Euro digitale, un incontro l’8 maggio

Un’attenzione particolare del corso di Storia Economica tenuto dalla prof.ssa Maria Carmela Schisani è dedicata all’evoluzione storica della moneta e della finanza. In questo contesto si inserisce l’incontro in programma l’8 maggio presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, dedicato al tema delle monete digitali. “L’evento offrirà l’opportunità di ascoltare direttamente un responsabile del progetto dell’euro digitale della Banca d’Italia, per comprendere quali scenari si aprono per il futuro della moneta dopo averne studiato l’evoluzione storica”, spiega la docente.

Attraverso queste attività il corso mira a sviluppare una consapevolezza critica negli studenti: “L’obiettivo non è fornire giudizi definitivi, ma stimolare uno sguardo critico: analizziamo gli esiti delle politiche economiche, il loro impatto sulla crescita e sullo sviluppo dei paesi, e il ruolo di fattori come istituzioni, risorse e finanza”.

Il corso, infatti, si caratterizza per un approccio didattico che mette in dialogo il presente con il passato, partendo dai grandi temi dell’attualità – “perché la storia economica torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico”, un esempio le recenti dinamiche della politica economica internazionale “i giornali americani parlano di un possibile neomercantilismo legato alle politiche protezionistiche e alla competizione per il controllo di territori ricchi di risorse di Trump” – per ricostruirne le radici.

Temi che richiamano modelli economici e geopolitici già sperimentati in passato. Allo stesso modo, l’attuale trasformazione tecnologica spinge a rileggere una delle fasi più decisive dello sviluppo economico moderno. “Si torna a parlare della rivoluzione industriale perché stiamo vivendo una nuova rivoluzione tecnologica e informatica, in cui l’intelligenza artificiale rappresenta una nuova fase del cambiamento industriale”, osserva la docente. Ripercorrere questi passaggi consente di comprendere meglio le paure e le trasformazioni del presente: “Analizziamo la trasformazione del mercato del lavoro, la sostituzione del lavoro umano con le macchine e i timori dei lavoratori, come quelli espressi dal movimento luddista, che oggi tornano in forme diverse”.

Il corso invita quindi gli studenti a leggere l’attualità con strumenti storici. “Partire dalle notizie dei quotidiani e dei telegiornali ci riporta alla memoria del passato”, spiega Schisani. Questioni come la difesa dei confini, le tensioni geopolitiche e gli equilibri internazionali diventano così oggetto di riflessione storica. “Si torna a discutere della stabilità dell’ordine internazionale: dalla pax britannica interrotta dalla Prima guerra mondiale alla pax americana costruita dopo la Seconda guerra mondiale con istituzioni come l’ONU e la NATO. Oggi vediamo nuovamente emergere interrogativi sulla tenuta della pace mondiale”.

Oltre alle lezioni frontali, il corso prevede attività di approfondimento su grandi temi dell’economia contemporanea. “Da circa cinque anni affianco alle lezioni la lettura di testi dedicati a questioni attuali come la green economy, il gender gap, la geopolitica delle terre rare, il debito mondiale e il ruolo della comunità europea”, racconta la docente. I materiali sono selezionati tra opere di economisti di primo piano, premi Nobel e autorevoli giornalisti economici, con l’obiettivo di sviluppare capacità critiche negli studenti. L’approccio didattico mira infatti a costruire un ponte tra analisi storica e interpretazione del presente.

“Gli studenti, attraverso queste letture, possono esporre e discutere temi complessi con uno sguardo di lungo periodo, collegando il passato alle dinamiche economiche contemporanee”. Tra i concetti centrali affrontati nel corso vi è quello della “distruzione creatrice”, elaborato da Joseph Schumpeter, spesso richiamato per interpretare le trasformazioni delle nuove rivoluzioni tecnologiche. Le lezioni affrontano anche temi legati alla sostenibilità economica e sociale.

“Problemi molto attuali, come la sostenibilità o il fenomeno dell’overtourism, vengono analizzati con una prospettiva storica di lungo periodo”, sottolinea Schisani. L’obiettivo è far comprendere agli studenti che “l’economia è una scienza del presente, ma il presente affonda sempre le proprie radici nel passato, che rappresenta una guida e un’esperienza fondamentale per interpretare il mondo contemporaneo”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 23

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