Un’occasione di approfondimento per gli studenti di Psicologia interessati al rapporto tra formazione, istituzioni e pratica psicoanalitica. Il 28 e 29 marzo si terrà il convegno ‘La psicoanalisi nelle istituzioni – Abitare ambienti di cura’, promosso dalla sezione campana della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Coppia (SIPsIA). L’incontro si svolgerà in modalità ibrida, in presenza a Sant’Agata de’ Goti e online, con crediti ECM per i professionisti del settore.
La partecipazione è gratuita per gli studenti universitari. A spiegare il senso dell’iniziativa è la dott.ssa Feliciana Della Ratta, psicoterapeuta e segretario scientifico del progetto per la sezione Campana: “Il tema scientifico rappresenta un invito a riflettere sulla pratica clinica e sulla formazione in ambito istituzionale, ponendo al centro gli ambienti di cura come spazi dinamici, in continua trasformazione, in cui si intrecciano dimensione intrapsichica e interpersonale e si costruisce il senso dell’esperienza del bambino e dell’adolescente”. L’obiettivo è creare un momento di confronto tra professionisti, studiosi e studenti.
“Saranno giornate di approfondimento e condivisione – sottolinea – un’occasione per incontrarsi e scambiarsi esperienze”.
Tra i relatori invitati la prof.ssa Valentina Boursier, docente di Psicologia clinica e membro ordinario della SIPsIA, che interverrà con una relazione dedicata al ruolo dell’università come luogo di esperienza culturale e di formazione. “Il mio contributo presenta e discute alcune esperienze di formazione in ambito universitario, inteso come sede di esperienza culturale in senso winnicottiano – spiega – L’attenzione è rivolta a un modello di insegnamento che insiste sul carattere esperienziale e trasformativo del processo conoscitivo”.
Il riferimento teorico è allo psicoanalista Donald Winnicott, che ha interpretato l’esperienza culturale come uno spazio intermedio di incontro e trasformazione personale. In questa prospettiva, la conoscenza non coincide semplicemente con l’acquisizione di contenuti, ma “con un processo di appropriazione soggettiva che coinvolge attivamente lo studente”. Ancora Boursier: “se l’istituzione universitaria è luogo di trasmissione di cultura e di sapere, è anche luogo di incontro e di esperienza. Uno spazio in cui ciò che si apprende può essere fatto proprio e diventare parte del proprio percorso”.
Nel suo intervento la docente si soffermerà in particolare su esperienze di formazione basate sul lavoro in piccoli gruppi e su attività laboratoriali: “l’idea è riflettere su modelli di insegnamento nei quali la partecipazione dello studente è centrale e in cui il processo di conoscenza passa attraverso il coinvolgimento diretto. In questi contesti si impara soprattutto dall’esperienza”, sottolinea Boursier, evidenziando anche “la dimensione emotiva del percorso formativo e l’importanza dell’auto-osservazione come strumento di crescita personale e professionale”.
Rivolgendosi poi agli studenti, la docente afferma: “Uno dei principi fondamentali del lavoro psicoanalitico è che si apprende dall’esperienza, non soltanto dai libri di testo. Partecipare a un convegno – anche se si tratta di attività al di fuori del percorso strettamente accademico – in cui si discutono esperienze concrete di formazione e di cura può rappresentare un momento significativo di apprendimento”.
Il valore di questi momenti, inoltre, non risiede soltanto nei contenuti trasmessi, ma anche nel processo di riflessione che si attiva in chi partecipa. “Le esperienze diventano formative per il modo in cui riusciamo a viverle e ad appropriarcene. Quando ascoltiamo il racconto dell’esperienza di un altro, in qualche modo ne facciamo anche noi un’esperienza: la interpretiamo, la rielaboriamo e la facciamo nostra”.
Proprio per questo, conclude la docente, queste occasioni assumono “un carattere più libero e spontaneo: diventano momenti di nutrimento culturale che possono aprire nuove prospettive e stimolare curiosità”. L’invito, dunque, è chiaro: “Iscrivetevi, partecipate: non potrete che cavarne cose positive”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 19-20








