Il prof. Paolo Donadio nuovo Coordinatore alla Triennale. “Lingue, per sua natura, richiede presenza, interazione, dialogo”

Numeri elevati, internazionalizzazione da rafforzare e, soprattutto, una visione chiara: rimettere lo studente al centro della vita universitaria. È con questo approccio che il prof. Paolo Donadio, docente di Lingua e linguistica inglese, assume il ruolo di nuovo Coordinatore del Corso di Laurea Triennale in Lingue.

“Ho accolto questo incarico con grande piacere: è un attestato di stima per il lavoro che svolgo e per il rapporto che sono riuscito a costruire con gli studenti”, racconta il neo-Coordinatore, che entrerà in carica a partire dal 30 gennaio. Una gestione complessa ma stimolante: “La Triennale in Lingue si conferma tra i Corsi più affollati del Dipartimento – ricorda Donadio – Questo comporterà un impegno costante sia sul piano didattico che su quello organizzativo e burocratico”.

Proprio sul versante gestionale, Donadio richiama l’attenzione sul carico di adempimenti richiesto oggi ai Corsi di Laurea: “Ci sono monitoraggi continui, riesami, schede e tutta una serie di procedure legate all’ANVUR. Fortunatamente abbiamo appena concluso la validazione e siamo in attesa dei risultati, ma sappiamo bene come muoverci indipendentemente dagli esiti”.

Donadio rivendica una forte continuità con il lavoro svolto in precedenza dalla prof.ssa Flavia Gherardi, in una prospettiva condivisa: “Abbiamo sempre pensato che il centro della vita universitaria debba essere lo studente, soprattutto per ciò che riguarda il benessere psicofisico”. L’obiettivo è far sentire gli studenti “parte viva dell’università, non parcheggiati a casa. Lingue, per sua natura, richiede presenza, interazione, dialogo. Senza questo, le lingue e le culture perdono significato”. Centrale anche l’ascolto del disagio, reso possibile grazie al supporto del centro Sinapsi, definito dal docente “una risorsa fondamentale”.

Tra le priorità rientra anche il rafforzamento del collegamento con il mondo del lavoro. “Il job placement è un nodo centrale, già dopo la Laurea Triennale”, osserva Donadio. Per alcuni studenti si tratta di un primo approccio, per altri di “un vero e proprio ingresso nel mercato lavorativo”. Lo studente deve uscire dal percorso triennale come una figura competente e spendibile: “Deve diventare un professionista delle lingue e delle culture straniere, uno specialista. Ma se chiediamo molto agli studenti, dobbiamo anche metterli tutti nelle stesse condizioni per raggiungere gli obiettivi”.

In questo quadro, il ruolo dei rappresentanti degli studenti è cruciale: “Sono fondamentali, perché sanno raccogliere le vere esigenze degli studenti, non semplici umori”. Restano centrali il tutorato in uscita, la chiarezza dei programmi e dei criteri di valutazione, oltre ad una calendarizzazione degli esami sempre più attenta alle esigenze degli iscritti.

Non mancheranno attività extracurriculari e una maggiore apertura al territorio: “Dobbiamo far sapere ai nostri studenti, ma anche alla città, tutto quello che facciamo: eventi, cineforum, spettacoli, iniziative culturali e di divulgazione. L’università deve aprirsi alla città e permettere alla città di vivere l’Accademia. Era importante allora, lo è ancora oggi”.

Non possono, però, essere taciute le difficoltà strutturali, a partire dalla storica questione degli spazi: “La carenza di aule rende difficile organizzare la didattica senza sovrapposizioni”, riconosce Donadio, che fa parte anche della Commissione Orario e Spazi. Per Lingue, il problema è amplificato dalla presenza dei corsi con i collaboratori del Centro Linguistico di Ateneo: “Non abbiamo solo le materie curriculari, ma anche molte ore di esercitazioni linguistiche”. Un nodo che, pur non dipendendo direttamente dal Corso di Laurea, richiede interventi di razionalizzazione a livello della Scuola delle Scienze umane e sociali.

Sul fronte dell’internazionalizzazione, Donadio individua negli accordi Erasmus uno strumento chiave: “È importante non solo mandare studenti all’estero, ma anche riuscire ad attrarre studenti stranieri”. Dopo la Brexit, in particolare, la presenza di studenti britannici si è quasi azzerata: “Forse in futuro ci sarà una ripresa degli scambi, ma non è qualcosa che si risolve in pochi mesi”.

Intanto, la collaborazione con il Centro Linguistico di Ateneo resta strategica: “Attraverso il lavoro congiunto possiamo offrire agli studenti una vera prospettiva internazionale”.

Guardando al triennio che lo attende, Donadio affida, infine, il suo augurio al lavoro collettivo: “Mi auguro di poter lavorare con la collaborazione di tutti. Quando docenti, personale e studenti collaborano davvero, i risultati arrivano”. Un lavoro di squadra che, nelle sue intenzioni, deve estendersi anche al personale tecnico-amministrativo e ai collaboratori linguistici.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 25-26

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