Ingegneria dell’Automazione. Nuove linee guida per il voto di Laurea Magistrale

A partire dalla sessione di laurea di giugno entreranno ufficialmente in vigore le nuove linee guida per l’attribuzione del voto di Laurea Magistrale in Ingegneria dell’Automazione. “Queste linee guida nascono dall’esigenza di adeguarsi alle nuove indicazioni della Scuola Politecnica per tutta l’area di Ingegneria – ha spiegato il prof. Gianmaria De Tommasi – Il loro scopo è fornire criteri chiari e aumentare la trasparenza.

Non si tratta, però, di vincoli rigidi: la Commissione di Laurea resta sovrana e le eccezioni motivate si possono fare”. Il nuovo sistema parte dal voto di base espresso in centodecimi, a cui possono essere aggiunti fino a otto punti complessivi così suddivisi: fino a 4 punti per la qualità dell’elaborato di tesi, su proposta dei relatori e correlatori, tenendo conto anche della discussione finale; fino a 3 punti per la durata del percorso di studi (“il massimo è attribuito a chi consegue il titolo entro maggio dell’anno successivo all’ultimo anno di iscrizione; per ogni anno fuori corso viene sottratto un punto”, spiega il prof. De Tommasi); l’ultimo punto è legato a esperienze considerate ‘di merito’.

Altri Corsi di Studio hanno considerato validi per l’assegnazione periodi all’estero o tesi in azienda. La scelta di Ingegneria dell’Automazione è motivata da un principio di equità: “Deve essere qualcosa di accessibile a tutti”, ha sottolineato De Tommasi il quale ricorda che opportunità come l’Erasmus non sono sempre alla portata di ogni studente per ragioni economiche o personali.

Dopo una discussione con i colleghi e i rappresentanti degli studenti si è deciso di prendere in considerazione il numero di lodi. Il meccanismo prevede un calcolo basato sui crediti degli esami con lode, proporzionato al totale dei crediti (102), in modo da premiare in maniera oggettiva la carriera accademica. Per quanto riguarda la lode finale, poi, le condizioni diventano più stringenti: “La lode deve essere data all’unanimità e con un punteggio almeno pari a 112, per premiare davvero l’eccellenza e darle valore”.

Una scelta che guarda anche al contesto internazionale, dove la valutazione del merito è spesso relativa alla distribuzione dei voti all’interno della stessa sessione di laurea, e solo una quota limitata dei laureati può rientrare nelle fasce più alte. “È capitato che studenti brillanti non rientrassero in quelle fasce semplicemente perché, nella loro sessione, molti altri si erano laureati con 110 e lode”, ha ricordato il docente, mentre il nuovo sistema a punti rende il valore del titolo più chiaro, riconoscibile e confrontabile anche all’estero.

Le linee guida sono il risultato di un lungo lavoro di confronto: “Ci abbiamo impiegato tempo, anche discutendo con studenti e rappresentanti”. L’obiettivo finale è permettere a tutti di sapere cosa aspettarsi, senza ridurre eccessivamente il margine di libertà della Commissione e dei docenti.

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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 10

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