Design e sostenibilità alimentare: Bip a Barcellona. Partecipano 5 studentesse. “Faremo immaginare loro una sorta di futuro dei sistemi alimentari del Mediterraneo”

Cinque studentesse del Corso di Design, una delle quali di nazionalità iraniana, trascorreranno l’ultima settimana di febbraio a Barcellona presso l’Instituto Europeo de Diseño. Le ragazze hanno concorso al bando per la partecipazione al programma Erasmus+ Blended Intensive Program (BIP) ‘The Future(s) of Mediterranean Food Systems’ per mobilità breve.

L’attività che svolgeranno in Spagna ha avuto un prologo con una serie di lezioni introduttive online che si sono svolte durante la prima metà del mese. Partirà con le studentesse anche il prof. Ernesto Ramon Rispoli, che insegna nel Corso di Laurea in Design, ed è da tempo attivo sui temi di un design che sia attento alle esigenze delle comunità e della sostenibilità sia nell’ambito della ricerca sia nell’ambito della didattica. Organizza tra l’altro ogni anno un evento che s’intitola Rethinking food systems in the Anthropocene durante il quale i partecipanti propongono progetti e soluzioni alle sfide della sostenibilità alimentare.

Lavora nell’Alleanza Aurora e con altri docenti e ricercatori collabora con una scuola in Ecuador che tratta i temi della sostenibilità e della equità alimentare. “Oltre a noi e alla Spagna – riferisce il docente – partecipano al BIP un ateneo parigino e la sede romana dello IED (Istituto Europeo di Design). Le attività che le studentesse seguiranno a Barcellona saranno focalizzate su progetti attraverso i quali il design e l’imprenditoria sociale possono contrastare la pressione della grande distribuzione e dell’agricoltura intensiva.

I ragazzi si metteranno insieme in gruppi composti da diverse nazionalità per pensare alternative di sostenibilità ambientale ed equità sociale negli ambiti della produzione e della processazione del cibo, della valorizzazione dei gruppi di consumo e di produzione diretta, degli orti urbani, della permacoltura. Faremo immaginare loro una sorta di futuro dei sistemi alimentari del Mediterraneo in una maniera che sia il più possibile inclusiva e sostenibile. Io terrò lezione sul rapporto tra sistemi alimentari e territorio”. Il Bip prevede diverse attività sul campo che si svolgeranno a Barcellona.

“Per esempio – dice il prof. Rispoli – visite ai mercati di quartiere e ad un centro di gastronomia che nella città catalana porta avanti una ricerca molto interessante sul rapporto tra gastronomia e territorio. A conclusione delle attività, i gruppi di studenti avanzeranno le loro proposte. Sarà interessante anche osservare come collaboreranno gli allievi di Design con quelli francesi che provengono da un percorso di studi di business e impresa sociale. Ci sarà, insomma, una mescolanza di saperi e di attitudini, oltre che di nazionalità”.

Ma qual è oggi il ruolo del design nello sviluppo di iniziative improntate alla sostenibilità e all’equità? “Il design – risponde il docente – può contribuire in tanti modi diversi. Oggi non si parla più solo di design industriale, ma anche di design dei processi. L’idea che sottende questa interpretazione della disciplina è di non progettare solo artefatti, ma anche sistemi di distribuzione sostenibili.

Per esempio un’applicazione digitale che mette in comunicazione produttore e consumatore e aiuta a saltare l’intermediazione commerciale oppure una cucina cooperativa di quartiere o, perché no, un supermercato cooperativo o ancora un orto urbano comunitario. Ci sono applicazioni nel campo del design digitale con nuove tecnologie su algoritmi e intelligenza artificiale che ottimizzano i rifornimenti per minimizzare gli sprechi alimentari”.
Fabrizio Geremicca

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