Intervista alla prof.ssa Ambrosina Michelotti, neo Coordinatrice del Corso di Laurea in Odontoiatria. “Abbiamo bisogno di più aule e luoghi studio”

La prof.ssa Ambrosina Michelotti è la nuova Coordinatrice di Odontoiatria, subentra al prof. Gilberto Sammartino, che è stato a capo del Corso per due mandati. Nella tornata che ha interessato la Magistrale a ciclo unico è risultata l’unica candidata. Ripercorrendo le tappe principali della carriera della docente, si deve tornare al 1980, quando si è laureata in Biologia con 110 e lode con menzione.

Quattro anni più tardi, il risultato è stato il medesimo per la pergamena in Odontoiatria e Protesi Dentaria; mentre nel 1991 è arrivata la Specializzazione in Ortognatodonzia con 70 e lode. In parallelo, l’ingresso nel mondo accademico è avvenuto nel 1989, anno in cui Michelotti è diventata ricercatrice alla Federico II. Poi, nel 2001 ha vinto il concorso per associata e nel 2018 quello per ordinaria di Malattie odontostomatologiche.

Nello stesso anno, la docente ha ottenuto anche la Laurea Honoris Causa dall’Università di Malmö (Svezia). È autrice di oltre 130 pubblicazioni su riviste internazionali ed è Presidente di società scientifiche nazionali e internazionali nel settore dell’Odontoiatria, dell’Ortodonzia e del Dolore orofacciale.

“Trovo un Corso con uno stato di salute eccellente – esordisce la neo-Coordinatrice – l’Odontoiatria della Federico II è stata classificata come prima nel QS World University Rankings by Subject (la Magistrale a ciclo unico federiciana è prima tra le italiane insieme ad altre, confermandosi in un range tra la 51esima e la 120esima posizione nel mondo in generale, ndr). Un riconoscimento importantissimo, risultato di una serie di fattori. Innanzitutto del livello dei docenti: di altissima qualità, tanto nella didattica che nella ricerca. Inoltre, contribuiscono al nostro successo anche i successi professionali di coloro che formiamo”.

Affatto secondario anche lo stimolo all’internazionalizzazione (Sammartino è nella Commissione di Ateneo): “sono arrivati molti stranieri a frequentare i nostri reparti negli ultimi tempi”. Persistono tuttavia delle criticità: la mancanza di spazi e il rapporto con l’Azienda Ospedaliera. Sul primo punto: “la Scuola di Odontoiatria è di supporto a un Corso professionalizzante di sei anni, a tre Specializzazioni, Master, Corsi di perfezionamento, è chiaro che ci sono delle difficoltà, al momento noi siamo nell’Edificio 14.

Parlando del solo Corso di Laurea, abbiamo bisogno di più aule e luoghi studio, quest’anno sono entrati 60 studenti e devono avere dei servizi adeguati. Detto questo, sono una persona ottimista, d’altronde si tratta di un aspetto che sta a cuore a tutti. Naturalmente il problema è generale, non riguarda solo noi”.

Sull’altra questione citata, la docente ha spiegato: “il nostro è un Corso abilitante, bisogna avere ben presente la rete di formazione che si fa per questi ragazzi. Saranno futuri odontoiatri e dovranno essere in grado di portare avanti la professione. Deve esserci la consapevolezza della necessità di una buona collaborazione tra Università e Azienda ospedaliera e avere degli obiettivi comuni. C’è bisogno di dialogare, così si possono trovare delle soluzioni. Anche in questo caso, però, sono ottimista: c’è stata una riunione con il Direttore Generale in cui se n’è discusso”.

Michelotti chiude con un monito sull’anno che si sta svolgendo, iniziato con il semestre filtro per gli studenti del primo anno: “Ai ragazzi mi sento di lanciare un messaggio umano. Hanno studiato davanti a uno schermo, rispondendo a dei quiz. Questo ha fatto mancare una delle cose più importanti in università: il contatto con gli altri studenti. Deve essere recuperato a pieno, sperando nella loro capacità di fare gruppo – vale come crescita scientifica e personale – e, considerato anche che il nostro è un Corso sostenibile, dati i numeri contenuti, ci sono le condizioni perché accada”.

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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 20

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