Hackathon ING, una sfida concreta su dati, modellistica e gestione del rischio. 4 squadre di studenti in gara, vince ‘Probabili Insolventi’

Terzo anno consecutivo per l’Hackathon ING al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (DiSES), iniziativa che dal 2023 vede la collaborazione tra ING, gruppo olandese che fornisce servizi bancari in più di 40 paesi, e la Federico II, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro attraverso una sfida concreta su dati, modellistica e gestione del rischio.

L’evento rientra nelle attività di outreach del gruppo in Italia, sempre più orientate a rafforzare il dialogo con le università e a intercettare giovani talenti formati in un contesto accademico di qualità e accessibile. L’hackathon si è svolto nell’arco di 48 ore, tra presentazione del progetto, sviluppo del modello e preparazione delle slide finali delle squadre del corso di Metodi Statistici per il Data Mining.

Durante l’evento è stato presente un team di esperti di Credit Risk di ING che ha condiviso il proprio know-how e presentato le attività del gruppo. E il 22 gennaio si è concluso con la premiazione della squadra vincitrice, come riconoscimento dell’impegno e del lavoro svolto. A spiegare il senso dell’iniziativa è Guido Mario Previde Massara, responsabile del Model development hub di Milano, che lavora per il quartier generale ING di Amsterdam: “Questo è il terzo anno in cui ING e la Federico II collaborano per l’organizzazione dell’hackathon. Il legame nasce anche da conoscenze personali delle professoresse Cristina Davino e Rosaria Romano e da ex studenti che hanno poi intrapreso il loro percorso professionale in ING”.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di crescita sul territorio: “ING è in grande espansione in Italia e cerchiamo di avere contatti al di fuori della banca, in particolare con le università, per capire dove ci sono talenti e potenziali futuri colleghi”. La scelta del team vincitore non è stata semplice: “Siamo stati in grande difficoltà nel decretare un vincitore: tutti e quattro i team hanno offerto qualcosa di interessante, originale o curioso”.

A fare la differenza è stato l’equilibrio complessivo del progetto: “Il gruppo vincitore, Probabili Insolventi, si è distinto per il buon bilanciamento tra dati, modellistica e comunicazione. La presentazione ha dato l’impressione che i ragazzi padroneggiassero davvero ciò che avevano realizzato”.

Infine, un’apertura concreta verso il futuro professionale: “Tutti i partecipanti, se lo desiderano, possono inviare il proprio CV e candidarsi per uno stage di sei mesi. È uno stage che ha un rimborso spese di 1.500 euro al mese: anche per chi viene da fuori regione, come dalla Campania, trasferirsi a Milano non comporta svantaggi economici”. Con il dott. Previde Massara c’erano Pietro Del Giudice, Esg risk model developer, e Roberto De Lise, Wb cr model developer, ex studente federiciano e vincitore della prima edizione dell’hackathon ING nel 2023.

Una vittoria inaspettata

La parola agli studenti del gruppo sul podio.
Per Eleonora Grande, la vittoria è arrivata in modo inaspettato: “Non ce lo aspettavamo affatto. Durante i giorni dell’hackathon ci siamo messi davvero in discussione”. L’esperienza è stata diversa rispetto alla didattica tradizionale: “È stata molto stimolante, qualcosa di diverso da ciò che affrontiamo di solito nei corsi. Ci ha permesso di toccare con mano quello che potrebbe essere il nostro futuro lavoro”. E aggiunge: “Non siamo abituati a lavorare in gruppo.

È stato difficile ma utile e divertente”. Particolarmente apprezzato anche il confronto con i giudici: “Abbiamo mostrato consapevolezza dei nostri errori e messo in evidenza i punti deboli del modello. Nessun lavoro è perfetto e questo dialogo aperto è stato molto gradito”.

Gennaro Smeraglia sottolinea il valore formativo dell’hackathon: “Progetti di questo genere non si fanno spesso ed è un peccato. Sono fondamentali per applicare davvero i concetti che studiamo”. Un’occasione per andare oltre lo studio teorico: “Di solito ci limitiamo al manuale e a riportare le nozioni all’esame. Qui invece abbiamo lavorato su problemi reali, migliorando il team work e il problem solving”. Sul metodo di lavoro del gruppo: “Non abbiamo voluto strafare: avevamo poco tempo. Abbiamo affrontato diverse difficoltà, ma siamo arrivati a un risultato concreto e ben esposto”.

Anche Gaia Della Campa evidenzia il divario tra teoria e pratica: “All’università facciamo molta teoria e qualche applicazione pratica, ma non a questo livello. Esperienze come questa aiutano a capire cosa potrebbe piacerci davvero”. E aggiunge: “Abbiamo avuto un’idea più chiara di cosa significhi lavorare come risk manager”. Sul nome del gruppo ‘Probabili Insolventi’ spiega: “Si sposava perfettamente con il tema del rischio di insolvenza”. La vittoria ha aperto nuove prospettive: “L’aver vinto ci ha dato un canale diretto con ING per i colloqui, ma la vera opportunità è per tutti i gruppi: poter inviare il CV è un’occasione enorme”.

Un’esperienza che gli studenti consigliano vivamente ai colleghi: “Sono esperienze che lasciano molto più di un voto”.
Eleonora Mele

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