Il Cinema Astra continua ad accogliere le lezioni del Dipartimento di Studi Umanistici, trasformandosi – almeno per qualche ora – in un’aula universitaria dallo scenario insolito. È un luogo che conserva il fascino del grande schermo, capace di avvolgere gli studenti in un’atmosfera particolare, ma che al tempo stesso presenta inevitabili limiti quando si tratta di affrontare lezioni dense come quelle di Linguistica Generale.
“Adoro il fatto che la sala sia molto grande e che ci sia sempre posto, cosa che a Studi Umanistici non è da poco. Poter entrare e sedersi senza difficoltà è un vantaggio, ma l’assenza di banchi o supporti su cui poggiare il computer non è il massimo”, racconta Maria, studentessa del terzo anno di Lettere Moderne, gruppo A-L. A colpire, in ogni caso, è il senso di maestosità che la sala cinematografica trasmette: il docente sul palco, le slide che scorrono luminose, l’eco delle voci che si diffonde tra le file di poltrone.
“Il proiettore amplifica la visione delle slide e seguire la lezione è un po’ come assistere a uno spettacolo dal vivo – aggiunge Graziano, suo collega di Corso – Certo, la luce soffusa e l’assenza di finestre rendono l’atmosfera un po’ ovattata e a volte la concentrazione cala. È bello, ma rischia di diventare soporifero”. Non si tratta solo di ascoltare ma soprattutto di scrivere.
“Ci sono molti concetti da fissare e da visualizzare subito: i simboli fonetici, gli esercizi, le schematizzazioni. Bisogna riuscire a scrivere in modo chiaro e veloce, e farlo sulle ginocchia o con il portatile o il quaderno in bilico non è l’ideale – spiega Laura – Fortunatamente, seguiamo all’Astra solo un giorno a settimana. Gli altri giorni siamo tra l’Aula DSU 3 e l’Aula 1, che però non sempre riescono a contenere tutti. Le problematiche di spazio sono diffuse, soprattutto per un corso numeroso come il nostro”.
La rotazione delle aule, in effetti, è una necessità legata alla disponibilità del Cinema Astra, che non è sempre garantita. “Il cinema non è sempre disponibile – spiega Gabriella – Alcuni giovedì, per esempio, veniamo spostati nell’Aula Arcoleo della sede centrale. A dire il vero, non è affatto male: avendo subito prima Letteratura Latina, non dobbiamo cambiare edificio. Dal punto di vista logistico è persino più comodo”. Un gioco di incastri continuo che il Dipartimento affronta per garantire a tutti una didattica regolare, nonostante le difficoltà di spazi. Gli studenti riconoscono l’impegno dei docenti nel cercare di rendere ogni lezione fruibile e coinvolgente.
“Sono sempre molto disponibili, cercano di venirci incontro, di spiegarci le cose anche quando le condizioni non sono ideali – continua Gabriella – In fondo ciò che conta è la chiarezza con cui trasmette la materia. Linguistica Generale è complessa, ma spiegata bene diventa affascinante.
Poi, ovviamente, serve tanto studio personale: le lezioni sono un supporto, ma la parte più importante resta il lavoro a casa. Non si può pensare di imparare tutto ascoltando”. Una visione che non tutti condividono. Ascanio, studente lavoratore, racconta un’esperienza diversa: “Per me il tempo a lezione è prezioso, perché lavoro e devo ottimizzare ogni minuto.
Cerco di studiare mentre il docente spiega, di assimilare subito. Per questo preferisco le aule universitarie tradizionali: posso scrivere comodamente, usare il computer, sottolineare. All’Astra è tutto più difficile. Bello da vedere, ma poco pratico”. C’è anche chi, con spirito di adattamento e ironia, trova soluzioni creative per affrontare le lezioni tra le poltrone del cinema.
“Quando so di dover seguire all’Astra, porto con me un piccolo leggio da appoggiare sulle gambe. Così riesco a scrivere meglio e non mi viene il dolore alla cervicale! – scherza Marianna – Alla fine, quello che conta è la forza di volontà. Se davvero vuoi imparare, lo si fa in qualsiasi situazione. Ho imparato a concentrarmi sulla voce del docente e a immagazzinare quanto più possibile. È un esercizio di pazienza e attenzione, ma funziona”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.17 – 2025 – Pagina 20







