Al via il secondo semestre di Giurisprudenza: entusiasmo, stress da ultimi esami, qualche critica. “Lo step tra terzo e quarto anno è molto impegnativo”

È iniziato il secondo semestre anche per Giurisprudenza: tanti gli studenti che affollano i corridoi e le aule studio in attesa della propria lezione. C’è chi sta seguendo l’ultimo corso della propria carriera, chi è ancora all’inizio e chi si trova nel mezzo del percorso. In molti sono entusiasti della ripresa, e se qualcuno guarda con nostalgia gli anni trascorsi, altri non mancano di segnalare alcune criticità del sistema.

Tra gli studenti del quinto anno c’è chi vive questo periodo con sentimenti contrastanti. Ilaria Russo, prossima alla laurea con quattro esami ancora da sostenere, sta frequentando i corsi di Diritto Penale dell’Economia e Cooperazione Giudiziaria Penale: “per il momento i corsi stanno procedendo bene”, racconta sottolineando però una criticità: “c’è un accumulo di esami nel secondo semestre, a febbraio avrei voluto anticiparne qualcuno ma non è stato possibile, servirebbe più apertura nel consentire appelli anche in altri mesi”.

Un percorso che si avvia alla conclusione anche per Elisa Razzino, impegnata tra esami e tesi. “Il semestre sembra essere iniziato bene”, spiega. “Sto seguendo Cooperazione Giudiziaria Penale come esame a scelta e spero di laurearmi quest’anno”. Nel complesso, il bilancio dei suoi cinque anni è positivo: “mi sono trovata molto bene, anche con i professori. L’unica pecca riguarda il funzionamento della segreteria”.

Le emozioni sono simili anche per Gianmarco Panariello, che sta vivendo il suo ultimo semestre: “da un lato c’è un po’ di malinconia, perché so che non vivrò più questo contesto; dall’altro c’è anche l’ansia per le scadenze tra esami e tesi”. Sta seguendo Diritto dei Contratti Pubblici, Diritto dei Servizi Pubblici e Diritto delle Imposte.

Pur soddisfatto del suo percorso accademico, individua alcune criticità strutturali: “quando il Corso di Laurea è passato da quattro a cinque anni si poteva distribuire meglio il carico di esami, invece lo step tra terzo e quarto anno è molto impegnativo, si dovrebbe riorganizzare meglio. Io, ad esempio, per rimanere in regola e avere voti alti mi sono sacrificato molto in quel periodo, ma la soluzione è evidente, basterebbe spostare alcuni esami dal quarto al quinto anno”.

E un’altra mancanza, secondo Gianmarco, riguarda il supporto per la stesura della tesi: “sarebbe utile inserire seminari dedicati nel piano di studi”. Sempre al quinto anno c’è Chiara Malvano che sta frequentando gli ultimi corsi prima della laurea, tra Diritto Penale e Procedura Penale: “i docenti sono molto validi e i corsi ben strutturati”, spiega.

Apprezza in particolare le attività più pratiche, come seminari con magistrati o simulazioni processuali. Tuttavia, evidenzia alcune criticità organizzative: “la divisione tra corsi annuali e semestrali rende più difficile gestire le sessioni d’esame, con pochi appelli in inverno e molti esami concentrati in estate”. Secondo Chiara sarebbe utile anche un maggiore orientamento alle professioni giuridiche meno tradizionali.

Al quinto anno c’è anche Chiara De Rosa, che racconta con molta simpatia il suo rapporto con l’università: “gli esami? Io studio e loro si moltiplicano, ma il mio rapporto con gli esami è frutto di una consapevolezza arrivata tardi, cioè che vivere bene l’università non è una cosa naturale, ma fatta di metodo, disciplina e ascolto di sé”, e anche per lei il secondo semestre è un bel giro sulle montagne russe: “emozionante perché sento che sto crescendo davvero, e stressante perché ogni passo richiede presenza e impegno, ma sto sopravvivendo con eleganza”. Anche Chiara chiede un supporto iniziale più strutturato da parte dell’università perché è difficile orientarsi da soli.

C’è poi chi si trova ancora nel pieno della carriera universitaria, come Emanuele Mormone, al terzo anno fuori corso: “è sempre bella l’aria che si respira quando riprendono le lezioni”, racconta. Sta seguendo Procedura Penale e Procedura Civile e ammette che il percorso è impegnativo ma invita i nuovi iscritti a vivere l’università a tutto tondo: “non solo dal punto di vista didattico, ma partecipando anche alle iniziative sociali”.

E infatti, per chi è appena arrivato, l’università è proprio un’occasione di vita, sebbene il secondo semestre rappresenti ancora una fase di scoperta, come per Clotilde Ronza, al primo anno dopo il passaggio dal Corso di Laurea in Lettere Moderne. Racconta con entusiasmo: “sto seguendo Economia Politica, Filosofia del Diritto, Diritto Costituzionale e Diritto Privato. Sono molto soddisfatta e mi sono innamorata subito dell’ambiente”.

Il suo unico ostacolo è stato il passaggio burocratico tra i due Corsi di Laurea che ha rallentato i suoi tempi. Anche Angelica Nava, al primo anno, affronta il nuovo semestre con maggiore sicurezza rispetto ai mesi iniziali: “mi sento più organizzata e propositiva”, racconta. Sta concentrando lo studio soprattutto su Economia Politica, considerata uno degli scogli per gli studenti del primo anno. L’unica critica che fa riguarda il numero degli appelli d’esame: “sarebbe utile prevedere più date al mese per avere maggiori possibilità”.

Tra gli studenti più vicini alla conclusione del percorso c’è anche Fabiana Palescandalo, che sta seguendo Cooperazione Giudiziaria e Diritto Processuale Penale Comparato. Pur dichiarandosi soddisfatta della propria carriera, segnala alcune difficoltà organizzative: “gli orari dei corsi a volte si sovrappongono e la distribuzione degli esami tra i due semestri non è organizzata”. Sulla criticità dei corsi sovrapposti concorda anche Giovanni, studente del quinto anno che sottolinea il vedersi “impossibilitato a seguire due corsi perché entrambi i docenti dei corsi accavallati non sono disposti a modificare il proprio orario”.

Criticità arrivano anche da Amelia Castiglia e Michele Erminione del secondo anno, concordi sul problema delle aule troppo piccole per corsi troppo affollati. Infine, un problema è evidenziato anche da Martina Borrelli, che nel corso di Procedura Penale che sta seguendo in questo secondo semestre apprezza l’interattività delle lezioni ma allo stesso tempo lamenta “un approccio troppo teorico”.

Insomma, tra entusiasmo per il ritorno in aula, esami da affrontare e riflessioni sul sistema universitario, il secondo semestre si apre con un quadro variegato: emozioni importanti, esperienze positive ma anche suggerimenti e critiche al sistema e all’organizzazione, con la necessità degli studenti di veder affiancato allo studio teorico maggiori occasioni di pratica e orientamento professionale.
Annamaria Biancardi

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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 21

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