Riduzione dei consumi e degli sprechi: le soluzioni proposte dagli studenti sono “semplici, economiche, funzionali”

Un paio di anni fa il Laboratorio fu dedicato, nell’ambito di una collaborazione con l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, alla realizzazione di accessori per stimolare l’adozione di corretti stili di vita, per esempio oggetti utili a portare con sé la frutta al lavoro o a sostituire tra le dita la sigaretta da parte di chi stia provando a smettere.

È venuto poi il Laboratorio per ideare e realizzare contenitori dei cibi caratteristici di diverse parti e popolazioni del mondo. Nel semestre che si è da poco concluso, 110 studenti di Design dell’Interazione, che è un insegnamento di Laboratorio del Corso di Laurea Triennale in Design per la Comunità (Co.De.Community Design) del Dipartimento di Architettura hanno sviluppato più di 40 progetti utili ai fini del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale.

L’iniziativa è maturata dalla collaborazione con M’illumino di Meno, la campagna radiofonica di sensibilizzazione per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, lanciata nel 2005 dal programma Caterpillar – Rai Radio 2, che ha istituito e celebra ogni anno, il 16 febbraio, la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.

La campagna promuove azioni quotidiane come la riduzione dei consumi e degli sprechi, la mobilità sostenibile e la divulgazione scientifica, ponendo al centro le persone e i loro comportamenti. La presentazione dei progetti si è svolta il 13 febbraio nell’Aula Magna di Palazzo Gravina e nello stesso giorno, sempre nello storico edificio di Architettura, è stata allestita la mostra con tutti i lavori degli studenti.

Prima che ragazze e ragazzi si alternassero in cattedra per raccontare cosa avevano ideato, si è collegato da remoto Massimo Cirri, che conduce Caterpillar insieme a Sara Zambotti. “Tutto è nato – racconta la prof.ssa Erminia Attaianese, una delle docenti del Laboratorio, gli altri sono Ivo Caruso, Paola De Joanna, Carla Langella – dal fatto che il prof. Caruso è un appassionato e costante ascoltatore di Caterpillar. Gli balenò l’idea di contattare la redazione del programma per avviare una collaborazione nell’ambito delle tematiche del risparmio energetico.

Ne parlò con noi del Laboratorio e fummo entusiasti della proposta. Piacque molto anche ai conduttori di Caterpillar e così decidemmo di incentrare il Laboratorio di quest’anno accademico sulla progettazione di artefatti, l’utilizzo dei quali potesse, sia pure in minima parte, contribuire a risparmiare energia”.

I lavori degli studenti sono tutti riconducibili a due macroaree: “La prima, dedicata all’attivismo energetico, ha esplorato le possibilità di trasformare l’energia meccanica che adoperiamo in diverse attività quotidiane e domestiche in energia elettrica che possa essere poi impiegata, per esempio, per accendere una lampada o per ricaricare un cellulare. La seconda, denominata microsprechi domestici, ha indagato strategie per la riduzione, il recupero o la rifunzionalizzazione degli sprechi di cibo, acqua o materiali.

In relazione ai focus individuati, è stata condotta la progettazione, l’ingegnerizzazione e la prototipazione di artefatti o di sistemi di artefatti capaci di generare efficientamento energetico o di evitare sprechi”. I progetti sviluppati “privilegiano materiali e processi tipici delle pratiche di autocostruzione e co-produzione, evitando materiali e tecnologie produttive eco-impattanti o che richiedano investimenti d’impianto”.

Le soluzioni proposte sono, in definitiva “semplici, economiche, personalizzabili, funzionali, leggere e aperte, ma, al contempo, capaci di orientare i comportamenti e di costruire consapevolezza, agendo sulle pratiche d’uso e sulle scelte legate al consumo energetico e alla gestione degli sprechi nella vita quotidiana”.

Con questo spirito Giorgia Bellucci e Valeria Di Lullo, due allieve del Laboratorio, hanno progettato un meccanismo che trasforma l’energia cinetica del gatto di casa, che per giocare dà zampate alla pallina, in energia elettrica accumulabile in una powerbank. Francesca Marchiello e Maria Rosaria Scuotto hanno presentato un sistema di corde e manici utile ad esercitare le braccia e i pettorali e che trasferisce l’energia di chi si allena ad una lampada, facendo sì che si accenda e possa essere impiegata in casa. Alessio Anzivino, Alfonso D’Aniello e Giovanni Donnarumma hanno presentato in Aula Magna un oggetto che hanno battezzato Trakatrak: sembra un macinacaffè, ma è un giocattolo sonoro che possono utilizzare i bambini, e dal movimento del quale si genera energia cinetica che diventa elettrica.

Avocado, la proposta di Simona Bettini e Domenico De Cicco, è una sfera che si inserisce nella lavatrice e che sfrutta l’energia meccanica del cestello che ruota per trasformarla in energia elettrica. Ancora, c’è chi ha trovato il modo di trasformare in luce il movimento a suon di braccia della culla di un neonato, chi ha pensato a come reimpiegare al meglio l’acqua che producono i condizionatori d’aria quando sono in funzione, chi ha trasformato in diffusori di aromi i tappi di sughero. “Per ogni progetto – conclude la prof.ssa Attaianese – gli studenti hanno indicato il costo di produzione del prototipo e spesso anche il prezzo di vendita consigliato. È un aspetto importante, perché naturalmente non c’è oggetto di design che non debba fare i conti con la sostenibilità economica del processo produttivo”.
Fabrizio Geremicca

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