Energia, potere e nuovi equilibri globali: il prof. Vittorio Amato firma una guida per comprendere il mondo che cambia

In un’epoca segnata da guerre, crisi energetiche, transizione ecologica e nuove competizioni globali, comprendere il rapporto tra energia e potere è diventato essenziale per interpretare gli scenari internazionali. È da questa consapevolezza che nasce Geopolitica dell’Energia. Attori, Strategie e Scenari in un’Epoca di Transizione (Editoriale Scientifica), il nuovo volume del professor Vittorio Amato, ordinario di Geografia Politica ed Economica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e tra i più autorevoli studiosi italiani di geopolitica.

Docente da oltre vent’anni presso l’Accademia Aeronautica e attuale coordinatore del Dottorato di Ricerca in Politiche pubbliche di coesione e convergenza in Europa, l’autore mette a disposizione del lettore una riflessione ampia e rigorosa su uno dei temi più strategici del nostro tempo: il ruolo dell’energia nella ridefinizione degli equilibri internazionali.

“Con questo volume ho voluto offrire uno strumento che permetta di leggere l’attualità internazionale con le categorie giuste”, spiega il prof. Amato. “Troppo spesso le crisi energetiche vengono raccontate come fenomeni tecnici o di mercato, mentre sono prima di tutto fenomeni di potere”.

Una chiave di lettura che attraversa l’intero lavoro e che restituisce centralità alla dimensione geopolitica delle risorse energetiche. Il libro analizza infatti come petrolio, gas naturale, energia nucleare, fonti rinnovabili e minerali critici rappresentino oggi molto più che semplici asset economici: sono strumenti di influenza politica, leve diplomatiche e fattori decisivi nella definizione delle strategie di sicurezza degli Stati.

Partendo dalle trasformazioni che hanno investito il sistema energetico globale negli ultimi anni, il volume ricostruisce le strategie dei principali protagonisti della scena internazionale – dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Russia all’Unione Europea, passando per il Medio Oriente, l’Africa subsahariana e le nuove rotte artiche – evidenziando come il controllo delle risorse e delle infrastrutture energetiche continui a essere un elemento determinante della competizione globale.

Particolarmente significativa è l’analisi dedicata alla transizione energetica, spesso descritta come un percorso inevitabile verso una maggiore cooperazione internazionale. L’autore propone una lettura diversa, mettendo in luce le nuove tensioni che stanno emergendo attorno alle tecnologie verdi e alle materie prime necessarie per realizzarle.

“La transizione energetica non sta riducendo la conflittualità internazionale, la sta semplicemente spostando”, osserva il professore. “Il controllo dei minerali critici e delle tecnologie pulite sta diventando altrettanto strategico quanto lo è stato per decenni il controllo del petrolio e del gas”.

Una riflessione che assume particolare rilevanza per l’Europa. Il volume dedica infatti ampio spazio alle vulnerabilità energetiche dell’Unione Europea e alle difficoltà nel costruire una reale autonomia strategica in un contesto caratterizzato da crescenti rivalità geopolitiche.

“L’Unione Europea si trova in una posizione di particolare fragilità su questo terreno”; “Il volume cerca di spiegare perché l’autonomia strategica europea passi necessariamente da una più consapevole politica energetica”. Con Geopolitica dell’Energia. Attori, Strategie e Scenari in un’Epoca di Transizione, l’autore offre dunque non soltanto un saggio di grande attualità, ma anche una bussola interpretativa per orientarsi in un mondo in cui la competizione per le risorse, le tecnologie e la sicurezza energetica è destinata a influenzare sempre più profondamente il futuro delle relazioni internazionali.

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