L’invito: sperimentarsi, “riconoscere il proprio sogno e capire come declinarlo”

“È un momento di festa, soprattutto per voi, che siete i protagonisti. Vi auguro di sfruttare al meglio questa opportunità per trovare il lavoro più adatto alle vostre aspettative”. Parole del prof. Andrea Prota, Presidente della Scuola Politecnica, che ha aperto così la sessione plenaria dell’ottava edizione del Career Day che si è tenuto lo scorso 26 marzo a Monte Sant’Angelo.

Un evento che fin dalla sua nascita, nel 2019, ha sempre provato a costruire un ponte tra università e mondo del lavoro. E si può dire: anche in questo caso ha raggiunto lo scopo. C’è stata un’ottima partecipazione di studentesse e studenti, laureandi e neolaureati di Ingegneria, Architettura, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali che non si sono fatti sfuggire l’occasione di confrontarsi con oltre 100 aziende, tra multinazionali e realtà imprenditoriali più legate al territorio. La giornata è iniziata poco dopo le 10.00 del mattino nell’Aula Ciliberto, dove hanno fatto gli onori di casa i vertici della Politecnica. Prota ha proseguito: “un ringraziamento sentito va a tutti i colleghi per l’impegno costante nel realizzare eventi del genere, mi riferisco in particolare alle Commissioni Orientamento in entrata e Placement e a quella Outreach”.

Oltre a un annuncio sul Comicon – “ci sarà una forte contaminazione, attrae sempre molti giovani” – e a un breve messaggio in inglese rivolto agli studenti internazionali, molto attenzionati, il docente ha parlato alle aziende, soffermandosi sui dottorati. Già, perché nell’occasione è stata allestita un’intera sessione alla quale hanno partecipato 30 dottorandi. “I percorsi di dottorato, ormai, non sono più finalizzati al solo percorso accademico, ma anche al mondo aziendale”. Il testimone è passato poi alla prof.ssa Carmela Musella, Vicepresidentessa della Scuola: “Il nostro focus è sempre su innovazione scientifica e tecnologica, questo è anche un giorno per festeggiare le nostre discipline. Al contempo, è il risultato dello sforzo di creare occasioni di raccordo con il mondo del lavoro”.

Rivolgendosi ai giovani in sala, ha detto: “approfittate di questa giornata per sperimentarvi, rafforzare le competenze. È importante riuscire a riconoscere il proprio sogno e capire come declinarlo. Non dimenticate: ci sono diverse possibilità per orientare il proprio percorso. Si può fare il giornalista scientifico, l’accademico, l’astronauta. Approfittate delle chiacchierate negli stand: vi confronterete con storie concrete, esperienze peculiari. Che sia una giornata proficua”. Ad entrare nel merito dell’evento ci hanno pensato poi i professori Antonio Bilotta, Daniela Palomba e Odda Ruiz de Ballestreros.

Il primo ha mostrato delle slides per riassumere quanto fatto in materia di orientamento nell’ultimo anno: “ci teniamo molto a questo evento perché volgiamo fare in modo che vi avviciniate al lavoro in modo consapevole. È importante recepire le richieste del mercato del lavoro e orientarsi. Inoltre, che grandi aziende vengano qui a conoscervi testimonia la bontà dei nostri percorsi”. Le ultime battute sono toccate a Ruiz e Palomba. In sintesi, hanno stimolato la platea: “siate curiosi e ponete domande”.

Prima di lasciare i partecipanti dirigersi agli stand e dedicarsi poi, dalle 11.00 alle 16.00, alla sessione dei colloqui one-to-one con le tante aziende – il vero cuore della giornata – nell’Aula Rossa c’è stato spazio anche per alcune testimonianze di rappresentanti degli studenti, ancora sulle attività di orientamento e placement che la Scuola sta svolgendo.

Laureandi e neolaureati tra aspettative, esitazioni e curiosità

Prima ancora delle risposte, sono arrivate le domande: come presentarsi, cosa dire, quali competenze mettere in evidenza, quanto possa valere un curriculum ancora senza esperienza. Per studentesse e studenti, il confronto con le aziende è stato un’anticipazione concreta del dopo-laurea: un concentrato di aspettative, esitazioni e curiosità. Ma soprattutto un’occasione per orientarsi in un mercato del lavoro che chiede sempre di più. E infatti per alcuni il Career day si è configurato come un’opportunità da cogliere subito. Per altri, un modo per capire che aria tira davvero fuori dalle aule. Diana Buonaiuto, laureata alla Triennale di Ingegneria elettronica, ha già sostenuto un paio di colloqui, in particolare con MBDA e Overtech consulting: “non ho un settore di riferimento, sto valutando più aspetti della laurea che posso sfruttare. Di sicuro ho capito che alle aziende interessa che tipo di competenze si hanno e come ci si presenta”.

La ricerca di “un contratto certo” che dia tranquillità

La giovane si racconta ad Ateneapoli mentre è in fila per una chiacchierata con lo stand di Hitachi, azienda a cui aspira, e spiega senza retorica perché: “è una multinazionale e l’idea di avere un contratto certo, che dia tranquillità, è ciò che mi interessa. Si insegue quasi una sorta di posto fisso, inutile girarci intorno. Sarei pure disposta ad andare all’estero, l’importante per me è la certezza di poter crescere e di trovare un’azienda seria”.

Gabriella Altamura, laureanda alla Magistrale in Ingegneria gestionale, non ha le idee molto chiare e sta fluttuando tra vari banchetti per iniziare a tastare il mondo del lavoro – “ho sostenuto colloqui con aziende di consulenza, principalmente, ma mi sto guardando intorno”. Sull’elemento che fino a quel momento crede abbia avuto più peso per le imprese, non ha dubbi: “spingono tanto sull’inglese”.

Ha le stesse sensazioni anche l’amica, Anna Di Vaio, laureata da pochi giorni nello stesso Corso di Laurea: “è una prima esperienza per me, dunque è una situazione del tutto nuova, non so come muovermi. Sono disposta anche a fare un tirocinio, perché non ho esperienza, sono aperta ad imparare. Finora ho chiacchierato con Pwc e Unitiva”. Poco più avanti, verso la fine del corridoio, curriculum in mano, tre amici parlano tra loro. La prima è Ester Romano, laureanda in Ingegneria chimica, che ha interloquito già con De Nora, Technip Energies Italy, Saipem. A convincerla di più sono state “quelle che già conoscevo, soprattutto per il settore in cui operano”.

L’interesse per “le vibes di un luogo di lavoro”

Su ciò che le interessa di un’azienda: “che tipo di percorso immaginano per una certa posizione”. Anche Antonella, stesso Corso di Laurea, ha parlato più o meno con le medesime imprese, e ammette di non dare “precedenza al restare a Napoli, valuto se mi piace l’azienda, mi sposterei anche altrove in Italia se il progetto destasse il mio interesse”.

Il fattore che la porterebbe a decidere tra più proposte dello stesso livello: “tipo di contratto, la vicinanza del settore in cui opera l’azienda a ciò che ho studiato, ma in generale proprio le vibes di un luogo di lavoro, che valori ha, che aria si respira”. Chiude il trio Giovanni, sempre ingegnere chimico, appena laureato, che la pensa come le colleghe: “Backer Hughes e De Nora mi hanno convinto molto, tra l’altro le ho conosciute in occasioni simili in passato. Per me, ciò che conta davvero è che le aziende diano modo nel giro di un anno di far girare diversi settori per lasciarmi capire davvero dove potrei produrre e dare il meglio. Insomma, una sorta di graduate program.

Personalmente, comunque, cerco un buon contratto e tematiche trattate dalle aziende che siano affini al mio modo di vedere – green, sostenibilità”. Antonio Iodice, laureando Magistrale in Ingegneria ambiente e territorio, è appena arrivato e si sente un po’ spaesato, ma sa già che vorrebbe parlare nello specifico con Socotec – “un’azienda più grande rispetto ad altre e che lavora nelle rinnovabili, nell’eolico per esempio”. Il giovane punta dritto sul “filone energetico”. Le priorità assolute sono già definite: “vorrei coniugare due elementi: l’aspetto economico – conta molto – e ambiente e territorio, che non tutti trattano”. A Pierfrancesco Amendola mancano due esami per conseguire la Triennale in Informatica, ma nel frattempo si è interfacciato con Hitachi e Ferchau. Lo studente chiarisce subito: “non cerco ancora un lavoro, ma un tirocinio, anche per capire che tipo di Magistrale scegliere”.

In prospettiva, una cosa è certa: “andrò via dall’Italia, parlo tante lingue e voglio sfruttarle al massimo, inoltre questo Paese non offre abbastanza ai giovani”. Piccolo retroscena: Pierfrancesco ha ricevuto una proposta da Ferchau per un full time a 80.000 euro l’anno, a Monaco di Baviera. La risposta è arrivata senza grosse esitazioni: “ho rifiutato, non me la sento, voglio concludere il mio percorso e formarmi bene, al momento credo di non avere ancora competenze e consapevolezza necessarie per scegliere al meglio”.

L’amico, Ivan De Felice, dello stesso Corso, ha chiacchierato con Internet & Idee e lo ha convinto “per opportunità e prospettive”, perché “per me sarebbero decisivi il tipo di proposta lavorativa, il monte ore, lo stipendio. L’equilibrio di vita ha l’assoluta precedenza, e poi vorrei restare qui in Italia”.

“Ho scoperto che i matematici servono”

Non solo ingegneri: conversando con i tanti gruppetti in fila per fare domande ai banchetti, ci sono anche laureandi e laureati in Matematica. Alessandro Di Palma, studente della Magistrale, ha raccontato: “Sync Lab mi piace, anche perché noi di questo Corso siamo abbastanza spaesati non avendo scelto la ricerca ma il ramo applicativo.

Ora per fortuna l’intelligenza artificiale sta andando forte e questo va a nostro vantaggio. Per me, ora come ora, conta non essere buttato subito nella mischia ma passare attraverso un percorso di formazione interno all’azienda”. Giulia Randazzo , laureanda, dà priorità a “profilo dell’azienda, deve avere una forte dimensione internazionale, allo stipendio, così come agli orari e alle prospettive di carriera, senza dimenticare i miei interessi, infatti sto facendo più domande possibili per capirmi anche meglio”.
Chiude Teresa Arbitrio, anche lei prossima alla conclusione. Tra il serio e il faceto, sorridendo, ammette che tornerà a casa più serena di quando è arrivata: “ho scoperto che i matematici servono, ho sempre sentito di aziende che cercano solo ingegneri e la cosa mi ha trasmesso spesso un po’ di timore. Invece mi è stato detto che le nostre competenze sono importanti per l’intelligenza artificiale, anche applicata alla finanza, argomento sul quale sto facendo la tesi – che coincidenza! – machine learning. Questo Career Day è stato davvero utile”.

L’obiettivo delle aziende: intercettare competenze, orientare candidature

Dalle chiacchierate informali agli stand, alle possibili selezioni, passando per gli oltre 2000 colloqui conoscitivi. Il Career Day non è stato solo gli 800 studenti in cerca di un’opportunità, ma anche un termometro delle esigenze del mondo produttivo, alla ricerca di profili sempre più mirati. E infatti aziende di diversi settori, da una multinazionale come Ferchau, specializzata in engineering e IT, ad altre realtà più piccole come Internet & Idee, che opera nella consulenza IT e nella trasformazione digitale, o Namirial, attiva nei servizi di firma elettronica e onboarding digitale, hanno raccontato ad Ateneapoli quali competenze considerano decisive e perché occasioni come questa confermano il valore strategico del dialogo tra università e mondo del lavoro.

Per loro, l’obiettivo è stato chiaro: intercettare competenze, orientare candidature e accorciare la distanza con coloro che saranno gli ingegneri, gli architetti e gli scienziati di domani. Gli stand sono stati distribuiti tra il piano terra e il primo piano dell’edificio centri comuni, così come tra il corridoio dell’aulario e le varie sale studio. E il via vai di studentesse e studenti si è rivelato un crescendo, fino al termine della giornata.

A ridosso dell’Aula Rossa non sono stati molti gli stand allestiti, ma tra questi c’è quello di Banca Popolare del Cassinate, di cui ha parlato il dott. Francesco Coppola, laureato in Ingegneria gestionale alla Federico II: “Cerchiamo menti brillanti e capaci di dare un contributo importante a una realtà piccola ma vivace. Proprio in questo momento stiamo provando ad ampliare i confini, passando dal basso Lazio a Napoli. Le skills sono varie: l’attenzione è su Ingegneria ed Economia; l’importante comunque è avere interesse e voglia di apprendere on the job le attività di tipo bancario”.

Da ex studente, un parere su ciò che gli ha trasmesso l’Ateneo: “gli strumenti metodologici vengono forniti tutti, soprattutto per l’analisi dei progetti e gestione dei processi, in più mi è stato trasmesso di imparare a imparare”. Esattamente di fronte c’è lo stand di Internet & Idee, rappresentata dalla dott.ssa Marika Driacchio, che ha spiegato: “siamo un’azienda di consulenza informatica di origini calabresi che in questi ultimi trent’anni ha avuto modo di espandersi arrivando a Napoli, Bologna e Bari, nonché all’estero, in Albania”.

A proposito dei colloqui informali con studentesse e studenti, parla soprattutto di consigli: “Buttarsi, senz’altro. Uscire dalla zona di conforto e scoprire, investendo tanto su se stessi, magari non fermandosi al solo percorso di laurea”. Lavorare per quest’azienda significa anche sposare una realtà che affonda le sue radici in quel Meridione che fa così tanta fatica, anche nel trattenere le proprie menti: “al momento, restare implica anche stringere qualche compromesso. Tuttavia consente di stare vicino agli affetti e alle proprie origini”.

Il curriculum: più che corposo, dev’essere pertinente

Nell’area del corridoio, nei pressi dell’aulario, tra i vari banchetti c’è quello di RdR spa società benefit, che si occupa di ciclo integrato delle acque e ha sede a Torre del Greco. Ne ha parlato la dott.ssa Emanuela Scognamiglio. In particolare: “partecipiamo ai bandi di gara indetti dagli enti acquedottistici per poi dedicarci a costruzione, manutenzione e gestione degli impianti. Siamo riconosciuti come portatori di soluzioni”. Da rappresentante del territorio campano, ammette che attrae studenti “la parte di sviluppo”, quando si prende un appalto “si chiede anche di portare migliorie e ulteriore qualità”.

Sui profili di interesse: “Ingegneri meccanici, elettrici, ambiente e territorio”. Un consiglio, poi: “il curriculum è un biglietto da visita importante. Non è questione di corposità ma di pertinenza. Invito poi a informarsi molto sulle aziende che sono sul territorio, magari meno conosciute”.

La dott.ssa Mary Coviello, Talent Attraction & Acquisition Executive di Namirial, che si occupa di servizi fiduciari come posta certificata, firma digitale, fatturazione elettronica, conservazione a norma, ha spiegato: “offriamo servizi al cittadino così come a medie e grandi imprese”. La percezione avuta dopo diverse chiacchierate è che “i ragazzi cerchino molto più orientamento che lavoro puro, cosa che sto provando a dare rispondendo a dubbi e domande. È per questo che giornate come il Career Day sono molto importanti”. Di contro, “noi cerchiamo sviluppatori che abbiano un background IT”.

Poco più avanti ha appena terminato un colloquio la dott.ssa Claudia Delle Cave, di Studio KR Associati: “siamo una società di ingegneria e architettura e ci occupiamo di opere pubbliche o private, nella fattispecie progettazione, direzione lavori, vulnerabilità sismica, coordinamento sicurezza. Al momento abbiamo due posizioni aperte: un tirocinio e una vera e propria, in particolare ci interessano ingegneri edili-architetti, strutturali e geotecnici, edili, laureati in progettazione architettonica”.

Su studentesse e studenti: “abbiamo parlato con tanti ragazzi stranieri, in generale la domanda più frequente ha riguardato le offerte lavorative”. Il dott. Gabriele Cesarano, architetto, rappresenta Seapower, che nasce “come centro ricerca partecipato della Federico II, ci siamo focalizzati fin dall’inizio sui progetti di dispositivi che generano energia, dal mare al vento. Siamo attivi da ben vent’anni in diversi settori. Le rinnovabili sono il nostro main focus”. La società ha anche un team di progettisti e di solito per questo “si cercano ingegneri civili, ambientali, elettrici”. Molti degli studenti con cui Cesarano ha parlato lo diventeranno a breve: “mi hanno posto tutti tante domande, soprattutto sulle opportunità di crescita, quali posizioni aperte offriamo”.

Chiude la testimonianza del dott. Andrea Pennese, System Engineer e Team leader per Ferchau, azienda tedesca che si occupa di diversi settori, in questo caso Aerospace e Defence. “Lavoriamo con clienti, facendo consulenze. Cerchiamo ingegneri aerospaziali, elettronici, meccatronici, informatici – abbiamo molto bisogno anche della parte di codice”. Le impressioni destate da coloro con cui si è interfacciato sono state più che positive: “ho visto molta motivazione, interesse.

Nel caso, anche a trasferirsi all’estero, cosa che implica un buon livello di inglese e, solo in alcuni casi e per certi clienti, il tedesco”. Infine, un consiglio che vale per tutti: “aprire molto la mente e lasciare aperta la porta dell’estero. E aggiungo: di non pensare troppo a coprire il 100% di competenze richieste appena laureati, le aziende possono investire energie in formazione dei propri dipendenti”.


Servizio a cura di
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina da 12 a 15

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