flessibili”. Sintetizza il tutto con una metafora bellica: “abbiamo bisogno di truppe agili e scattanti, per la nostra guerriglia ideologica”.
Agli studenti, infine, Caprara anticipa alcune novità per quanto concerne la didattica. “Negli ultimi anni abbiamo sfrondato dai troppi che sostenevano Storia e Critica del Cinema solo perché sembrava loro la materia più seducente e scapestrata. Abbiamo reso i programmi più duri ed abbiamo introdotto requisiti più severi per sostenere gli esami, a cominciare dall’obbligatoria visione di un certo numero di film. Il risultato è che abbiamo avuto meno studenti, ma più motivati che in passato. Ora, con Argentieri in pensione e la visibilità che un po’ sfuma potrebbe essere necessario un cambiamento di rotta. I criteri ai quali lo studente deve ottemperare per essere ammesso agli esami possono anche essere resi un po’ più flessibili”. Sintetizza il tutto con una metafora bellica: “abbiamo bisogno di truppe agili e scattanti, per la nostra guerriglia ideologica”.








