Restituire il fascino della sala operatoria a una generazione di medici che non è così convinta di prendere in mano il bisturi. Con questo obiettivo la Spring School of Surgery arriva alla sua terza edizione, che avrà luogo al Policlinico il 16 e il 17 marzo prossimi. L’iniziativa è nata in un momento critico per la chirurgia, che, pur rimanendo un pilastro della medicina, sconta un drastico calo di attrattività tra i futuri camici bianchi per tutta una serie di motivi.
A capo dell’iniziativa c’è il prof. Roberto Troisi, Direttore proprio della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale. “Potremmo definirla una maratona che ha lo scopo di rendere più chiaro cos’è la chirurgia generale, come si preparano il paziente e l’intervento, quali sono le attenzioni per diminuire le morbilità. Mostreremo – e credo sia l’aspetto più interessante per i ragazzi, perché la nostra attenzione è rivolta alla cosiddetta Generazione Z – quali sono le tecnologie più in voga al momento: laparoscopia e robotica, ma utilizzeremo anche la tecnica open (quella tradizionale) per i casi più complessi, inoltre uno dei topic principali sarà l’intelligenza artificiale”.
La due giorni si svilupperà così: i chirurghi eseguiranno in diretta streaming da 3 sale operatorie interventi di chirurgia generale in contemporanea. Nello specifico, coloro che parteciperanno potranno vedere e interagire con i chirurghi che descriveranno le principali tecniche chirurgiche colorettali, epato-biliopancreatiche, mammarie, tiroidee, surrenaliche, plastiche ricostruttive. Per la presentazione dei casi operatori ci saranno i professori Giovanni Aprea, Mario Musella, Vincenzo Pilone e Michele Santangelo.
L’evento, patrocinato dalla Scuola di Medicina, è aperto a studentesse e studenti di tutte le Specializzazioni. Tornando allo scopo della School of Surgery, è evidente che non è e non sarà soltanto un momento formativo, ma anche e soprattutto un tentativo strategico di salvaguardare il futuro della chirurgia. A scoraggiare i giovani sono i turni pesanti, l’elevato rischio di contenzioso medico-legale, stipendi forse inadeguati e una qualità della vita ritenuta non più sostenibile.
L’ Anaao Assomed, in vari report degli ultimi due anni, ha evidenziato come Chirurgia Generale sia tra le Specializzazioni meno ambite, con un altissimo numero di borse di studio non assegnate o soggette a rinuncia dopo pochi mesi. “Tutt’oggi – annuncia Troisi – esistono problematiche che i Direttori delle Scuole di Specializzazione italiane hanno affrontato per la prima volta in un consesso lo scorso dicembre, e ha generato un position paper che sarà pubblicato e rivolto alle autorità. In questo documento esprimiamo tutte le difficoltà e le sfide che stiamo affrontando.
C’è uno squilibrio tra obiettivi formativi, esigenze dei servizi con la relativa carenza di personale sempre più importante – tutto questo crea delle tensioni organizzative. La qualità della formazione è importante, è un fattore chiave anche per la sicurezza degli interventi, per la responsabilità professionale.
A livello nazionale circa il 60% delle borse viene assegnato, il resto va perso, purtroppo. I problemi ci sono, c’è bisogno di discutere anche di incentivi economici differenziali, di ridurre tutte le attività amministrative che incombono su di noi”. Nel mentre, la Spring School prova nel suo piccolo a scardinare proprio questa tendenza all’allontanamento dalla chirurgia, attraverso un’immersione pratica e un confronto diretto con i professionisti del settore.
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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 22







