Leonardo Bosso, liceo scientifico Diaz di Caserta, rappresenterà la Campania alla finale nazionale. Olimpiadi delle Neuroscienze

Una giornata intensa all’insegna di tre prove per decretare il campione che a maggio se la giocherà alla fase nazionale, sperando poi di accedere all’International Brain Bee, competizione internazionale che si svolgerà virtualmente a novembre. Continuano le Olimpiadi delle Neuroscienze, torneo scientifico nazionale rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Dopo la fase locale di inizio febbraio, il 12 marzo si è svolta presso l’Aula Magna della Scuola di Medicina della Federico II la fase regionale (in questo caso per la Campania).

Sono stati coinvolti 42 studenti provenienti da 14 scuole del territorio regionale. Il vincitore è Leonardo Bosso, liceo scientifico Diaz di Caserta, e rappresenterà la Campania alla fase nazionale, che si svolgerà il 22 e il 23 maggio presso l’Università di Camerino. Nell’occasione, l’apertura è toccata al prof. Pietro Caliandro, del Dipartimento di Neuroscienze (Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma), che ha tenuto una lettura plenaria su intelligenza artificiale e neuroscienze.

Da ricordare che le Olimpiadi sono nate allo scopo di “promuovere la cultura scientifica tra i giovani, divulgare la conoscenza del cervello favorendo la comprensione del funzionamento del sistema nervoso e attrarre nuovi talenti per la ricerca nei settori delle neuroscienze sperimentali e cliniche”, ha detto ad Ateneapoli la prof.ssa Ornella Cuomo, docente di Farmacologia, nominata dalla Società Italiana di Neuroscienze, organizzatrice della competizione, coordinatrice regionale per la Campania. La docente, restando sul senso ultimo delle Olimpiadi, ha aggiunto: “i ragazzi si rendono disponibili a studiare delle parti del programma di scienze non previste alle scuole superiori, come l’intelligenza, la memoria, le emozioni, lo stress, l’invecchiamento, la plasticità neurale, il sonno e le malattie del sistema nervoso”.

E al di là delle conoscenze che si possono apprendere, “per loro, l’iniziativa è anche un momento importante di orientamento in vista della scelta universitaria futura. Ci è capitato spesso, anni dopo le varie edizioni delle Olimpiadi, di incontrare tra i banchi di Medicina alcuni vecchi partecipanti”. Sull’età di studentesse e studenti che hanno preso parte: “in teoria è aperta dai 13 anni in su, di solito però partecipano quelli dal quarto anno in poi, anche se quest’anno abbiamo registrato la presenza anche di ragazzi del secondo”.

Le prove, come detto, sono state tre. La prima, di squadra, è consistita “nella risoluzione di un cruciverba tematico basato su concetti di neuroscienze”. Poi si è passati a dieci domande a scelta multipla, come prova individuale, che ha coinvolto tutti. Infine, “da una classifica stilata provvisoriamente sono state poste domande a risposta diretta ai primi dieci”.

Quest’ultimo step “ha decretato i tre migliori studenti, che sono stati premiati al momento”. Solo al primo tocca andare alla fase nazionale. L’augurio, per la Campania, è che il giovane Leonardo riesca a superarla per rappresentare tutta l’Italia alla International Brain Bee, che vedrà scontrarsi i campioni nazionali di oltre 50 paesi del mondo.

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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 24

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