Prenderà il via il 25 febbraio in aula Sicca il BAIA Lab, il nuovo Laboratorio dedicato all’applicazione della blockchain e dell’intelligenza artificiale alla gestione dei sistemi aziendali, promosso dalle professoresse Nadia Di Paola e Silvia Cosimato. L’obiettivo del Laboratorio – è a numero chiuso con un massimo di 20 partecipanti, le iscrizioni sono già aperte – è offrire agli studenti una prospettiva fortemente pratica e applicativa sull’utilizzo delle tecnologie in ambito aziendale “in particolare dell’intelligenza artificiale e della blockchain”, sottolinea la prof.ssa Di Paola.
Il laboratorio nasce con l’intento di ampliare lo sguardo degli studenti oltre la singola competenza tecnica: “L’idea è sviluppare una visione trasversale, andando oltre la competenza verticale sulla singola tecnologia che gli studenti possono acquisire in altri corsi”. Il focus sarà infatti sull’integrazione tra strumenti diversi: “Ci concentreremo sull’uso in sinergia delle tecnologie, per ottenere risultati innovativi all’interno delle imprese”. In particolare, si approfondirà l’interazione tra intelligenza artificiale e blockchain, “esplorando come l’una possa complementare l’altra e viceversa”. Un ambito ancora di frontiera, che sarà affrontato attraverso un approccio aperto al confronto: “Entreremo in questo campo insieme agli studenti, stimolando dialogo e dibattito”.
Sul piano metodologico, il laboratorio adotterà un approccio didattico basato sulla flipped classroom. “Useremo la didattica invertita: gli studenti saranno stimolati a fare ricerche in autonomia e a preparare contenuti che poi discuteremo in aula”, spiega la docente. I partecipanti saranno chiamati anche a sperimentare strumenti di intelligenza artificiale generativa: “esploreranno come funzionano e quali sono le loro potenzialità, per poi verificare insieme in classe”.
Una componente consistente sarà rappresentata dalle testimonianze aziendali: “di professionisti e manager che porteranno casi reali e le sfide che stanno affrontando rispetto a queste tecnologie”.
Il percorso si concluderà con una prova finale progettuale: “Sarà un project work, probabilmente in coppia, sull’integrazione di soluzioni tecnologiche, basato su almeno le due tecnologie, ma aperto anche ad altre”.
Il numero ristretto di partecipanti è una scelta precisa: “Vogliamo lavorare con un gruppo piccolo, tra 20 e 25 studenti al massimo, per garantire qualità e interazione”.
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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 28







