Esordio assoluto per il corso di Latino zero destinato agli studenti di Lettere Moderne

Un aiuto concreto per gli studenti che arrivano a Lettere Moderne senza aver mai studiato latino. Nasce con questo obiettivo il corso zero, pensato per accompagnare in modo strutturato verso gli esami di Letteratura latina. Ad illustrarne finalità e organizzazione è il prof. Daniele Di Rienzo: “Abbiamo molti immatricolati provenienti da percorsi scolastici in cui il latino non è previsto e che si trovano costretti a ricorrere a lezioni private o a forme di autoapprendimento spesso improvvisate. Da qui l’idea di istituire un vero corso pensato per chi parte completamente da zero”.

Si tratta di una iniziativa alla sua prima edizione in assoluto. “In passato era attivo il tutorato affidato a dottori di ricerca o dottorandi, un supporto utile in cui giovani studiosi offrivano aiuto per la preparazione dell’esame, ma ci siamo resi conto oggi che le difficoltà sono più profonde”. Per questo si è scelto di puntare “su una figura con una specifica competenza didattica”. Il corso sarà infatti affidato a una docente della scuola secondaria: “Abbiamo pubblicato un bando e la vincitrice è Margherita Salvatore che terrà le lezioni”.

Il percorso è costruito in modo graduale: “Si comincia con la grammatica italiana, perché è fondamentale conoscere bene la sintassi della propria lingua. Solo dopo si passa alla morfologia e alla sintassi latina”. L’obiettivo è fornire strumenti solidi e mirati: “Studieremo la lingua nei suoi elementi minimi – morfologia nominale e verbale e, naturalmente, la sintassi – affrontando contenuti di base come il congiuntivo, i valori di ut, le subordinate soggettive e consecutive: argomenti che a scuola si distribuiscono nel tempo e che qui saranno concentrati nelle ore a disposizione”.

Il corso prevede 40 ore complessive: “Una prima tranche di 20 ore si svolgerà entro fine maggio; dopo la pausa per gli esami di giugno, la seconda parte si terrà a metà luglio”, illustra Di Rienzo. Non solo teoria: “Sono previsti anche approfondimenti sui testi d’esame. Le conoscenze apprese a livello teorico verranno subito applicate sui brani previsti per Latino I, in particolare Catullo e Cicerone”.

Per quanto riguarda l’accesso, la procedura è stata gestita in modo diretto: gli studenti hanno dovuto comunicare la propria adesione alla prof.ssa Salvatore entro il 5 marzo. Al momento non è previsto un numero chiuso: “Il corso è dedicato in particolare a chi non abbia mai studiato latino ma, se ci sarà la possibilità, potrà accogliere anche chi, pur avendolo studiato, sente il bisogno di riprendere i concetti di base”. L’importante però è “non aver ancora sostenuto nessun esame di Letteratura latina, chi infatti si trova in debito solo dell’esame di Latino II non potrà accedere”.

Il progetto apre in dimensione sperimentale, ma con prospettive definite. “In un certo senso è un esperimento, ma sappiamo dove vogliamo arrivare: l’obiettivo è farlo diventare stabilmente parte dell’offerta formativa della Triennale in Lettere Moderne. Vogliamo rendere l’iniziativa il più accessibile possibile”.

Secondo Di Rienzo, il nodo principale resta la carenza di basi grammaticali: “Non conoscere la grammatica pregiudica la capacità di comprendere e interpretare un testo. Ci sono studenti molto validi che riescono a recuperare da soli, ma se guidati possono farlo meglio e in tempi più ragionevoli”. Un aspetto decisivo, considerando il peso del latino nel percorso di studi: “Si tratta di esami obbligatori e imprescindibili per il curriculum di Lettere; con basi fragili, anche la mole dei testi da affrontare diventa più complessa”.

Studiare a Lettere Moderne deve essere, dunque, un’opportunità aperta a tutti gli appassionati. È in questa direzione che si muove l’impegno dei docenti, come sottolinea Di Rienzo: “Vogliamo ampliare la platea del Corso di Laurea anche agli studenti provenienti da istituti tecnici o professionali che, con la giusta guida e il necessario impegno, possono colmare il divario iniziale e raggiungere gli stessi traguardi di chi proviene da un liceo”. Al Dipartimento, assicura, “non si accettano sbarramenti di alcun tipo”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 25

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