Veterinaria voterà il 13 giugno

“Abbiamo programmi simili, cambiano solo le modalità e la storia personale”. Il confronto elettorale finora? “Sereno, civile, fatto con stile e stima reciproca”. Sono le parole, in queste frasi molto coincidenti, dei due candidati alla presidenza di Veterinaria, i professori, in ordine alfabetico, Alessandro Fioretti e Luigi Zicarelli; studioso di discipline aviarie, già Vice Presidente del Polo delle Scienze della Vita il primo, professore ordinario di Scienze Zootecniche il secondo. Eppure le differenze ci sono. Intanto generazionali, 47 anni Fioretti, più o meno 63 Zicarelli. Espressione soft, di un’idea di rinnovamento che non turbi l’elettorato tradizionale il primo (che infatti non la mette sul cambio generazionale), tendenzialmente più vicino ai giovani, ai ricercatori ed agli associati che si vanno affermando a livello internazionale. Più legato alle anime e le gerarchie disciplinari che hanno fatto la storia della Facoltà Zicarelli. Fioretti, che rischia di divenire l’eterna promessa, dal volto pulito, studioso apprezzato, si è fatto le ossa nel governo dell’ateneo come Vice Presidente del Polo delle Scienze della Vita, per tre anni, alla scuola di un altro maestro di scienza e di vita, come l’ex Presidente di Polo, prof. Guido Rossi, di Medicina. Per qualche settimana si è parlato di una sua eventuale successione a Rossi, gradita anche a settori di Medicina ed al Rettore Trombetti, poi la candidatura di Franco Roperto, ed una arcigna battaglia elettorale del Preside di Farmacia Ettore Novellino, portarono all’elezione del prof. Luciano Mayol. Quest’ultimo gli propose la conferma alla VicePresidenza, ma Fioretti rifiutò (e passò dunque Silvestro Damiano), perché i maggiorenti di Veterinaria, si dice, gli avevano dato per certo la Presidenza di Facoltà (pare anche con il favore del prof. Zicarelli). Ed invece, dopo 2-3 mesi esce la candidatura Zicarelli, sponsorizzata anche dai professori Pelagalli e Potena e da altri potentati storici, quasi una rivalsa degli sconfitti dall’idea di rinnovamento dolce portata avanti dal prof. Roperto che ritornano, secondo alcuni, pur rispettosi del calibro, del valore personale e dell’indipendenza scientifica di Zicarelli. Ed ora una competizione tutta in salita per Fioretti. Che lui affronta, in apparenza disarmato, con fare aristocratico e fair-play: “mi candido se lo vogliono”, “ho un programma ed un’idea di Facoltà aperta, trasparente, dalle scelte condivise da tutti, che si apre all’ateneo”, ma bisogna tirargli le parole di bocca, all’apparenza poco decisionista, che si affretta a precisare: “con il prof. Zicarelli grande stima reciproca, programmi simili e visione dei problemi di Facoltà comune” ma elettorati diversi. Fioretti afferma: “l’identità di vedute vuol dire che c’è consapevolezza dello stato della Facoltà, delle sue difficoltà, dei requisiti che la Commissione Europea ci chiede”. Commissione indubbiamente non tenera 6 anni fa con la Facoltà, allora definita: di un isolamento geografico e culturale, con una sede ex convento e con una struttura incapace di ospitare laboratori di ricerca al passo con l’Europa (pag. 14 del report della Commissione); con, stratificata una mentalità, nel corpo docente estremamente anziano, per la maggioranza, colpevole del declino della Facoltà; Facoltà che per porre rimedio al suo arretramento, dovrebbe investire su docenti giovani e capaci di rivitalizzarla. Un duro atto d’accusa, insomma. Di cui tener conto. Anche perché, fra tre anni, la Commissione Europea tornerà. 
Tre anni fa, con votazione bulgara (98%), si andò alla rielezione del prof. Franco Roperto alla Presidenza della Facoltà. Una delle grandi aperture di Roperto fu la nomina della Commissione Programmazione e Sviluppo, con all’oggetto alcuni temi centrali: progressioni di carriera (dunque posti di ricercatore, professore associato, ordinari, budget di facoltà), riequilibrio della didattica. Erano delle prime risposte al parere UE ma anche il passaggio dalla Presidenza di Facoltà organo monocratico a struttura democratica.  Una grande innovazione. Presidenti ne furono il prof.Avallone prima, il prof.Zicarelli poi. Quindi non si è più saputo nulla, Che fine ha fatto quella istanza di rinnovamento e quella maggioranza (98%) aperta all’Europa?
Zicarelli: 
“ognuno si candida con la propria storia e curriculum”
Zicarelli. Ad Ateneapoli risponde: “innanzitutto, per scaramanzia, dico poco, anche per non avvantaggiare nessuno e non concedo foto”. Quindi: “sono un pragmatico: sarò Preside se la Facoltà lo vorrà, altrimenti torno al mio consueto lavoro scientifico”. “Volevo diventare veterinario già all’età di 10 anni e tale mi sento, dalla punta dei piedi ai capelli, anche se mio padre mi sconsigliò questa laurea considerandola una sottolaurea”. “Chiunque sarà eletto, avrà da rimboccarsi molto le maniche”. “Con Fioretti, metodi diversi ma obiettivi comuni”. Sede e carenza di docenti: “vanno contrattate con il rettore”. Progressioni di carriera: “ogni cosa a suo tempo”. Facoltà terra di conquista di altri? “Ma se non c’è pane per i nostri!”.  
Programma? “Ognuno si candida con la propria storia e il proprio curriculum”. 
I ricercatori. Chiedono: “chiarezza nei metodi di progressione di carriera, qualità, competenza, merito”. Hanno intenzione di fare pesare i propri voti, esprimendo anche il primo eletto dell’ateneo (a grande maggioranza) al CdiA per la categoria. Si voterà, probabilmente, il 13 giugno e l’esito non è per nulla scontato. Anche perché c’è chi ritiene sia il caso di dar vita, nell’eventualità di sconfitta, ad una forte opposizione, di un 30-40 per cento, capace di sovvertire “l’eventuale maggioranza, frastagliata ed unita solo da comuni interessi particolari o semplicemente dalla conservazione dello status quo, però già bocciati dall’Europa”.
Paolo Iannotti
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