La Campania interna è uno scrigno di tradizioni e storie, ma vive ormai da molto tempo il fenomeno dello spopolamento. Diversi paesi sono semi-abbandonati. Poche le nascite, molte le partenze dei giovani. Lo ha raccontato, tra gli altri, lo scrittore Franco Arminio, che è originario di Bisaccia, in Irpinia. In uno di questi Comuni – Gioia Sannitica, nell’Alto Casertano – decine di studenti del Corso di Laurea Magistrale in lingua inglese in Design hanno partecipato ad un vero e proprio laboratorio all’aperto.
È accaduto durante il Summer Laboratory, una nuova iniziativa basata sul design nell’ambito dell’intervento numero 2 – ‘Iperspace: Spazio per tutto e per tutti’ del progetto “NONsoloparco” – organizzato con la supervisione scientifica del prof. Alfonso Morone, docente di Industrial Design, e con la partecipazione organizzativa e scientifica dei professori Ivo Caruso e Susanna Parlato, dei tutor Edoardo Amoroso, Mariarita Gagliardi, Silvana Donatiello, Cui Kegang, Iole Sarno, e con la consulenza della lighting designer Else Caggiano.
Al gruppo di lavoro hanno contribuito anche il prof. Raffaele Catuogno, per le esigenze di rilievo digitale, ed il prof. Sandrino Marra, per le ricerche storico-etnografiche. Racconta Morone: “Il lavoro si è svolto in diverse fasi. La prima è stata quella di ricognizione, monitoraggio, acquisizione di notizie e informazioni relative alla storia, alla cultura, alla struttura sociale ed economica, alle criticità e alle problematiche di Gioia Sannitica. Abbiamo cercato, in altri termini, di entrare nella realtà del paese relazionandoci con chi lì vive ed amministra.
Da questa esplorazione sono emersi forti elementi simbolici dell’identità locale – dal mito di Erbanina alle grotte di San Michele, fino al passaggio della Via Francigena – che hanno alimentato un processo progettuale capace di coniugare memoria e contemporaneità”. Nel corso della Summer School 2025, poi, gli studenti hanno focalizzato la propria attenzione sul tema dell’acqua. “È una risorsa naturale e culturale – sottolinea il prof. Morone – che da secoli rappresenta il principale legame identitario della comunità di Gioia Sannitica. La straordinaria presenza di sorgenti naturali e riserve carsiche del Matese ha storicamente sostenuto l’economia agro-pastorale locale e, ancora oggi, alimenta grandi centri urbani come Napoli e Benevento”.
La relazione profonda tra comunità e acqua “trova la sua espressione più tangibile nei lavatoi storici, tredici manufatti disseminati nelle diverse frazioni del Comune. Luoghi di servizio ma anche di socialità e vita pubblica, rappresentano una continuità tra generazioni e un simbolo di connessione collettiva”.
Durante il lavoro sul campo, gli studenti hanno visitato questi spazi e altri luoghi, sperimentando il valore materiale e immateriale dell’acqua nella vita quotidiana degli abitanti. In questo contesto, e a valle di queste esperienze, si è sviluppato il progetto finale del Summer Laboratory.
“Gli studenti hanno progettato – racconta il prof. Morone – una installazione luminosa capace di accendere l’attenzione sui lavatoi e di raccontare, attraverso la luce, il rapporto tra acqua e comunità. L’allestimento temporaneo, previsto nel principale lavatoio di Gioia Sannitica, sarà un dispositivo narrativo ed emozionale in grado di evocare sensazioni, ritualità e significati legati all’acqua, proponendosi come modello per un percorso esperienziale diffuso su tutto il territorio comunale.
L’installazione sarà accompagnata da un progetto di comunicazione integrato, basato su testimonianze video e contenuti narrativi dedicati alla memoria e alla socialità dei lavatoi. Piccoli supporti fisici – placchette con QR code posizionate nei pressi dei siti – guideranno visitatori e cittadini verso contenuti digitali accessibili tramite social media, web app e sito istituzionale del Comune, costruendo una rete di luoghi e storie legate all’acqua”. Una vera e propria mostra all’aperto, in sostanza, per seguire le tracce dell’acqua e con esse della memoria di Gioia Sannitica.
Chi lo desidera potrà visitarla fino al 28 febbraio. Per gli studenti (“provenienti da ogni parte del mondo – abbiamo allievi europei, iraniani, indiani”) uno stimolante scambio culturale “con persone di età ed estrazione diversa che vivono a Gioia Sannitica” e l’opportunità “di progettare un allestimento, dunque qualcosa di nuovo, per valorizzare testimonianze che arrivano a noi dal passato, dalla sedimentazione di una cultura secolare”.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 10







