Ci sono novità significative a Viticoltura ed Enologia, il Corso di Laurea Triennale che ha sede ad Avellino: un nuovo Coordinatore e, da alcuni mesi, altri spazi. Le due questioni si intrecciano perché il prof. Martino Forino, che insegna Chimica generale ed organica ed è subentrato nel ruolo alla prof.ssa Angelita Gambuti, indica proprio la valorizzazione dei nuovi spazi come una delle priorità dei prossimi anni.
“Ero candidato unico, c’è stata una convergenza sul mio nome da parte dei colleghi – afferma il docente che ha affiancato negli anni scorsi la Coordinatrice uscente – C’è stata una convergenza sul mio nome da parte dei colleghi. Entro in carica in una fase di svolta sia per il mondo del vino in generale, sia per il Corso”. Si sofferma sulla prima questione: “Da qualche anno il pianeta della viticoltura e dell’enologia attraversa un periodo turbolento, c’è una certa confusione. I giovani appaiono attratti da altre bevande, come i superalcolici e la birra, e poi c’è la tendenza europea a bere vini privi di alcool, che sono resi tali grazie a un procedimento tecnologico specifico.
Si aggiunga che i cambiamenti climatici in atto, l’aumento delle temperature medie e i lunghi periodi di siccità pongono anch’essi nuove questioni e si comprenderà quanto impegnativa sia la sfida per adeguare costantemente la formazione e la preparazione dei nostri studenti. Non possiamo fermarci o cullarci sugli allori di quello che abbiamo realizzato finora, da quando è nato il Corso. Andrà fatto uno sforzo per migliorare sempre la didattica e per arricchirla costantemente guardando alle nuove sfide della viticoltura e dell’enologia.
Cambiano il modo di coltivare e di produrre vino e noi dobbiamo essere sul pezzo”. Nel giugno scorso, racconta il prof. Forino, “abbiamo avuto finalmente in consegna il nuovo polo enologico Avellinum, nel capoluogo irpino. Disponiamo ora di ulteriori laboratori ed aule, di un’aula magna degna di tale nome, di una splendida sala per la degustazione dei vini e di una cantina sperimentale. Tutto ciò è stato finanziato su fondi della Provincia di Avellino e del nostro Dipartimento il quale ha avuto risorse aggiuntive grazie al riconoscimento dell’Eccellenza”.
La cantina sperimentale “è particolarmente importante e non tutti i Corsi di studio simili ne hanno una dove gli studenti possano sperimentare la produzione di vino. Anche i nostri, finora, avevano fruito di questa opportunità solo presso strutture esterne, aziende dove svolgono i tirocini”. Nel prossimo triennio, “con l’aiuto di tutti i docenti del Corso, cercherò di valorizzare ed utilizzare al meglio i nuovi spazi. L’obiettivo è far vivere la struttura, che nasce da un progetto antico partito quasi venti anni fa e ora finalmente giunto a conclusione”.
Non sono previsti cambiamenti relativamente al numero massimo di studenti ammessi al primo anno. “Il limite odierno – ricorda il docente – è di 40. Non lo si raggiunge mai, però. Di conseguenza non c’è motivo di ritoccare la soglia verso l’alto. Si adottò il numero programmato perché, in considerazione delle modalità della didattica, nella quale le esercitazioni in laboratorio svolgono un ruolo essenziale, stimammo a 40 il limite per noi gestibile garantendo una didattica di qualità”.
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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 17







