“Noi ci saremo sempre durante il vostro percorso. Saranno anni belli, pieni di amicizie e soddisfazioni, frequenterete persone che vi accompagneranno per anni. Ci saranno anche momenti complicati: non abbattetevi. Rivolgetevi a noi docenti, se siamo qui è perché ci siete voi. La nostra disponibilità è totale, non chiudetevi in voi stessi. Vi auguro un cammino pieno di gioia”, queste le parole rivolte dal prof. Giovanni Esposito, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, a quelle studentesse e a quegli studenti che, dopo le peripezie del semestre filtro, sono ufficialmente (e definitivamente) iscritti al primo anno della Magistrale a ciclo unico che li porterà a indossare il camice bianco.
Sono solo le 8.30 di mattina, è il 9 febbraio, ma l’Aula Magna ‘Gaetano Salvatore’ è piena, l’atmosfera distesa, i volti sono sorridenti e si percepisce la voglia generale di immergersi nella vita universitaria dopo un lungo periodo di incertezze e ansie. Il Presidente ha proseguito: “lavoriamo tutti giorni per facilitare il vostro percorso di formazione, soprattutto dopo la recente riforma. Abbiamo provato a mettervi nelle condizioni migliori possibili, siamo stati il secondo Ateneo in Italia per numeri di iscritti.
Quando ero io uno studente, Medicina non attraeva molto, era un percorso difficile e caratterizzato dal precariato. Da allora è cambiato tutto. Resta un percorso complesso, ma vi porterà alla piena soddisfazione professionale. D’altronde parliamo di un campo che sta cambiando e noi stiamo provando ad adeguare l’offerta formativa: stiamo sviluppando un centro di simulazione avanzata a Scampia a supporto della didattica, nonché spazi ancora più ampi per voi, ora in fase di ristrutturazione”.
“Il medico non smette mai di studiare”
Discorso simile anche quello del prof. Gerardo Nardone, che del Corso è il Coordinatore uscente. Le sue sono state parole di incoraggiamento che, al tempo stesso, hanno portato in dote anche un monito da tenere bene a mente nei momenti più difficili. “Vi faccio i miei complimenti, avete superato prove complicate in poco tempo, questo denota una grande motivazione – ha esordito – Il nostro compito è quello di trasferirvi certamente il sapere, ma anche il saper fare. Ancora più importante – e anche questo spetta a noi trasmettervelo – è il saper essere medici.
Il Corso negli ultimi anni è cambiato proprio per favorire le attività pratiche, non solo facendovi frequentare i reparti, le sale chirurgiche, le corsie – cosa che avverrà al mattino durante il triennio clinico – ma mettendovi a disposizione anche laboratori provvisti di simulatori, ovvero manichini interattivi per mettere in essere quanto studiato e osservato”. Il docente ha proposto alcune riflessioni: “avete fatto una scelta che è ardua, parliamo di sei anni e 36 esami, più altri quattro o cinque anni di specializzazione, per un totale di circa dieci anni prima di poter entrare nel mondo del lavoro.
Ma non finisce lì, perché il medico non smette mai di studiare, il nostro campo è caratterizzato da rivoluzioni continue che stravolgono le nostre conoscenze e le nostre strategie terapeutiche. Per noi il Natale, la Pasqua non esistono, c’è una turnazione perché dobbiamo essere sempre disponibili per le persone che ne hanno bisogno. Quindi, ripeto, la vostra scelta deve tener presente questi orizzonti, non i lauti guadagni.
È vero, a tre anni dalla laurea più del 90% è occupato, ma gli introiti non sono più quelli di una volta. Se facciamo Medicina è perché vogliamo aiutare gli altri, conoscere il corpo umano. Non c’è cosa più bella di ascoltare il grazie di chi è stato accompagnato verso un percorso di guarigione. Pensate in grande e ricordate: il vincitore nella vita è colui che non smette mai di sognare, come diceva Nelson Mandela”.
Ha chiuso con gli interventi la prof.ssa Raffaella Faraonio che, in qualità di Coordinatrice proprio del secondo semestre, ha spiegato in cosa consisterà la parte di anno accademico che i futuri camici bianchi stanno per affrontare e com’è organizzata, fornendo informazioni dettagliate su calendario dei corsi, prove intercorso, canali a cui fare riferimento per dubbi e domande. La docente ha voluto incoraggiare gli studenti riprendendo una frase di Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica: “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso; ma lavorare insieme è un successo”.
“Era il mio sogno”
Al termine della presentazione, i ragazzi sono stati invitati a dirigersi verso le aule dove, nel giro di una mezz’ora, sono poi iniziate le prime lezioni in assoluto di Biochimica umana e Biologia molecolare, Basi della Medicina ed Etica clinica; mentre solo a maggio prenderà il via Istologia ed Embriologia umana, dopo una mini sessione d’esame che verrà aperta in via del tutto eccezionale. Il gruppo è stato suddiviso in due canali, A e B (matricole dispari e matricole pari), uno destinato a frequentare nell’Edificio 6, l’altro nell’Edificio 20. All’uscita dall’Aula Magna, Ateneapoli ha intercettato qualche studente, per raccoglierne brevemente le sensazioni del ‘primo giorno’.
Carolina si dice “molto emozionata” e che “era il mio sogno”. Vittoria Di Domenico parla di “grande soddisfazione, quasi non ci credo ancora”. Mariaelisa Ammaturo è felice soprattutto di “avercela fatta alla luce delle tante difficoltà incontrate. Dopo le prime due date ho superato solo Biologia, solo successivamente Chimica e Fisica. Infatti il momento più bello è stato scoprire di essere entrata”. Infine, Francesca, che ha superato tutte e tre gli step al primo tentativo, non vede l’ora “di andare finalmente avanti, questi mesi sono stati davvero molto stressanti”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 18-19







