Nuova guida per la Magistrale in inglese. “Biologia degli Ambienti Estremi è una proposta formativa unica”

Il prof. Donato Giovannelli, Coordinatore del Corso di Studi in inglese in Biologia degli Ambienti Estremi, protagonista negli ultimi anni di diversi progetti di ricerca nei luoghi più inospitali del Pianeta che hanno suscitato l’interesse dei giornali e delle televisioni, ha lasciato il suo incarico in leggero anticipo rispetto alla scadenza del mandato. Sarebbe dovuto andare via a marzo, ma si è dimesso in autunno. Le dimissioni del docente hanno fatto sì che fossero indette le elezioni per scegliere il nuovo Coordinatore della Magistrale.

Si è votato alcune settimane fa. Unica candidata la prof.ssa Arianna Mazzoli, la quale insegna Phisiology and nutrition in space conditions. Mazzoli sarà dunque al timone del Corso per i prossimi tre anni. Napoletana, laureata in Biologia alla Federico II, racconta: “Da quando sono entrata a far parte del gruppo – così mi piace definire il Corso di Studi, perché siamo una realtà coesa e dove tutti sono molto motivati ed entusiasti del lavoro che svolgono – ho sempre collaborato alla gestione. Prima con la prof.ssa Olga Mangoni, poi con il prof. Giovannelli.

In particolare mi sono occupata della gestione delle molte domande di immatricolazione – in media tra le 500 e le 600 all’anno – che riceviamo da ogni parte del mondo. È stato un compito impegnativo, perché le richieste devono essere attentamente analizzate e valutate. Gli studenti si sono sempre interfacciati con me e per questo, quando Giovannelli ha deciso che per impegni di studio e ricerca in giro per il mondo avrebbe interrotto il suo mandato, ho avanzato la mia disponibilità. Con la condizione, però, che tutti i colleghi mi diano una mano.

La gestione di un Corso di Studi è ormai una faccenda abbastanza complessa e non la si può portare avanti in solitudine. Su questo aspetto sono stata molto chiara in occasione della riunione durante la quale ho ufficializzato la mia candidatura. I docenti mi hanno garantito che ci saranno. Mi hanno dato fiducia ed eccomi nel ruolo di Coordinatrice. Con un buon consenso, devo dire, che mi è stato tributato dai colleghi”. Il nuovo incarico, sottolinea la prof.ssa Mazzoli, “è gratificante e stimolante perché Biologia degli Ambienti Estremi è una proposta formativa unica. E non solo in Italia.

In Europa non ci sono altri percorsi di laurea come il nostro. Adesso qualcuno sta iniziando a fare qualcosa di simile in Irlanda, se ricordo bene, ma noi siamo stati certamente dei pionieri”. Tra le questioni in agenda: l’esigenza di snellire le procedure amministrative per gli studenti che provengono da Paesi extraeuropei. “Ogni anno – racconta – ammettiamo circa la metà di quelli che avevano avanzato la richiesta di immatricolarsi perché non c’è compatibilità tra le lauree di provenienza e la nostra o per altre questioni relative ai percorsi formativi. Fin qui è fisiologico, è normale che accada.

Gli studenti che rimangono, però, poi incontrano generalmente grandi difficoltà a ottenere il visto per entrare in Italia. Alla fine immatricoliamo tra le 30 e le 35 persone che provengono dall’Italia, dall’Europa, dagli Stati Uniti, dal Pakistan, dall’Iran, dall’India e da diverse altre nazioni. Ecco, vorrei trovare il modo di facilitare la vita a chi ci ha scelto da zone del mondo lontane dall’Italia, vuole iscriversi ed è in possesso dei requisiti necessari.

Va trovato un sistema per accelerare i tempi”. Tra gli obiettivi c’è poi quello destinare una persona, un docente o un amministrativo, a fare da tutor per gli studenti stranieri relativamente allo svolgimento delle pratiche burocratiche da affrontare quando si arriva in Italia: “Banalmente anche chiedere un codice fiscale o un abbonamento per studenti può risultare difficoltoso. Non parliamo della ricerca dell’alloggio. Due o tre anni fa i rappresentanti degli studenti, anche su nostra sollecitazione, realizzarono un vademecum per i nuovi immatricolati attraverso il quale intendevano aiutarli a districarsi tra le incombenze della nuova avventura. Mi piacerebbe ora che fosse istituzionalizzata la figura di un tutor che assista i nuovi iscritti che arrivano da lontano”.

Nell’agenda della docente c’è poi un capitolo dedicato alle attività di campo. “Ne svolgiamo già, ovviamente, e sono di ottimo livello. Mi piacerebbe, però, che se ne riuscissero ad organizzare di più e per più giorni. Rappresentano un’esperienza fondamentale per chi sceglie di frequentare Biologia degli Ambienti Estremi”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 8

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