La chimica a scuola per molti è stata, se non un incubo, una materia molto difficile e noiosa. Tante formule delle quali si stentava a comprendere il senso e poco altro. Eppure proprio la chimica è una delle chiavi per comprendere quello che ci circonda, quello che ci accade e molte cose di noi stessi e, se bene insegnata e spiegata, può essere divertente ed appassionante.
Il 6 febbraio a Città della Scienza lo hanno raccontato e soprattutto dimostrato a ragazze e ragazzi delle scuole superiori (oltre 150) una cinquantina tra docenti, ricercatori, dottorandi e studenti del Dipartimento di Scienze Chimiche nell’ambito di uno degli appuntamenti di ‘Future Labs/Futuro Remoto’. Iniziativa promossa nel solco di un più ampio progetto del Dipartimento che è finalizzato proprio ad avvicinare chi sta per completare il ciclo degli studi superiori alla chimica e ai suoi molteplici aspetti. “Abbiamo proposto ai ragazzi – racconta il prof. Andrea Carpentieri, docente di Biochimica – un percorso di divulgazione scientifica, sperimentazione pratica e contatto con il territorio.
Attraverso attività interattive e laboratori, i giovani hanno potuto confrontarsi direttamente con i ricercatori, dando vita a un dialogo stimolante e riflettendo su temi di grande attualità, sui quali la comunità scientifica è chiamata a dare risposte e contributi concreti. Abbiamo organizzato, insomma, una mattinata dedicata a scoprire come la chimica sia parte integrante della vita quotidiana, dell’ambiente, dell’energia e persino della tutela del patrimonio culturale. Non una semplice lezione frontale, ma un’esperienza immersiva costruita tra brevi discorsi e laboratori pratici, guidati da docenti, ricercatori e dottorandi del Dipartimento”.
Proprio Carpentieri ha aperto i lavori: “Ho accompagnato i ragazzi in un viaggio tra oggetti comuni e fenomeni apparentemente banali che, osservati con lo sguardo dello scienziato, rivelano meccanismi complessi e affascinanti. Dalla composizione dei materiali che utilizziamo ogni giorno alle reazioni che avvengono in cucina o nei prodotti per la cura personale. Ho provato a trasmettere agli studenti che mi ascoltavano il messaggio che la chimica non è distante, ma è già dentro le nostre vite”.
Dopo Carpentieri è intervenuto il prof. Rocco Di Girolamo. Ha parlato del ruolo della ricerca chimica nella transizione ecologica, nello sviluppo di nuovi materiali sostenibili e nella riduzione dell’impatto ambientale. “Un invito a guardare alla scienza non solo come conoscenza, ma come responsabilità verso le generazioni future”.
L’iniziativa, conclude Carpentieri, “è stata un momento di forte contatto con il territorio ed ha offerto agli studenti un approccio diretto con il mondo universitario e della ricerca. Domande, curiosità e dialoghi informali hanno accompagnato l’intera giornata, testimoniando un interesse vivo e partecipato.
Future Labs/Futuro Remoto è stato per tutti noi uno spazio privilegiato di incontro tra scuola, università e territorio, dove la chimica ha smesso di essere solo una materia di studio ed è diventa esperienza concreta, strumento di innovazione e promessa di futuro”.
Fabrizio Geremicca
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