Ingegneria Chimica si occupa “delle grandi sfide del futuro”

“Per me è un grandissimo onore essere la prima donna alla guida di Ingegneria Chimica, una disciplina che amo da ormai trent’anni e in cui c’è tutto il mio cuore – afferma la prof.ssa Almerinda Di Benedetto, docente di Chimica industriale tecnologica, neo-Coordinatrice del Corso di Laurea attivato dal Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale con Ingegneria dei Materiali e Biomateriali guidato dal prof. Ernesto Di Maio – Sono felice di poter contribuire e lo farò con dedizione, dando il massimo”.

Per lei gli studenti sono il fulcro dell’intero percorso formativo: “L’idea è mettere lo studente al centro: è il fuoco di tutto”. L’obiettivo non è semplificare i contenuti, ma rendere il percorso più chiaro e strutturato: “Vogliamo lavorare perché il Corso sia il più snello possibile dal punto di vista organizzativo, non per facilitarlo. Non è semplice e non lo diventerà”. In questo equilibrio rientrano ascolto e responsabilità reciproca: “Lo studente deve sentirsi accolto e protetto, ma a lui chiediamo impegno, rigore e rispetto delle indicazioni dei docenti”.

Un altro obiettivo strategico riguarda la comunicazione del vero significato dell’Ingegneria Chimica, spesso fraintesa. “Ingegneria Chimica non è né solo ingegneria né solo chimica – sottolinea la prof.ssa Di Benedetto – ma è la disciplina che si occupa di nuove soluzioni per l’energia, del cambiamento climatico e delle grandi sfide del futuro”. Senza dimenticare il ruolo chiave nei settori produttivi: “L’ingegnere chimico è protagonista dell’innovazione in ambito farmaceutico, cosmetico e alimentare ed è al centro dei processi che portano alla realizzazione di prodotti di largo consumo”.

Da qui la volontà di “trasmettere ai ragazzi delle scuole cosa può fare davvero un ingegnere chimico”.
Grande attenzione sarà dedicata anche alla didattica laboratoriale e all’innovazione tecnologica: “Vogliamo costruire laboratori didattici importanti, sia sperimentali che virtuali”. E ancora: “Intendiamo portare sempre più tecnologia nel Corso di Studi, compresa l’intelligenza artificiale, sfruttandone le potenzialità senza filtri né paura”.

Il Corso di Laurea viene immaginato come una comunità aperta e inclusiva: “Vorrei che fosse vissuto come una grande famiglia, in cui crescere tutti insieme. È fondamentale lo scambio continuo e dare spazio agli studenti, rafforzando sempre di più il senso di appartenenza”.

Infine, un’attenzione particolare al ruolo delle donne nella disciplina: “Oggi il Corso vanta una perfetta gender balance, con circa il 50% di studentesse e il 50 di studenti”, evidenzia la Coordinatrice, che intende “valorizzare sempre di più il ruolo delle donne in Ingegneria Chimica”. “Ce la metterò tutta”, conclude la prof.ssa Di Benedetto, sintetizzando lo spirito con cui affronta questo nuovo incarico.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 12

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