Riprende in questo febbraio, in continuità con le attività avviate nel 2022, la ricerca nell’ambito del progetto Il Suburbio Occidentale di Puteoli (SubOP), un programma di studio dedicato alla città antica di Puteoli che vede in prima linea gli studenti dei Corsi di Laurea in Archeologia, Storia delle Arti e Scienze del Patrimonio Culturale e Archeologia del Mediterraneo.
Il progetto è promosso dalla Federico II attraverso il Centro Interdipartimentale di Studi per la Magna Grecia (CISMaG) – uno dei più antichi centri di ricerca federiciani – in convenzione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, ed è coordinato dal prof. Luigi Cicala, docente di Archeologia classica e Direttore del CISMaG. L’indagine è rivolta, spiega il docente, “allo studio delle aree suburbane nord-occidentali della città antica, con l’obiettivo di ricostruire un quadro storico e topografico complessivo di un settore cruciale per comprendere lo sviluppo urbano di Puteoli”.
Fondata come colonia marittima nel 194 a.C. sul promontorio di Rione Terra, Puteoli conosce un rapido sviluppo economico e commerciale che si riflette nella progressiva espansione verso occidente. “La città cresce lungo i terrazzamenti occidentali e lungo le principali direttrici extraurbane, come la via Puteolis-Capuam e la via Domitiana”, prosegue Cicala, delineando un processo di trasformazione urbana che interessa aree solo apparentemente periferiche.
È proprio su questi spazi che si concentra l’operato degli studenti, chiamati a svolgere un ruolo strutturato e centrale. In particolare, “sono impegnati nello studio della complessa documentazione archivistica attraverso attività di analisi delle fonti, digitalizzazione e catalogazione informatizzata dei carteggi. Ovviamente queste attività valgono loro come riconoscimento di tirocinio curriculare ed extracurriculare”. Le ricerche si svolgono presso l’Archivio storico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Ma da dove prende avvio l’indagine e a che punto sono i lavori? “Si è partiti dalla ricomposizione di un vasto quadro documentario, costruito a partire dalla documentazione prodotta tra il XVIII e il XX secolo. Abbiamo poi avviato un censimento sistematico delle fonti archivistiche relative all’area e finora sono state individuate quasi mille carte, fondamentali per ricostruire le vicende degli scavi, dei rinvenimenti e delle politiche di tutela nel tempo”.
Lo studio delle fonti consente così di restituire un’immagine articolata del suburbio occidentale di Puteoli, un’area ricca di testimonianze archeologiche di grande rilievo: dall’imponente necropoli di età imperiale alle strutture insediative riconducibili a ville residenziali o ad attività agricole, fino agli edifici destinati allo spettacolo, come lo Stadio. “Si tratta di un’area complessa e stratificata che restituisce un’immagine della città antica fatta non solo di spazi monumentali, ma anche di luoghi di vita, di lavoro e di memoria”.
Con la ripresa delle attività si attende il coinvolgimento di 20 nuovi studenti, organizzati in diversi turni, a conferma di un modello di ricerca che integra in modo equilibrato didattica universitaria e produzione scientifica. Lavorare su Puteoli, e in particolare sui suoi spazi suburbani, significa “restituire complessità alla storia della città antica e, allo stesso tempo, offrire agli studenti un’esperienza di ricerca autentica, capace di tenere insieme studio, tutela e trasmissione del sapere”.
Il docente, a nome dell’Ateneo, ringrazia “la Soprintendenza per la collaborazione scientifica e il Museo Archeologico Nazionale per il supporto alle attività di ricerca archivistica, nell’ambito di un progetto che rafforza il contributo dell’Ateneo alla valorizzazione del territorio”.
G.F.
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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 12-13







