Il momento più bello per gli studenti di Medicina: indossare il camice. Farmacologia, un esame “tosto, si sa”

In piena sessione d’esame, ma anche impegnati entro breve, di nuovo, nelle aule e nei reparti per lezioni e cliniche. Studentesse e studenti di Medicina popolano il Policlinico in un marzo intenso. Ilaria Longobardi è nei giardinetti adiacenti all’Edificio 20, passeggia nervosamente in tondo con un libro in mano, e sussurra tra sé e sé. Il motivo è presto detto: “tra un paio d’ore devo sostenere Farmacologia II, sono al quinto anno, ma sto terminando alcuni esami del quarto. Ho già sostenuto Medicina di Laboratorio a gennaio e poi mi sono buttata a capofitto su questo, che mi ha tenuto bloccata per due mesi.

È tosto, si sa”. Il tempo di scambiare una chiacchiera e poi la studentessa si isola da tutto il resto per immergersi a capofitto nelle ultime ripetizioni prima di conferire. Più rilassata invece Arianna Ferrantino, del quarto anno, che racconta della sessione dall’atrio dell’Edificio 20. Ha svolto Medicina di Laboratorio e soprattutto Gastroenterologia ed Endocrinologia, che sicuramente è stato “quello più complicato”, trattandosi “della prima vera clinica per me”.

Ha dovuto fare i conti con alcune difficoltà: “ho scoperto come ci si interfaccia con un paziente, non ero abituata al nuovo approccio di studio tant’è che ho dovuto sostenerlo due volte”. Di certo la studentessa si è resa conto di “quanto sia delicata la vita e quanto sia importante il nostro lavoro. Fino al terzo anno il percorso è fatto di sola teoria, si fa fatica a rendersene conto fino in fondo di cosa fa un medico e delle responsabilità che ha. Devo dire che questo esame mi ha dato uno sprint in più per proseguire”.

Arianna ammette poi che “più si va avanti, più è difficile stare al passo, proprio adesso sto preparando Dermatologie”. Gaia Gentile, del quinto anno, è accucciata nei pressi di una rampa di scala e legge. È riuscita a superare Farmacologia I, che aveva arretrato, pure il cosiddetto Testa-collo, un blocco unico che riunisce vari esami, “in più sto preparando un altro esame di anni precedenti, ovvero Nefrologia”. Nessun dubbio su quello più duro della sessione: “proprio Farmacologia, che ho iniziato a preparare a novembre. Prevede uno scritto tosto e due orali, quando l’ho superato ho tirato un sospiro di sollievo enorme”.

In programma ci sono “Cardiologia, che è molto importante, e poi Neurologia”. Sulle cliniche fatte di recente, ha spiegato: “Dermatologia mi ha consentito di fare più giorni di tirocinio. Sono stata all’Edificio 10, è stata la migliore esperienza avuta finora”. Poco lontano Armando Sepe, studente del terzo anno, trotterella senza una meta precisa, anche lui con un librone in braccio sul quale si scorgono le tante sottolineature effettuate con i più disparati evidenziatori. Dice di essere abbastanza stanco, essendo a fine sessione: “domani ho l’ultimo esame, Igiene e Medicina del territorio.

C’è un po’ più di pressione anche perché è l’ultima data disponibile. Mi sento meno preparato rispetto ai precedenti di gennaio e febbraio, Patologia Generale e Metodologia clinica I; quello più ostico è proprio Igiene, che esce un po’ fuori dal tracciato solito, si parla di sistema sanitario nazionale, inquinanti chimici, leggi, norme”. Sul secondo semestre: “abbiamo Fisiopatologia, Farmacologia I, Anatomia patologica I e Metodologia clinica II. Fortunatamente per il primo ci sarà un preappello a fine aprile, che sfrutterò di sicuro, perché quattro esami in estate sono pesanti”.

Noemi Conte, sesto anno, ormai alla fine del percorso, ha sostenuto lo scritto di Anatomia II ed è in procinto di dare l’orale, “è abbastanza complicato, anche perché per me è il penultimo esame, c’è un bel po’ di stanchezza”. Sulle tante cliniche, tra Neurologia e le altre non c’è paragone, “perché anche senza strumenti puoi effettuare una visita a un paziente, ti fa sentire medico per davvero. Tenterò questa strada per la Specializzazione”.

Michela, quarto anno, ha iniziato le cliniche, a partire da Gastro-Endo e ora è impegnata in Dermatologia, che darà a marzo. Dopo tanta teoria, è passata alla pratica: “non è che riusciamo a fare moltissimo, si tratta soprattutto di osservazione, di sicuro è un’altra emozione il solo indossare il camice”. Ci vuole del tempo, ma freme all’idea di sostenere alcuni esami del sesto anno: “Pediatria e Ginecologia, non vedo l’ora.

Mi attirano tantissimo”. Chiude Annunziata Casabona, anche lei iscritta al quarto anno, entusiasta delle clinical rotation iniziate con il triennio clinico: “è stato davvero interessante avere un primo contatto con il paziente, la parte di Endocrinologia è quella che mi è piaciuta di più. Inoltre, trovo molto più stimolante anche il cambiamento di approccio agli esami, dopo tanta teoria”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 26

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