Un progetto di dottorato Federico II-Avana. Mariela Castro ospite a Chimica nell’ambito di un laboratorio che coniuga i temi di scienza e genere

A dicembre dell’anno scorso Luis Montero, tra i veterani del gruppo di ricerca in Chimica dell’Università cubana dell’Avana, è stato ospite della Federico II ed in particolare del Dipartimento di Scienze Chimiche, dove ha discusso con alcuni dei suoi colleghi italiani del progetto di realizzare un dottorato di ricerca triennale che frutterà a chi lo frequenterà il rilascio di un doppio titolo, cubano e federiciano. A Napoli il prof. Montero si è confrontato, tra gli altri,con Silvana Pedatella, ricercatrice di Chimica Organica la quale ha da tempo solidi rapporti di collaborazione con l’Ateneo cubano.

“Il dottorato – dice Pedatella – è molto richiesto da Cuba e permetterebbe a qualche studente di vivere un’esperienza internazionale di studio e di ricerca. Bisogna sperare che la Federico II lo finanzi per la parte italiana. Il progetto, per come si è delineato finora, prevede la partecipazione di due allievi, i quali seguirebbero i corsi parte a Cuba e parte a Napoli. Dovrebbe partire, se tutto procederà come auspichiamo, nel prossimo anno accademico”.

La proposta, se si concretizzerà, aggiungerà dunque un nuovo e importante mattone ad un rapporto di collaborazione tra i due Atenei che va avanti da alcuni anni e che riguarda vari ambiti disciplinari: Scienze Mediche e Psicologiche, per la formazione di medici e professionisti della salute mentale e per promuovere la salute delle persone che subiscono diverse forme di violenza di genere e discriminazioni legate all’identità sessuale (donne e minoranze sessuali); Scienze Giuridiche, per affrontare le dimensioni giuridiche connesse ai temi della collaborazione, con particolare riferimento alle loro dimensioni etiche; Scienze Pedagogiche, per favorire la formazione di docenti impegnati nel promuovere una cultura di valorizzazione e rispetto delle differenze; Scienze biochimiche, per favorire nuove sperimentazioni e applicazioni nel campo chimico e bio-tecnologico.

Si è parlato anche di questo il 3 marzo, quando a Monte Sant’Angelo è stata ospite Mariela Castro, nipote di Fidel, in quanto figlia di Raoul, il fratello del rivoluzionario che abbatté alla testa dei barbudos e con Ernesto Che Guevara il regime, sostenuto dagli Stati Uniti, del generale Fulgencio Batista. Quest’ultimo fuggì dall’isola nel 1959. Castro insegna all’Università di Scienze Mediche dell’Avana ed ha inaugurato il ciclo di seminari ‘Molecole di cambiamento, un laboratorio di idee per una scienza senza etichette’.

Pedatella la presenta così: “Si è laureata in Scienze dell’Educazione con specializzazione in Pedagogia-Psicologia ed ha poi ottenuto un Master in Sessualità e un Dottorato in Scienze Sociologiche presso l’Università dell’Avana. È inoltre membro titolare dell’Accademia delle Scienze di Cuba nella sezione Scienze sociali ed è Deputata dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (dell’Asamblea Nacional del Poder Popular).

È anche figura di riferimento nella promozione dei diritti sessuali e delle persone LGBTQ+ nel suo Paese”. Ad accoglierla, il 3 marzo, c’erano tra gli altri il Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base Andrea Prota, il Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche Luigi Paduano, la Presidente del Coordinamento Napoletano Donne nella Scienza Angela Gargano.

A Cuba una situazione difficile

“L’evento – racconta Pedatella – ha offerto l’occasione di intrecciare i temi di scienza e genere, con uno sguardo attento alla storia e alla realtà di un Paese che vive una condizione particolarmente complessa. Gli studenti hanno posto domande e si sono molto interessati alle vicende cubane raccontate da una diretta protagonista. È stata una bella occasione di confronto e si inserisce nella strategia di internazionalizzazione dell’Ateneo federiciano che, grazie al supporto del Programma Erasmus+ – azione KA171, a partire dal 2022 è attivamente coinvolto in un programma di scambio con l’Università dell’Avana, coordinato da me e dalla prof.ssa Anna Lisa Amodeo”.

Racconta la docente di Chimica: “Sono stata più volte a Cuba, dove ho tenuto anche lezioni come visiting professor. Alcuni tra i miei dottorandi sono stati all’Avana e il mio laboratorio ha ospitato due giovani ricercatori cubani: una dottoranda e un post dottorato”. L’ultimo soggiorno a Cuba della ricercatrice federiciana risale a pochi mesi fa ed è durato una decina di giorni. “Ero lì – racconta – quando Trump, dopo il rapimento del venezuelano Maduro, aveva annunciato che al turno successivo avrebbe colpito Cuba.

Il Paese vive una situazione ancora più difficile che in passato, sia per la pressione dell’amministrazione Trump, sia per il contesto geopolitico che lo ha privato di fonti di rifornimento energetico e di materie prime essenziali. Dopo il Covid, poi, anche il turismo ha subito un brusco calo di presenze. Le navi da crociera attraccano a Cuba molto meno di quanto accadesse prima della pandemia. Beni di prima necessità hanno raggiunto prezzi stratosferici: 12 euro per dodici uova.

Chi può e le ha tira avanti con le rimesse dei migranti, dei parenti che sono partiti per lavorare. Nell’Università lavorano a turno, si muovono coi motorini elettrici a pannelli solari e quelli che hanno i mezzi prendono gli altri. I bambini seguono in dad perché gli scuolabus non camminano. Resta un popolo solidale, però, nonostante la crisi profonda. Ci si aiuta come si può”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 14

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