Studenti e personale amministrativo si preparano ad eleggere chi fra di loro dovrà votare per il successore per il prossimo Rettore. Entrambe le componenti dell’Ateneo andranno alle urne l’8 maggio. Da designare i grandi elettori: nove studenti e nove tecnici-amministrativi (il 5 per cento dell’elettorato attivo docenti, così come da Statuto). Gli studenti vanno eletti da e tra i membri del Consiglio degli Studenti integrato con i rappresentanti in Senato, Consiglio di Amministrazione, Polo Didattico, Nucleo di Valutazione e Consigli di Dipartimento. Per il personale tecnico-amministrativo saranno elettorato attivo e passivo tutte le 216 unità in servizio.
Ma prima di iniziare a ragionare concretamente sui programmi, e in vista del voto di maggio, abbiamo raccolto qualche riflessione, ascoltando alcune tra le voci più attente tra personale e studenti.
Parla di un rettorato “molto positivo, si è lavorato con molta capacità in tempi difficili” il dott. Vittorio Carpentiero, a capo della Segreteria Studenti. Occorre una doverosa premessa, dice: “C’è indubbiamente una questione nazionale che riguarda l’Università e, all’interno di questa, una più specifica sull’Università meridionale. Quindi si parla di una situazione molto difficile con un sistema universitario sotto attacco e con sempre meno risorse, vista la costante riduzione del FFO”. Detto ciò, il dott. Carpentiero, che in questi anni ha vissuto in prima persona le tante trasformazioni che hanno investito anche i servizi di Ateneo, continua così a immaginare la politica del prossimo rettorato: “credo che quella del Rettore sia oggi una missione eroica. Deve intervenire in questo panorama disastrato sviluppando la capacità di intessere relazioni sempre più fitte con gli enti locali: attivare tutte le collaborazioni possibili per reperire finanziamenti aggiuntivi e portare nuova linfa all’Ateneo. Quindi è necessaria non solo una figura di alto profilo scientifico, ma che abbia anche caratteristiche manageriali”. Tra gli obiettivi da perseguire, tenendo conto delle poche risorse a disposizione, c’è quello del miglioramento dei servizi agli studenti: “La nostra deve essere una concezione ‘studentocentrica’. Sono loro i protagonisti e tutto deve essere fatto per tutelare e fornire loro sempre migliori possibilità di studio”. Incremento della qualità dell’offerta formativa, espansione dell’edilizia, sburocratizzazione dell’amministrazione: sono i tre punti cardine. “Stando in prima linea, posso constatare come la domanda degli studenti sia incessante e l’attenzione va data qualificando i servizi a 360 gradi. Dal supporto alla didattica, penso ai microfoni non funzionanti ad esempio, alle strutture, aule spesso troppo affollate, dalla burocrazia che a volte blocca gli studenti per scartoffie, ai servizi igienici indecorosi. Insomma, bisogna lavorare perché si renda più facile la vita ai nostri ragazzi, incentivando il lavoro di squadra tra tutte le anime dell’Ateneo”.
“Mi aspetto un Rettore che si sappia rapportare sia con l’esterno, quindi enti ed istituzioni, ma anche con il mondo interno all’Ateneo – commenta Luigi De Biase, in servizio presso l’Ufficio Economato e già membro del Consiglio di Amministrazione – I continui tagli ci impongono di reperire risorse verso l’esterno, avere rapporti con Comune, Regione, Ministero, Unione Europea. Vorremmo, però, che ci fosse maggiore attenzione anche alle istanze del personale”. “È un momento difficile per l’Università che dobbiamo affrontare lavorando in squadra – continua – Il mancato ricambio di personale ha portato per noi un carico eccessivo di lavoro e spesso è mancato il dialogo da parte degli organi di Governo accademici”. Apertura e collaborazione reciproca per portare avanti un Ateneo che, fra tante sfide, continua a tenere alto il numero di immatricolazioni e il livello dell’offerta formativa: “Ci aspettiamo un Rettore dialogante, che scenda dal ‘Palazzo dorato’ e sappia motivare tutto il personale rendendoci partecipi di questo grande progetto, che investe studenti, docenti e anche noi tecnici e amministrativi”.
Dialogo, è quello che si aspettano anche gli studenti, come ci anticipa Viviana Annunziata, rappresentante in Consiglio del Polo Didattico: “Ci auguriamo che ci sia un’apertura rispetto alle proposte di noi studenti. In questi anni siamo riusciti a raggiungere buoni risultati e, quindi, ci aspettiamo anche dal nuovo Rettore un ampio margine di dialogo”. Le questioni da affrontare sono diverse, spiega la rappresentante, e spesso di carattere nazionale, e al centro di tutto c’è sempre il problema ‘risorse economiche’. “Dovrà essere un Rettore che sappia fare fundraising! Bisogna riuscire a tutelare la peculiarità dell’Orientale come polo d’eccellenza in Italia nello studio delle lingue. Abbiamo vissuto un ventennio di bombardamenti all’università pubblica, e anche noi affrontiamo una serie di difficoltà. Nonostante ciò, si è riusciti a conservare un’offerta didattica variegata, mantenendo attive molte cattedre, ma non sempre si riesce a seguire i corsi o sostenere gli esami senza incontrare difficoltà. Noi nel Consiglio di Polo – aggiunge – siamo riusciti a dare una ratio a corsi ed appelli, e si stanno apprezzando leggeri miglioramenti nell’organizzazione didattica, che per forza di cose saranno graduali. Speriamo di poter continuare a lavorare in questa direzione”. È auspicabile, chiunque sarà il Rettore, conclude quindi Annunziata, “che sia una persona che veda l’Università non solo come luogo dove seguire lezioni e dare esami, ma come polo culturale, come spazio dove, grazie ad una migliorata vivibilità, gli studenti possano sviluppare la loro personalità”.
“Una persona che sia pronta a prendere posizioni forti e precise all’interno della Conferenza dei Rettori per poter poi incidere a livello ministeriale e porre un argine a questa valanga che sta investendo l’università italiana”, Giulia Petruzziello, rappresentante in Consiglio di Amministrazione, delinea il profilo ideale del prossimo Rettore. Al centro delle preoccupazioni di tutti gli studenti sono ancora le posizioni che potrà prendere il Governo: “Anche il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sembra essere sordo alle esigenze degli Atenei, che negli ultimi anni hanno subito un processo di destrutturazione. Noi siamo uno dei pochi a registrare un aumento delle iscrizioni, ma purtroppo siamo stati costretti, dalla Riforma, a chiudere o accorpare alcuni Corsi. Nonostante questo, si è riusciti a preservare quegli insegnamenti che caratterizzano L’Orientale, e bisogna far sì che la nostra specificità venga sempre più tutelata. Ci sono soggetti, come i lettori madrelingua, essenziali per i nostri studi, che però non hanno nessuna garanzia, ad esempio. Insomma – continua la rappresentante – abbiamo bisogno di una guida che sappia guardare a tutti gli aspetti della vita di Ateneo e, lavorando insieme, sappia dar voce a questo desiderio, comune a studenti e docenti, di lottare per conservare e valorizzare le eccellenze presenti all’Orientale”.
Ma prima di iniziare a ragionare concretamente sui programmi, e in vista del voto di maggio, abbiamo raccolto qualche riflessione, ascoltando alcune tra le voci più attente tra personale e studenti.
Parla di un rettorato “molto positivo, si è lavorato con molta capacità in tempi difficili” il dott. Vittorio Carpentiero, a capo della Segreteria Studenti. Occorre una doverosa premessa, dice: “C’è indubbiamente una questione nazionale che riguarda l’Università e, all’interno di questa, una più specifica sull’Università meridionale. Quindi si parla di una situazione molto difficile con un sistema universitario sotto attacco e con sempre meno risorse, vista la costante riduzione del FFO”. Detto ciò, il dott. Carpentiero, che in questi anni ha vissuto in prima persona le tante trasformazioni che hanno investito anche i servizi di Ateneo, continua così a immaginare la politica del prossimo rettorato: “credo che quella del Rettore sia oggi una missione eroica. Deve intervenire in questo panorama disastrato sviluppando la capacità di intessere relazioni sempre più fitte con gli enti locali: attivare tutte le collaborazioni possibili per reperire finanziamenti aggiuntivi e portare nuova linfa all’Ateneo. Quindi è necessaria non solo una figura di alto profilo scientifico, ma che abbia anche caratteristiche manageriali”. Tra gli obiettivi da perseguire, tenendo conto delle poche risorse a disposizione, c’è quello del miglioramento dei servizi agli studenti: “La nostra deve essere una concezione ‘studentocentrica’. Sono loro i protagonisti e tutto deve essere fatto per tutelare e fornire loro sempre migliori possibilità di studio”. Incremento della qualità dell’offerta formativa, espansione dell’edilizia, sburocratizzazione dell’amministrazione: sono i tre punti cardine. “Stando in prima linea, posso constatare come la domanda degli studenti sia incessante e l’attenzione va data qualificando i servizi a 360 gradi. Dal supporto alla didattica, penso ai microfoni non funzionanti ad esempio, alle strutture, aule spesso troppo affollate, dalla burocrazia che a volte blocca gli studenti per scartoffie, ai servizi igienici indecorosi. Insomma, bisogna lavorare perché si renda più facile la vita ai nostri ragazzi, incentivando il lavoro di squadra tra tutte le anime dell’Ateneo”.
“Mi aspetto un Rettore che si sappia rapportare sia con l’esterno, quindi enti ed istituzioni, ma anche con il mondo interno all’Ateneo – commenta Luigi De Biase, in servizio presso l’Ufficio Economato e già membro del Consiglio di Amministrazione – I continui tagli ci impongono di reperire risorse verso l’esterno, avere rapporti con Comune, Regione, Ministero, Unione Europea. Vorremmo, però, che ci fosse maggiore attenzione anche alle istanze del personale”. “È un momento difficile per l’Università che dobbiamo affrontare lavorando in squadra – continua – Il mancato ricambio di personale ha portato per noi un carico eccessivo di lavoro e spesso è mancato il dialogo da parte degli organi di Governo accademici”. Apertura e collaborazione reciproca per portare avanti un Ateneo che, fra tante sfide, continua a tenere alto il numero di immatricolazioni e il livello dell’offerta formativa: “Ci aspettiamo un Rettore dialogante, che scenda dal ‘Palazzo dorato’ e sappia motivare tutto il personale rendendoci partecipi di questo grande progetto, che investe studenti, docenti e anche noi tecnici e amministrativi”.
Dialogo, è quello che si aspettano anche gli studenti, come ci anticipa Viviana Annunziata, rappresentante in Consiglio del Polo Didattico: “Ci auguriamo che ci sia un’apertura rispetto alle proposte di noi studenti. In questi anni siamo riusciti a raggiungere buoni risultati e, quindi, ci aspettiamo anche dal nuovo Rettore un ampio margine di dialogo”. Le questioni da affrontare sono diverse, spiega la rappresentante, e spesso di carattere nazionale, e al centro di tutto c’è sempre il problema ‘risorse economiche’. “Dovrà essere un Rettore che sappia fare fundraising! Bisogna riuscire a tutelare la peculiarità dell’Orientale come polo d’eccellenza in Italia nello studio delle lingue. Abbiamo vissuto un ventennio di bombardamenti all’università pubblica, e anche noi affrontiamo una serie di difficoltà. Nonostante ciò, si è riusciti a conservare un’offerta didattica variegata, mantenendo attive molte cattedre, ma non sempre si riesce a seguire i corsi o sostenere gli esami senza incontrare difficoltà. Noi nel Consiglio di Polo – aggiunge – siamo riusciti a dare una ratio a corsi ed appelli, e si stanno apprezzando leggeri miglioramenti nell’organizzazione didattica, che per forza di cose saranno graduali. Speriamo di poter continuare a lavorare in questa direzione”. È auspicabile, chiunque sarà il Rettore, conclude quindi Annunziata, “che sia una persona che veda l’Università non solo come luogo dove seguire lezioni e dare esami, ma come polo culturale, come spazio dove, grazie ad una migliorata vivibilità, gli studenti possano sviluppare la loro personalità”.
“Una persona che sia pronta a prendere posizioni forti e precise all’interno della Conferenza dei Rettori per poter poi incidere a livello ministeriale e porre un argine a questa valanga che sta investendo l’università italiana”, Giulia Petruzziello, rappresentante in Consiglio di Amministrazione, delinea il profilo ideale del prossimo Rettore. Al centro delle preoccupazioni di tutti gli studenti sono ancora le posizioni che potrà prendere il Governo: “Anche il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sembra essere sordo alle esigenze degli Atenei, che negli ultimi anni hanno subito un processo di destrutturazione. Noi siamo uno dei pochi a registrare un aumento delle iscrizioni, ma purtroppo siamo stati costretti, dalla Riforma, a chiudere o accorpare alcuni Corsi. Nonostante questo, si è riusciti a preservare quegli insegnamenti che caratterizzano L’Orientale, e bisogna far sì che la nostra specificità venga sempre più tutelata. Ci sono soggetti, come i lettori madrelingua, essenziali per i nostri studi, che però non hanno nessuna garanzia, ad esempio. Insomma – continua la rappresentante – abbiamo bisogno di una guida che sappia guardare a tutti gli aspetti della vita di Ateneo e, lavorando insieme, sappia dar voce a questo desiderio, comune a studenti e docenti, di lottare per conservare e valorizzare le eccellenze presenti all’Orientale”.







