Visita al carcere di Rebibbia per gli studenti di Diritto Penale

Visita al carcere romano di Rebibbia per oltre un centinaio di studenti di Diritto Penale del prof. Bruno Assumma. L’iniziativa, ormai una tradizione della cattedra, suscita da sempre grande entusiasmo. Sono emozioni a tinte forti, quelle raccontate da chi, giovedì 30 gennaio, ha valicato i cancelli del penitenziario. “Le sensazioni provate sono state indescrivibili – dice Alessandro Di Martino, studente al III anno – Grazie all’aiuto di veri professionisti – dal direttore del carcere, alla guardia giurata, all’ispettore – abbiamo ripercorso l’iter di un arresto in tutte le sue fasi. Appena arrivati, siamo stati invitati a consegnare i documenti e i cellulari (per evitare riprese). Da lì abbiamo capito che si faceva davvero sul serio”. Primo step: la stanza dove i detenuti consegnano gli oggetti personali prima di entrare in cella. “Ci è sembrato di assistere ad un film. Le quattro ore trascorse al carcere sono state molto toccanti. Osservare la vita svolgersi in 20 metri di cella non è cosa da lasciare indifferenti”, aggiunge lo studente. Secondo step: la stanza delle visite mediche “dove si eseguono le visite di controllo a chiunque venga arrestato. Successivamente, ci hanno mostrato – racconta Manuel Fabozzo, studente al III anno – le celle dove sono detenuti i soggetti considerati pericolosi ai sensi dell’art. 41 bis. Il passaggio dall’articolo al caso concreto mi ha fatto riflettere molto”. Perché, se da un punto di vista teorico, “noi di Giurisprudenza sappiamo bene cosa sia un reato, dal punto di vista pratico proprio non sappiamo cosa aspettarci. Umanamente quest’esperienza ha avuto, per me, una funzione ‘preventiva’. Sapere cosa aspetta dopo aver commesso un reato ha rafforzato il mio senso di giustizia”. 
Interessante lo spazio dedicato ai processi con più capi d’imputazione svolti a distanza, detti ‘telematici’. “Una chicca del sistema italiano che ci è stata mostrata con grande cura – afferma Patrizia De Luca – In questa sala vengono condotti i soggetti con più reati da discutere, persone considerate pericolose e quindi non ‘trasportabili’ fisicamente”. “È stato interessante apprendere come si svolge l’iter praticamente – continua Francesco Pastore – In mattinata, ad esempio, il detenuto si trova a discutere per un reato commesso a Roma. Il pomeriggio stesso, invece, per qualcosa che afferisce al tribunale di Catania. Capire e vedere cose di cui si parla solo in modo astratto è stato veramente istruttivo e funzionale, utile per l’esame che andrò a sostenere a breve”. Ha trovato una casa circondariale in ordine e più pulita di quanto si aspettasse Luisa Di Costanzo: “gli ambienti, seppur piccoli, sono puliti e abbastanza accoglienti. Grazie all’ospitalità, abbiamo potuto soddisfare molte curiosità. Però, a fine mattinata, che tristezza quel cancello chiuso alle nostre spalle e immaginare quante persone sono recluse lì dentro e non possono vivere in libertà!”.
Nel pomeriggio, gli studenti si sono trattenuti nella capitale ed hanno visitato il Museo di Criminologia che ospita “dalle armi del Medioevo a quelle più recenti. Una bellissima giornata, queste iniziative dovrebbero ripetersi. Oggi ho apprezzato molto di più quello che studio, ho affiancato finalmente la parte pratica che mi mancava”, commenta Martina Esposito. La visita al Museo “è stata la degna conclusione di una giornata altamente formativa – aggiunge Daniele Pollice – Abbiamo scoperto alcuni episodi storici del crimine, ripercorso i profili di famosi serial killer e capito concretamente cosa faccia di ‘mestiere’ il criminologo. Questo tuffo nella storia del diritto penale è stato molto utile. Peccato che nel nostro Dipartimento progetti come questi siano rari”. Inoltre, aggiunge Piera Carlino, “vedere persone in carcere, che non hanno la più banale delle libertà, fa sentire meno scontata l’indipendenza che si esercita nella propria vita. Questa giornata ha rafforzato il mio senso di legalità e credo che tutti i cittadini dovrebbero fare questo tipo di esperienza”. 
Susy Lubrano
- Advertisement -




Articoli Correlati