Quattro curricula, Museologico il più scelto. “Non possiamo che essere entusiasti: il nostro Corso piace”, afferma la prof.ssa Paola D’Alconzo, docente di Museologia e critica artistica e del restauro e Coordinatrice della nuova Magistrale in Patrimonio culturale, Storia delle arti e Museologia. Il bilancio del primo semestre mostra una risposta che va oltre le aspettative iniziali.
“Già a novembre, le stime preliminari parlavano di circa 60 iscritti, un dato significativo per una Magistrale al primo anno di attivazione e destinato ad aumentare – prosegue – Abbiamo scelto di mantenere requisiti di accesso piuttosto alti e questo ha richiesto ad alcuni studenti di completare esami propedeutici prima dell’iscrizione. Molti lo stanno facendo proprio in questi mesi e il riscontro resta comunque molto incoraggiante”. Accanto ai numeri, emerge con forza anche la qualità della partecipazione. “I docenti che hanno concluso il primo semestre e avviato gli esami hanno riscontrato un’ottima preparazione”, sottolinea. Questo significa che gli studenti “non solo hanno apprezzato l’offerta formativa, ma hanno anche studiato con attenzione”.
L’ampia possibilità di scelta con i quattro curricula offerti – Medievale, Moderno, Contemporaneo e Museologico – risponde alle esigenze di tutti ma è anche impegnativa. “È una struttura complessa, con molte opzioni; questo aspetto piace agli studenti, anche se comporta una distribuzione disomogenea tra i corsi”. Tra i percorsi più seguiti spicca quello Museologico, che ha già registrato risultati molto positivi: “La docente di Museologia ha ottenuto esiti migliori delle aspettative già al primo appello di gennaio”.
Elemento centrale del Corso è la didattica esperienziale, pensata per affiancare costantemente teoria e pratica. “Alle lezioni frontali affianchiamo seminari, sopralluoghi e attività direttamente sulle opere – racconta la prof.ssa D’Alconzo – È uno dei nostri fiori all’occhiello che sta dando i suoi frutti”. Un’impostazione che caratterizza anche il suo insegnamento di Teoria e storia del restauro che si tiene nel secondo semestre: “Porterò gli studenti nei laboratori, nei cantieri di restauro, a incontrare i professionisti del settore. Non è un’eccezione, ma una scelta strutturale che abbiamo deciso di adottare”. In questa direzione va anche il lavoro avviato con musei e istituzioni culturali: “Stiamo costruendo accordi per svolgere parte della didattica direttamente nei musei. Non si tratta solo di visite, ma di lezioni in loco, continuative. È un processo complesso da organizzare, ma ci stiamo lavorando”.
Prosegue fitto anche l’impegno sull’internazionalizzazione. “Abbiamo riattivato i contatti con le università partner per i percorsi di double degree. Ora stiamo seguendo tutti i passaggi necessari, armonizzando gli insegnamenti tra sistemi universitari diversi”. Un percorso che richiede prudenza: “I double degree partiranno dal secondo anno ma saranno pienamente attivi soltanto a partire dalla seconda coorte di iscritti. Preferiamo non creare aspettative che non possiamo garantire”.
Resta, dunque, ben definita l’impostazione complessiva del percorso accademico: “I nostri punti fermi sono una formazione solida, lo studio rigoroso, l’esperienza diretta e l’apertura internazionale, elementi fondamentali per preparare gli studenti a confrontarsi in modo concreto e consapevole con il mondo del patrimonio culturale”.
Studenti consapevoli e interessati ad Archeologia. Segnali incoraggianti anche al termine del primo semestre della Magistrale in Archeologia del Mediterraneo. Attivato quest’anno e coordinato dalla prof.ssa Rosalba Di Meglio, docente di Storia medievale, il Corso si inserisce in continuità con il precedente curriculum archeologico, rafforzando al tempo stesso l’attenzione all’organizzazione didattica, all’innovazione e all’internazionalizzazione.
“La media degli studenti interessati è rimasta stabile rispetto al vecchio curriculum – spiega la Coordinatrice – e anche il numero degli iscritti è in linea con quello degli anni precedenti”. Attualmente si contano una ventina di studenti, un dato che non è ancora definitivo: “Le immatricolazioni verranno chiuse il 31 marzo, quindi sarà possibile tracciare un bilancio più preciso solo nelle prossime settimane”. I riscontri più positivi arrivano dall’andamento didattico: “Gli studenti sono molto preparati e motivati e stanno sostenendo gli esami con successo”.
Una situazione che conferma una tendenza già nota: “La situazione non era preoccupante prima e non lo è adesso. Ci muoviamo in una continuità decisamente positiva”. Per quanto riguarda i nuovi insegnamenti, Di Meglio sottolinea in particolare l’importanza di Tecnologie digitali per la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale, affidato al primo semestre ad un docente di recente nomina, il prof. Cristiano Russo: “È un insegnamento che considero strategico anche se una valutazione più puntuale sull’andamento dell’esame potrà essere fatta solo a fine febbraio, tenendo conto del fatto che non tutti gli studenti erano già laureati o hanno potuto frequentare con continuità”. Nessuna criticità nemmeno sul piano organizzativo.
“Chi sceglie una Magistrale in Archeologia è uno studente consapevole e realmente interessato”, afferma Di Meglio, evidenziando l’importanza del rapporto diretto con gli iscritti. “Restiamo in contatto costante anche attraverso un gruppo WhatsApp, che ci consente di seguire più da vicino le esigenze di tutti i nostri iscritti”. Questo approccio si riflette anche nella costruzione dell’orario del secondo semestre. “Stiamo lavorando ad un’organizzazione che faciliti la frequenza. Poiché tutti gli insegnamenti sono a scelta, non è semplice prevedere le preferenze, ma con numeri contenuti riusciamo a garantire una buona flessibilità. Questo è un vantaggio”. Il secondo semestre partirà ad inizio marzo e, assicura Di Meglio, “tutto sarà sotto controllo”.
Si attende già con trepidazione l’attivazione del secondo anno. “Le novità più significative riguarderanno proprio il secondo anno”, spiega la Coordinatrice, tra il possibile rafforzamento del double degree con l’Università di Granada, l’attivazione di un tirocinio da 150 ore e un laboratorio di digitalizzazione. A guidare il progetto resta una visione chiara della didattica universitaria: “Ci teniamo a garantire un’attenzione costante – conclude Di Meglio – Vogliamo accompagnare gli studenti passo dopo passo, puntando al massimo successo formativo e ad una didattica di qualità, capace di coniugare solidità scientifica, innovazione e attenzione reale alle persone”.
Giovanna Forino
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