Esami, lo scritto è uno scoglio importante. Sessione invernale, la parola agli studenti

Tra caffè fumanti e appunti sparsi ovunque, gli studenti si preparano ad affrontare gli esami della sessione invernale. Per molti dei quali le vacanze di Natale si sono trasformate in una maratona di studio senza fine. “Tra una festa e l’altra, non ho mai abbandonato i libri – confessa Elena, studentessa di Lettere Moderne, pronta ad affrontare Linguistica Generale – È un esame difficile, l’ho rimandato per un po’, ma ho approfittato delle vacanze di Natale per studiare tutto il giorno, senza corsi da seguire. Mi sono esercitata molto sulla fonetica e sulla grammatica generativa, le parti in cui mi sentivo più insicura”.

Lo scritto, per molti studenti di Lettere, resta uno scoglio importante: “Siamo più abituati agli orali, quindi il tempo limitato e gli esercizi ci mettono in difficoltà. Speriamo comunque di passarlo con un buon voto, per poi giocarci tutto all’orale e provare ad alzare la media”. Una sensazione condivisa anche da Enrico, suo collega: “Filologia romanza, con la parte scritta, è stata complicata soprattutto per i tempi strettissimi. Per questo ho rimandato anche Linguistica Generale e ho deciso di seguire nuovamente il corso”.

Una scelta che si è rivelata strategica: “È uno degli esami più complessi. Tornarci sopra mi ha permesso di consolidare le competenze e di costruire un background più solido in vista della Magistrale. Ho scoperto che la linguistica mi piace davvero molto e punto al massimo”.

Il fascino di Letterature Moderne Comparate

Tra le aule e gli studi docenti, c’è anche chi vive la sessione con entusiasmo. Letterature Moderne Comparate affascina gran parte degli iscritti a Lettere, come dimostrano le lunghe attese fuori dallo studio della prof.ssa Elisabetta Abignente.

“È stato un esame meraviglioso da preparare – racconta Jessica, studentessa del secondo anno – Ripetere durante le feste non mi è pesato affatto: quando una disciplina ti prende così tanto, studiare diventa un piacere”. Anche la parte di critica, spesso percepita come più ostica, “fornisce strumenti fondamentali per leggere opere letterarie e altre arti in chiave comparatistica”. Il programma attraversa narrativa, adattamento e serialità nella produzione letteraria e televisiva contemporanea, da Jane Eyre a Piccole donne, fino a L’amica geniale.

“Ho scelto L’amica geniale perché sia i romanzi sia la serie tv sono stati importantissimi per me durante l’adolescenza. Sono molto affezionata a quest’opera e mi sento onorata di poter sostenere un esame su tematiche che amo così tanto”, spiega Jessica. C’è anche chi, come Manuel, può già festeggiare: il suo primo 30 e lode della sessione arriva proprio da Letterature Moderne Comparate.

“Ho scelto il percorso del ‘diventare adulte’, mettendo in relazione Piccole donne di Louisa May Alcott, la serie Rai e il film di Greta Gerwig. È stato assolutamente stimolante”. Più che un esame, racconta, “è stata una chiacchierata tra appassionati. Manuale e testi critici sono stati illuminanti e mai pesanti. Certo, è una materia complessa, con tanti concetti e termini tecnici, ma è un mondo meraviglioso: chiederò sicuramente la tesi in questa disciplina”.

Passione anche tra gli studenti della Triennale in Lingue, dove però anche qui l’entusiasmo deve spesso fare i conti con programmi densi. “Sono bellissimi, ma impegnativi: per essere davvero preparati, soprattutto se si punta ad una media alta, serve molta disciplina”, racconta Michela, studentessa del secondo anno. All’esame di Letteratura francese arriva preparata, ma con un po’ di comprensibile ansia: “È la mia letteratura preferita, ma resta un esame da non prendere alla leggera”.

Il programma spazia tra Cinquecento e Seicento in una prospettiva europea: “È molto ricco, con saggi critici e numerosi testi. Il metodo che mi ha aiutato di più è stato studiare direttamente in lingua originale, cercando di pensare in francese”. Un approccio che paga: il risultato è un 28. “È un ottimo voto, sono fiera del mio metodo di studio”. Per le matricole, invece, Letteratura italiana rappresenta spesso una scelta rassicurante.

“È un esame più familiare, per questo l’ho scelto come primo in assoluto del mio percorso universitario – racconta Luca, al primo anno – Il prof. Andrea Salvo Rossi è stato fantastico: grazie alle sue lezioni, lo studio a casa è stato soprattutto ripetizione. Il vero banco di prova saranno gli esami di lingua”. Il primo esame, però, non si scorda mai. “Ho preso 27 – dice soddisfatta Ludovica – È un buon risultato, considerando una mole di programma molto più ampia rispetto al liceo. Per le prossime materie cercherò di fare sempre meglio”.

Inizio perfetto anche per Cristina, che conquista un 30 e lode: “È una materia che ho sempre amato e che sono felice di aver ripreso in chiave accademica. Ora mi aspettano gli esami di linguistica, più difficili ma fondamentali per chi studia Lingue. L’obiettivo è diventare davvero fluenti e competenti, anche se la letteratura resta il mio primo amore”.
Giovanna Forino

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