La prof.ssa Laura Di Fiore nuova Coordinatrice del Corso di Laurea in Storia. “L’esercizio della critica delle fonti, parte integrante del mestiere dello storico”, aiuta a orientarsi nella complessità

“Viviamo immersi in una vera e propria tempesta di informazioni, in cui distinguere il vero dal falso è sempre più complesso”. Parte così la riflessione della prof.ssa Laura Di Fiore, docente di Storia delle Istituzioni Politiche e nuova Coordinatrice del Corso di Laurea Triennale in Storia.

In questo scenario, prosegue, “l’esercizio della critica delle fonti, che è parte integrante del mestiere dello storico, diventa oggi più che mai necessario. Non solo per chi studia storia, ma per tutti noi come cittadini. È un metodo che aiuta a orientarsi nella complessità e a vivere in modo più consapevole”. Una visione che restituisce pienamente il senso di un Corso di Studi che, alla luce dei cambiamenti degli ultimi anni, assume un valore sempre più centrale.

“La storia riscuote sempre più successo – afferma Di Fiore – C’è una passione diffusa, una domanda forte che arriva dallo spazio pubblico e mediatico, spesso occupato anche da voci prive di una formazione storica scientifica e professionale. Formare storici e storiche con solide basi metodologiche significa allora rispondere a questa richiesta della società, non solo dal punto di vista culturale e intellettuale, ma anche, eventualmente, su quello lavorativo. Oggi un Corso di Laurea in Storia, al di là della passione che anima chi si iscrive, assume un significato ulteriore rispetto al passato”.

Il nuovo incarico arriva in un momento particolarmente positivo. “Si parte da una base molto solida: il Corso è in buona salute, ha conosciuto una crescita importante negli iscritti, che oggi superano le 200 unità, ed è stato rafforzato nel tempo grazie al lavoro del precedente Coordinatore, Andrea D’Onofrio, e all’impegno di un gruppo di docenti attento ai bisogni delle studentesse e degli studenti. Questo mi permette di guardare al futuro con fiducia”.

Un futuro che si costruisce con una visione già chiara. “L’obiettivo è rafforzare quanto è stato fatto e introdurre alcune novità capaci di rispondere ai cambiamenti del contesto. Penso, ad esempio, all’Officina della Tesi, che a febbraio dovrebbe arrivare alla sua settima edizione”. Un laboratorio articolato in tre incontri dedicato alla tesi bibliografica: “È un’esperienza che si è rivelata molto utile, soprattutto per studenti che spesso si confrontano per la prima volta con un lavoro di scrittura strutturato”.

Tra le iniziative da consolidare ci sono anche i corsi introduttivi, attivati per la prima volta a settembre dello scorso anno, dedicati alla periodizzazione e ai luoghi della storia: “Sono corsi di base, aperti anche ad altri studenti del Dipartimento, nati dalla consapevolezza di alcune lacune che talvolta rendono più difficile affrontare gli insegnamenti successivi. Il riscontro degli studenti è stato molto positivo e per questo l’intenzione è di riproporli”.

L’attenzione alle esigenze degli studenti è da sempre una cifra distintiva, come dimostra anche l’avvio, insieme alla Magistrale in Scienze Storiche, di un corso di formazione per docenti in collaborazione con SINAPSI, “pensato per aumentare la consapevolezza rispetto alle difficoltà e diversità con cui ci si può confrontare”.

Di Fiore enuncia una parola chiave: ascolto. “Il rapporto diretto è necessario e fondamentale per adeguare il Corso alle nuove esigenze. Dunque, spazio al dialogo con i tutor e con i rappresentanti degli studenti: sono loro il vero tramite tra il mondo dei docenti e quello dei ragazzi”. Un dialogo che va oltre il percorso accademico. “Credo molto nel valore di questa comunicazione, non solo per le questioni legate alla didattica, ma anche per quelle che riguardano la dimensione umana.

Il Corso, come molti altri del Dipartimento, riesce a creare una piccola comunità di riferimento, capace di essere fonte di apprendimento, di crescita personale e di orientamento. È importante evitare che l’università venga vissuta come un’esperienza isolata, perché così si perdono opportunità preziose – insiste la docente – È una sfida in cui credo molto e che penso possa fare davvero la differenza”.
Giovanna Forino

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