Numeri in crescita e interesse trasversale per l’intera offerta formativa. Gli Open Day a Studi Umanistici del 9 e 10 febbraio hanno superato le aspettative con un’affluenza superiore allo scorso anno. Si sono registrate “tra le 2100 e le 2200 presenze nei due giorni”, spiega la prof.ssa Daniela De Liso, docente di Letteratura italiana e delegata all’orientamento del Dipartimento.
Un risultato che non si limita al dato numerico, ma racconta un cambiamento nell’approccio degli studenti. Se negli anni passati a catalizzare l’attenzione erano soprattutto i Corsi più tradizionali, in particolare Lettere Moderne, seguita da Lingue e dai percorsi dell’area psicologica, quest’anno l’interesse si è distribuito in modo più equilibrato.
“Tutte le aule erano piene, con capienze tra gli 80 e i 120 posti. Questo significa che non si sono fermati ai Corsi storicamente più noti, ma hanno scelto di esplorare l’intera offerta del Dipartimento” che conta 18 percorsi di studio tra Triennali e Magistrali. Un’offerta ampia che – evidenzia la docente – sta diventando sempre più riconoscibile anche grazie alla presenza nelle iniziative regionali di orientamento. Ma non è soltanto una questione di promozione.
“Molto dipende anche dai nostri studenti, che sono i primi ambasciatori. Negli ultimi anni registriamo un calo costante degli abbandoni: chi si immatricola conclude il percorso con maggiore regolarità rispetto al passato”. A incidere è anche il rinnovamento del corpo docente: “Abbiamo avuto nuove immissioni in ruolo e molti giovani ricercatori hanno preso servizio negli ultimi anni. Questo rappresenta un valore aggiunto in termini di dialogo e contribuisce a ridurre il divario tra docente e studente”.
Durante le due giornate non è mancata una riflessione sul ruolo delle discipline umanistiche nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione: “Le scienze umane sono chiamate a una grande sfida. L’intelligenza artificiale e la dimensione digitale mettono in discussione il rapporto umano e quello con il libro. Siamo costretti a reinventarci quotidianamente, affinché questi strumenti diventino alleati dello studio e non nemici”.
Un messaggio che guarda alla mission del Dipartimento: “Vogliamo formare adulti consapevoli, capaci di muoversi nel nuovo universo del sapere, anche digitale.
È una formazione permanente, che riguarda non solo lo studente ma anche il docente, chiamato a mettersi in discussione insieme a lui”. Accanto alla dimensione culturale, spazio anche alle prospettive occupazionali.
“Al di là dei dati Almalaurea, il contatto diretto con i nostri ex studenti ci conferma che sempre più laureati riescono, nel giro di alcuni anni, a costruire una professione coerente con il proprio percorso. Spesso gli obiettivi si chiariscono proprio durante gli studi, grazie alla capacità dei nostri Corsi di orientare verso nuove applicazioni dei saperi umanistici”.
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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 25-26







