Cambiano i vertici di quattro Corsi di Laurea del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione (Dieti).
Ad Ingegneria dell’Automazione si conclude il mandato del prof. Gianmaria De Tommasi e si apre ufficialmente una nuova fase sotto la guida del prof. Pietro De Lellis. “Lascio il Corso in buono stato di salute, in particolare per quanto riguarda il numero di iscritti”, afferma il prof. De Tommasi.
Dopo anni in cui il Corso era percepito come una realtà di nicchia, con circa 50-60 studenti, oggi la situazione è cambiata: “Soprattutto alla Triennale siamo tornati stabilmente sopra il centinaio di iscritti, un numero giusto per i nostri standard”. Sul fronte dell’occupazione, i dati sono incoraggianti. “I nostri laureati Magistrali entrano subito nel mondo del lavoro”, i salari medi iniziali sono compresi tra i 1.600 e i 1.770 euro. Un buon confronto sia con altre ingegnerie sia con i percorsi affini dell’automazione. Positivi anche i riscontri dalle esperienze in azienda e all’estero: “Sono soddisfazioni sia per loro che per noi”.
Il messaggio finale del Coordinatore uscente è rivolto a studenti e famiglie: “Se piace questa area, è un buon investimento”. Un giudizio che valorizza anche il contesto accademico: “La Federico II è un’ottima Scuola che forma professionisti di alto livello, in Italia e all’estero, lasciando ai laureati la possibilità di scegliere”. Conclude con un in bocca in lupo al prof. De Lellis, certo che “gestirà il Corso con serietà e professionalità e raggiungerà ottimi risultati negli anni a venire”. A raccogliere il testimone, il prof. De Lellis, docente di Automatica, il quale ha fin da subito sottolineato la volontà di muoversi “in continuità con il mandato di De Tommasi, ma pronto anche alle nuove sfide che attendono il Corso”.
Il calo demografico
Tra le principali figura il calo demografico: “È una criticità strutturale e una sfida di lungo periodo”, spiega. C’è la necessità di “favorire e attrarre il più possibile nuovi studenti”. In questo contesto, un ruolo chiave sarà giocato dall’orientamento: “La fascia intorno ai diciotto anni è particolarmente critica, c’è molta confusione nella scelta dei percorsi”.
L’obiettivo è quindi “fare una corretta informazione e trovare mezzi più efficaci per raggiungere gli studenti”. Dal punto di vista didattico, la base di partenza è solida: “L’offerta formativa è ottima”, ma “dobbiamo capire come permeare tutte le aree con l’IA, arricchendo gli insegnamenti esistenti e tenendo conto dei nuovi modi di fare lezione e di studiare”. Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra studenti e docenti: “Vogliamo rafforzare una linea diretta, anche se i risultati degli ultimi anni sono molto incoraggianti”. Il docente, infine, ringrazia il suo predecessore e i suoi colleghi: “Il lavoro svolto è stato ottimo. Il Corso non richiede rivoluzioni”. E ricorda come “questo non sia mai un lavoro individuale, ma collegiale, reso possibile dal supporto trasversale di tutti i colleghi e dall’armonia dipartimentale”.
A Ingegneria Elettronica è il prof. Michele Riccio il nuovo Coordinatore. Una nomina in continuità ma anche di rinnovamento per un Corso con una solida tradizione e uno sguardo sempre più orientato alle sfide tecnologiche del presente e del futuro. “Per me è un onore essere cresciuto in questo Corso e oggi esserne il Coordinatore”, afferma il prof. Riccio, che accoglie l’incarico “con orgoglio e con un grande senso di responsabilità, perché lo considero prima di tutto un ruolo di servizio verso studenti, colleghi e l’Università”.
Il docente sottolinea di raccogliere un’eredità importante: “Il Corso è in ottima salute grazie all’eccellente lavoro del precedente Coordinatore, il prof. Santolo Daliento”. Un percorso che ha saputo coniugare una forte tradizione disciplinare con la necessità di innovare: “Siamo davanti a una nuova rivoluzione, segnata da intelligenza artificiale e nuove tecnologie: una sfida da cogliere già all’università”. L’obiettivo, spiega il prof. Riccio, è “restare al passo con i tempi, ma senza perdere la natura del nostro Corso di studi”.
In quest’ottica sono previste revisioni mirate: “L’idea è apportare piccole modifiche a qualche insegnamento, lavorando però su una base solida e già ampiamente aggiornata”. Grande attenzione sarà riservata anche all’orientamento, tema particolarmente caro al nuovo Coordinatore: “Abbiamo forti interazioni con il mondo industriale e conosciamo bene la forbice tra numero di laureati e richiesta delle aziende, che cercano continuamente nuovi ingegneri elettronici”.
Per questo sono previste iniziative dedicate: “A breve partirà Porte aperte e l’attività di orientamento in ingresso, a cui affiancheremo un lavoro di comunicazione verso le scuole per far percepire Ingegneria Elettronica come un percorso estremamente attrattivo”. Altro pilastro del mandato sarà l’internazionalizzazione: “L’accordo di double degree con l’Università di Lódz, così come le collaborazioni per tirocini in aziende italiane e straniere, ad esempio con il CERN di Ginevra, vanno già in questa direzione. Se ci sarà modo, cercheremo di ampliare ulteriormente queste opportunità, soprattutto in uscita, per offrire ai nostri studenti esperienze che arricchiscano il loro bagaglio culturale”.
Infine, un messaggio diretto agli studenti: “Per noi è importante abbattere il muro che spesso crea timore nell’avvicinarsi ai docenti”. Anche attraverso strumenti digitali e momenti di incontro informali, l’obiettivo è costruire un Corso sempre più aperto e vicino alle esigenze di chi lo vive ogni giorno.
Lo zoccolo duro della formazione ingegneristica
Al timone del Corso in Ingegneria Informatica il prof. Simon Pietro Romano, docente di Sistemi di elaborazione delle informazioni. La sua nomina si inserisce nel segno della continuità con il lavoro avviato negli anni precedenti, ma anche con una forte attenzione alle criticità strutturali e alle prospettive di sviluppo del Corso.
“Andrò in continuità con il lavoro già impostato dal prof. Domenico Cotroneo”, spiega il prof. Romano e sottolinea di aver ereditato “una situazione particolarmente rosea”. Ingegneria Informatica rappresenta infatti uno degli ambiti di maggiore interesse per gli studenti: “La nostra offerta formativa ha un eccellente riscontro”, come dimostrano i numeri, con circa seicento iscritti alla Triennale e duecento alla Magistrale. Da poco c’è stata la ristrutturazione del Corso Triennale: “Abbiamo lavorato per rendere il percorso quanto più digeribile possibile con l’obiettivo di permettere agli studenti di acquisire in modo solido i concetti fondamentali, senza abbassare il livello della formazione”.
Sul fronte della Magistrale, la strategia è stata quella della specializzazione: “Abbiamo puntato sulla creazione di profili eterogenei, pur mantenendo una base comune solida”. Tra gli orientamenti proposti figurano Architetture di elaborazione, Cloud computing, Sicurezza informatica e Intelligenza artificiale. A questi si aggiunge, da quest’anno, un nuovo percorso interdisciplinare: “Intelligent Robotic Systems, sviluppato insieme ai colleghi di Ingegneria dell’Automazione, un ambito di grande importanza e forte interesse”.
Guardando al futuro, l’obiettivo è consolidare i risultati già ottenuti e affrontare le criticità ancora aperte. Tra queste, una delle più rilevanti è l’abbandono degli studi alla Triennale: “La perdita di studenti è ancora drammatica, circa un terzo non arriva alla laurea”, ammette il prof. Romano, pur riconoscendo che “i primi miglioramenti si iniziano a vedere, ma c’è ancora molto da fare”.
Una delle leve principali sarà il rafforzamento del supporto nelle materie di base. “Rendere queste discipline più abbordabili non significa semplificarle – precisa – ma affiancarle con interventi di tutorato, orientamento specifico e maggiori occasioni di interazione con i docenti”. Matematica, Fisica e Geometria restano lo zoccolo duro della formazione ingegneristica: “Vanno preservate, ma senza avvilire gli studenti”. Grande attenzione è riservata anche all’orientamento in ingresso: “Ho lavorato personalmente su questo fronte e lo considero cruciale”.
L’obiettivo è andare nelle scuole e raccontare il percorso di studi, incuriosendo ragazze e ragazzi: “Non è necessario essere già bravissimi in matematica o fisica per diventare buoni ingegneri”. Per la Magistrale, le prospettive di sviluppo includono un ulteriore arricchimento dell’offerta formativa e una maggiore flessibilità. “Gli studenti possono costruire un piano di studi molto ampio, trovando il percorso che meglio si adatta al loro ‘fisico’ di ingegnere”. In questa direzione va anche l’uso della didattica telematica: “Già parte dei corsi è offerto in modalità online”, una scelta pensata per “rispondere a esigenze logistiche, sovrapposizioni di orari e diverse modalità di apprendimento, mantenendo però l’interazione con i docenti”.
Tra i progetti di più lungo periodo c’è anche la realizzazione di un Corso di Laurea interamente telematico, sempre a marchio Federico II: “Un percorso con docenti, contenuti e supporto completi, ma fruibile anche in modalità virtuale”. Il prof. Romano infine sottolinea il valore dell’interazione tra docenti e studenti: “Si è creata una bellissima comunità allargata che rema tutta nella stessa direzione per offrire percorsi formativi di altissima qualità”.
Attenzione particolare è riservata anche all’internazionalizzazione: “Stiamo incrementando da tempo l’offerta in lingua inglese”, crescente anche la presenza di studenti Erasmus e internazionali. La flessibilità nell’uso dell’inglese e dell’italiano per materiali ed esami “sta dando ottimi frutti”. Il nuovo incarico, per Romano, ha soprattutto un significato: “È un ruolo di servizio. Un lavoro svolto con e per gli studenti, ed è questo che lo rende particolarmente interessante”.
Coordinatore del Corso di Laurea in Ingegneria Meccatronica è il prof. Renato Rizzo, ordinario di Convertitori, macchine ed azionamenti elettrici. I temi di ricerca di cui si occupa riguardano la progettazione e il controllo delle macchine elettriche, gli azionamenti elettrici con applicazioni principalmente nell’automazione industriale e nei trasporti, l’elettronica di potenza. “Sono grato ai colleghi che mi hanno manifestato la loro fiducia affidandomi un compito che ho accolto con entusiasmo e senso di responsabilità verso gli studenti”, afferma.
Ingegneria Meccatronica si caratterizza per un significativo spazio dedicato ai tirocini, con numerose convenzioni attivate. “A tal proposito si è consolidata una proficua esperienza e collaborazione con aziende del territorio”, sottolinea. Le attività di tirocinio hanno fatto registrare risultati molto soddisfacenti “sia per le aziende che per gli studenti che vi hanno partecipato”.
E sempre in ambito tirocini, aggiunge: “Siamo in dirittura d’arrivo per la definizione dei dettagli dell’organizzazione dei tirocini anche per gli studenti in Meccatronica del Polo Universitario Penitenziario della Federico II. Tra fine 2026 e inizio 2027 prevediamo di avere i primi laureati anche tra questi studenti”.
Novità di quest’anno poi è la Laurea professionalizzante abilitante “con la quale gli studenti potranno iscriversi all’Ordine Professionale dei Periti Industriali Laureati, e avremo anche il completamento del ciclo di studi previsto dallo Statuto approvato nel 2023”, sottolinea il prof. Rizzo. “Intendo svolgere il nuovo incarico in continuità con il percorso tracciato dai precedenti Coordinatori, con spirito di servizio e in collaborazione con tutti i colleghi del Corso di Studi”, conclude.
Eleonora Mele
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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 10-11







