Il sole di marzo illumina il cortile di Porta di Massa, di nuovo animato dal via vai degli studenti. Dopo la corsa agli appelli della sessione invernale, il secondo semestre segna l’inizio di un nuovo periodo di lezioni. Un momento che molti definiscono come “in assoluto il più bello dell’anno”.
Ne è convinta Fabiana, studentessa al terzo anno di Lettere Moderne: “I corsi del secondo semestre hanno un sapore diverso. Forse perché ci lasciamo alle spalle un inverno fatto di studio oppure perché finalmente torniamo a vivere la quotidianità della vita accademica insieme al nostro gruppo di amici. E poi seguire i corsi delle discipline che amiamo è davvero interessante. Credo che dovrebbe essere così per tutti: amare ciò che si studia. Ma forse, da questo punto di vista, noi del Dipartimento di Studi Umanistici siamo avvantaggiati”.
Dello stesso parere è anche la sua collega Marialuisa che, pur condividendo l’entusiasmo, sottolinea anche qualche difficoltà: “Può sembrare un periodo più rilassato, dopo lo stress di mesi trascorsi a studiare in casa per preparare esami infiniti. Però per chi non abita vicino all’università diventa altrettanto impegnativo”. Far coincidere tutto non è semplice: orari delle lezioni, tempo da dedicare allo studio, spostamenti con i mezzi pubblici.
“Effettivamente non è facile – racconta Giada, iscritta al secondo anno di Filosofia – ma con il tempo si impara a gestire il tutto in maniera molto oculata”. Il ritmo delle lezioni, del resto, può essere intenso: “Seguiamo tre giorni alla settimana e in alcune giornate terminiamo quasi al tramonto. Ma, quando condividi questo percorso con colleghi che nel frattempo sono diventati amici, il tempo sembra volare”.
A Studi Umanistici le difficoltà si affrontano soprattutto insieme. “La corsa per arrivare nelle aule e accaparrarsi un posto, così come quella per trovare spazio nelle aule studio, diventa meno pesante se hai qualcuno con cui condividere una risata e anche uno sclero”, ironizza Simone, anche lui studente di Filosofia. Poi aggiunge una riflessione sugli aspetti più impegnativi della quotidianità universitaria: “Forse ciò che migliorerei sono proprio gli orari. Ad un certo punto la concentrazione inevitabilmente cala, soprattutto se sei sveglio dalle sei del mattino per riuscire ad arrivare in tempo alle lezioni.
Però capisco anche che la situazione degli spazi non sia semplice. Nonostante questo, i nostri docenti cercano sempre di venirci incontro per permetterci di seguire le lezioni con serenità”.
La parola d’ordine resta una sola: organizzazione. Soprattutto per le matricole. “I corsi sono sicuramente un buon modo per socializzare – spiega Sofia, al primo anno della Triennale in Storia – ma non bisogna dimenticare che la sessione estiva è più vicina di quanto sembri”. Già durante il primo semestre ha cercato di impostare un metodo di studio efficace: “Nonostante dovessi ancora ambientarmi, la mia priorità restava la preparazione degli esami. Mi sono trovata bene studiando passo dopo passo le spiegazioni dei professori.
È un metodo che continuerò ad adottare anche durante questo secondo semestre”. Le materie che la attendono ora sono Geografia e Storia romana. Due insegnamenti che, a prima vista, potrebbero sembrare più semplici ma che richiedono comunque molte ore di studio: “Soprattutto considerando che si tratta di moduli da 12 crediti ciascuno”. Anche il collega Luigi guarda con entusiasmo alle lezioni di questi mesi: “Storia romana è il mio periodo storico preferito. Sono molto felice di approfondirla in chiave accademica. Seguire le lezioni del prof. Umberto Roberto poi è davvero stimolante”.
L’obiettivo è mantenere una media alta: “Per ora, con i due esami sostenuti nella sessione invernale, ho una media del 28 e vorrei continuare su questa strada”.
Il ritmo non è meno serrato per gli studenti di Lingue, dove le lezioni si tengono spesso ogni giorno. Giuseppina, al primo anno, racconta: “Il calendario è piuttosto intenso e anche perché dobbiamo seguire due corsi di letteratura e due di lingua”. Nel suo caso si tratta di inglese e tedesco: “Due lingue germaniche, sicuramente più impegnative rispetto alle lingue romanze. Ma ho scelto di seguire la mia passione: l’amore per le lingue mi accompagna fin da quando ero bambina”.
Per il momento, tuttavia, il ritmo è sostenibile: “Sono già entrata nel meccanismo. Ogni mattina ho la mia routine e ormai anche fare lo slalom tra le aule è diventata un’abitudine”. Per questo semestre, aggiunge, gli spostamenti sono anche più gestibili: “Fortunatamente non devo muovermi troppo tra le sedi. I giorni sono ben organizzati. La vera sfida? Entrare alle otto del mattino e uscire anche alle otto di sera. In quei casi bisogna sfruttare ogni minuto, per evitare di arrivare a giugno con tutto da fare di corsa”.
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